Un racconto intorno al fuoco.

31 ottobre 2014 § 4 commenti

Quando mi perdevo nella nebbia lacustre ad Arona ho scritto questo.

pensando a ciò che mi circondava, all’imminente fine di ottobre (nulla mi fa pensare alla fine di qualcosa quanto il suo inizio), a quanto sia insicura di ciò che scrivo. pertanto rischio di perdermi in preamboli interminabili, perfetti istigatori al suicidio. oppure butto tutto via. o butto tutto su internet, facendo finta di star buttando tutto via.

Quindi ecco questo inadeguato racconto che è solo un tentativo di fissare in parole una serie di immagini preziose rimaste incastrate nella memoria.


Continuava a mangiare anime.

Nato come buco vuoto, riempito di esistenza apparente e liquida.

Attirava le persone per quella sua attitudine alla riflessione profonda, capace di abbracciare in uno sguardo passato e futuro.

In quello sguardo le persone si specchiavano e prima ancora di poter imprimere nella retina un’immagine di lui, percepivano un’immagine di se stesse, dai contorni vaghi e mobili. L’instabilità rendeva quella descrizione visiva ancora più vera e puntuale.

Era una magia inspiegabile, dalla quale la maggior parte delle vittime a malapena si accorgeva. I pochi che ne avevano coscienza non ne erano immuni né risparmiati anzi, venivano inghiottiti ancor più rapidamente.

Tutti, come in preda ad una dipendenza subdola e asintomatica, presto iniziavano a cercare e prediligere la sua compagnia. In breve tempo la necessità di condividere minuti diventava ossessione e chiusura in un rapporto esclusivo e assoluto. Né amici né amori, doveri o passioni, riuscivano a strappare da quell’abbraccio argenteo coloro che si erano trovati esposti a quello sguardo senza fondo.

Neanche la lontananza, la fuga, rappresentavano una infallibile formula di salvezza. Come una malattia senza sfogo, nascosta ed incubata nel buio, così la nostalgia divorava anche le intenzioni più solide.Alla fine tutti ritornavano da lui e lo ritrovavano immobile, sfiorato appena dal vento (l’unico capace di tanto).

Immutabile e mai uguale, il suo sguardo offriva ancora e per sempre il riflesso del mondo. Un mondo rovesciato e silenzioso, nel quale lui accoglieva il fuggitivo ritornato, per avvolgerlo in un’onda nera e portarlo giù, dove i segreti della profondità giacciono custoditi dalle alghe, incastrati tra i resti di tutti coloro che non hanno saputo distogliere gli occhi e il cuore dalla letale, immane bellezza del Lago Maggiore.

fine.

I Racconti intorno al fuoco sono una di quelle tradizioni che porterò avanti per l’eternità. e non importa quanto tempo distanza problemi drammi notti buie e mostri tenteranno di mettersi in mezzo. io stanotte sono intorno al fuoco, ad arrostire marshmallow (facciamo lokum? credo sia un crimine perseguibile osare arrostire i lokum) e non sono sola. ci siamo tutti. ogni anno, allo stesso falò del terrore, a regalarci storie e conoscere la paura. per esorcizzarla, una volta per tutte, nell’unica notte in cui è possibile.

buon Halloween.

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