Candyman Fruity Portrait.

17 luglio 2014 § 5 commenti

Il cocco.un altro da aggiungere alla lista “mangiarne fino a sentirsi male e non poterne nemmeno ricordare il sapore”.

sto usando troppe virgolette.

Potrei parlare a lungo e cercare in profondità perché col cocco ho un rapporto di lunga data. uno di quei frutti che desideravo sempre da bambina. non saprei spiegarlo bene. avevo sempre del cibo in mente, specifico, di cui non avevo mai abbastanza, a discapito della sensazione che provavo quando finalmente riuscivo a metterci bocca.

(la pellicina marrone ad esempio. il boccone deve migliorare sul finale. posso sopportare il difetto all’inizio se vengo premiata col sapore migliore alla fine. insomma, nessuno mi sbucciava via quella cattiva pellicina spessa e cortecciosa quindi ora lo faccio da sola, sfregiandomi le mani perché spesso è ostinata e non vuole venire via. e i coltelli mi sfuggono facilmente.)

non ho dieci dita moncherine solo perché i coltelli che ho non sono abbastanza affilati. e perché il cocco continua ad essere uno di quei cibi sempre nella mente, non avendone abbastanza fisicamente.

(provo nostalgia persino a sentire i venditori che gridano coccobello in spiaggia. sono stata colpita e compiaciuta di aver recentemente assaggiato parti di cocco andato a male: lo schifo tra i peggiori che ricordi. ma non l’avevo mai provato. ho conosciuto un po’ di più il cocco! è il cocco verde, e la polpa di cocco verde, la nausea da abbondanza di grassi che solo l’avocado riesce ad eguagliare. ce ne sono di cose che mi affollano il cervello.)

come se non dovessi prendermi a schiaffi sul coppino per la mia lentezza invece di sproloquiare qui senza riuscire a dire un bel niente di quello che provo per il cocco. dannazione.

A tratti comunque i candyman riescono a inquietarmi, mi capita di farci cadere qualche pezzo dentro e, tecnica qualità intensità a parte, è qualcosa che vedo io. come lo sbiadire delle ore e il confondersi dei giorni proprio quando il tempo in teoria starebbe stringendo (c’è un momento in cui non lo fa?).

è più il vedere cose che non vorrei vedere ad inquietarmi. gli eventuali segnali criptati che riaffiorano nei disegni non mi disturbano più di tanto, so di disseminare pezzi di me ogni volta che mi muovo. non mi reggo insieme insomma.

(forse questo post è scritto davvero tanto tanto male. ma il sonno.)

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§ 5 risposte a Candyman Fruity Portrait.

  • pani ha detto:

    Un bagno ai piedi nel latte di cocco!
    A volte il cocco, come le bici americane, quando lo mastichi tanto fa venire un senso di nausea.
    Pistacchio e cocco e’ il mio gelato. Sono una bella coppia, come Ollio e Stanlio

    • kuroko ha detto:

      ho sempre creduto nell’accostamento di colore come fondamentale per la riuscita di un buon gelato.
      pistacchio e cocco solo a immaginarlo mi mette in pace gli occhi.
      sarà che il cocco è così rotondo e dentro è bianco e i piastacchi hanno quei gusci come piccoli molluschi ma dentro sono delle piccole nocette verdi. è una visione così tranquillizzante.

  • Nuvola Rossa ha detto:

    che carino !

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