Questo è l’inizio.

29 settembre 2014 § 16 commenti

Questo è un diario di viaggio. o una specie.

Ho una fissazione per i diari. per i quaderni, i taccuini, i notebook dai ventimila utilizzi.

ne accumulo tanti e me ne dimentico in continuazione. stilo liste sugli indispensabili, con annesso colore e argomento da trattare. (in tutto ciò, c’è ancora chi riesce a domandarmi perché la mia borsa possieda un peso fisicamente impossibile rispetto alle dimensioni.)

per i diari, quelli di scuola, quelli col lucchetto, quelli di viaggio, il discorso si complica.

sulla carta come in rete ho sempre cercato spazio, illimitato, vuoto, solo mio.

se volessi rispettare tutti i punti per una stesura adeguata ad un diario di viaggio (secondo la mia mente distorta) potrei tranquillamente metterci una croce sopra e infilarmi a letto (sono in preda ai rantoli da raffreddore.)

per cui ho imparato a scrivere disegnare pubblicare senza prendere in considerazione il mio grado di insoddisfazione e il mio metro di giudizio squilibrato. (riesco a rendere anche questo meccanismo potenzialmente positivo un modo per calpestarmi ma. a volte riesco a non distorcerlo. soprattutto se ci tengo a fermare i ricordi, in qualsiasi modo.)

perché sono stata investita da ricordi che non voglio perdere. alcuni sono nuovi, altri li avevo sognati. altri appartengono al passato di altre Persone, in un cerchio senza fine. e sono tra i regali più belli che si possano ricevere.

Fingerò di partire dall’inizio.

da voli che partono in ritardo tremendo, un tragitto breve ma interminabile, distraendomi guardando Ombromini che non soffrono di vertigini, non hanno paura di altezze, turbolenze, vuoti d’aria, meccanica elettronica fisica e componenti incomprensibili perciò fuori dal controllo.loro sprimacciano nuvole, aprono varchi di cielo, guardano giù. io mi tranquillizzo fingendo di essere sull’autobus della Cotral. è persino più comodo. riesco a sonnecchiare senza dare craniate sul finestrino.

Poi si accede all’altro mondo. un mondo nero all’entrata, che salendo diventa bianco. e ci sono palloncini bianchi che andrebbero verso l’alto all’infinito se non fossero fermati dal soffitto. c’è un labrador biondo impazzito, ferocissimo e adorabile dal primo tentativo di azzannare mani pantaloni capelli borsa ciabatte palloncini.

c’è lei, che posso finalmente riabbracciare. mentre Koi tenta di sbranarci tutt’e due dal centro di quell’abbraccio. è molto astuta. e pericolosa. vuole i palloncini per trascinarli in tondo, in un vortice bianco e folle. di tanto in tanto sacrifica un palloncino per tentare di mangiarne i resti. in tutto ciò è Halloween e Natale. e anche il mio compleanno a questo punto perché altrimenti non si spiega tutta questa meraviglia.  le Pupille si riversano sul cibo, fameliche e devastatrici. agguantano maki con tofu e avocado, rotolini più grandi di loro, e se li infilano in bocca, uno dietro l’altro. è uno spettacolo inverosimilmente bello.

e mi rendo conto di quanto spesso io mangi da sola. nell’evitare di mangiare con gli altri, nell’essere abituata a essere “l’unica” a mangiare il triplo degli altri o molto meno degli altri o molto diverso dagli altri. e anche di quanto riesca a chiudere ogni canale di comunicazione e mangiare da sola anche se condivido il tavolo con altre persone, esternando un’impeccabile disinvoltura.

è strano come sia possibile annegare tutto. in un bicchiere di verde. senza zucchero.le voci, i dubbi, le paure, i pensieri martellanti. è molto semplice: non mi piaccio ma non mi rovinerò un singolo momento. non perderò tempo a discutere fra me e me, a rimproverarmi, a inorridire. non ho tempo, abbiamo progetti su cui lavorare e mondi da raggiungere.e sappiamo brindare degnamente all’avvento di questa nuova era (che ci vede a bordo di un ufozucca, ché la stagione è cambiata, prossime alla conquista del mondo. il mio smalto non ha retto per l’emozione.)   ho anche l’occasione di procurarmi preziose diapositive delle metamorfosi di Koi.

perché anche lei è fissa nello studio. partecipa alla nostra full immersion visiva alternando catalessi a furia omicida.

ma con il cibo si tramuta ulteriormente: diventa ineccepibile, educata e obbediente.

(noto delle analogie. con me. le alghe. l’avocado. il sesamo. le olive. l’uva. gli shirataki. non continuo l’elenco, non voglio fare mattina.)ok. le alghe, l’avocado, già lo sapevo.

gli shirataki, lo immaginavo soltanto.e l’immaginazione non mi ha tradito.

sono entrati a pieno titolo nella lista delle droghe preferite.

(mi piacciono le cose mollicciose, non ci si può fare nulla.)

Apparizioni di coccinelle e cerchi di pietra sull’Etna non hanno fatto altro che confermare ciò che già sapevamo: gli Alieni sono tra noi e sostengono il nostro operato.non poteva essere in nessun altro luogo: l’Etna non è di questa Terra.

è già Luna. con i crateri, i mari e le montagne di lava nera (dove deporre bulbi di Pupille vulcaniche). una Luna piena di fuoco.lì gli Ombromini giocano a nascondino nei crateri. è il posto perfetto perché il paesaggio muta molto più velocemente. e la terra è nutriente, perfetta per piantare Pupille.

ho notato un affetto che finora avevano mostrato soltanto agli alberi o a montagne piene di verde. la terra è rossa gialla e nera. e ci sono macchie di alberi dal colore squillante. si vede che sono in forze.l’Etna è uno di quei posti di cui ho sempre immaginato l’esistenza: vorresti restarci per sempre ma sai che devi andare via. perché può esplodere. perché si fa notte. perché tira vento e non ti fa respirare.  però ti fa sorridere forte.

spazza via i capelli. pulisce i pensieri. riempie di visioni.

Il vento dell’Etna per far respirare la mente.

Per tutto il resto c’è Russo. (è un susseguirsi di droghe pesanti.)

in realtà in questo luogo si celano ulteriori prelibatezze. nella semplicità. nel mosto con amido di mandorle. la mostarda d’uva.

e non c’è nient’altro da dire: è il dolce più buono che esista.

guarda caso ho solo una foto di Marino che la mangia dopo che sono tornata a casa. perché non ne ho ancora mangiata abbastanza. devo assimilarla ancora. avere il tempo (le quantità, preferibilmente in tonnellate) per studiarla ancora.

la perfezione è proprio in quel sapore. in due ingredienti. in un procedimento antico. e so che giocherò all’infinito tentando di avvicinarmi un po’, senza mai riuscirci, a quell’essenza.

ne mangerò ancora tantissima, perché sono quello che mangio. alla lunga il messaggio arriverà, giusto?

Foto 21-09-14 16 10 48e persino la pasta reale è stato un regalo inaspettato.

perché nella mia stoltezza non mi aspettavo che mi piacesse. (non mi aspettavo che mi piacesse TANTO.)

pensavo mi avrebbe stancato al terzo boccone.

e invece.(noi, possiamo. sempre.)

L’ultima sera abbiamo cenato col sushi, vegano.chiudiamo come abbiamo iniziato.

(ma è solo per finta, ora torno dal bagno dell’aeroporto e ci rimettiamo a disegnare.)

Nel dubbio ho lasciato qualche Ombromino nei dintorni. alcuni sono partiti con me e non volevano saperne di tornare.

uno si è molto affezionato a Koi.se riesce a sopravvivere gli chiederò qual’è il suo segreto per tenere a bada la belva che in genere si scatena dopo il primo scambio di sguardi. o alla vista di un apparecchio fotografico puntato verso di lei. o quando meglio le pare.

Quel che è certo è che non mi rassegnerò mai all’introvabilità della granita siciliana. in nome della mia sanità (?) mentale, non posso accettare questa realtà infame.(poi dovrò fronteggiare il fatto che granitasiciliana -> solo in Sicilia e allora mi trasferirò lì e saremo tutti felici. soprattutto perché non supererò la stagione estiva.)

Nuvole nere, squarci di tramonto, fulmini, lampi, vento, ali flessibili che dannazionecomepossonomuoversicosì. il volo inverso. perché io sono davvero andata al bagno all’aereoporto e torno presto.

non c’è proprio alcun ritorno da questo viaggio.

inizia e dura per sempre.

un po’ come la mia incredulità.

ho sempre diviso la realtà dall’immaginazione. ovvero, la finzione scenica degli altri e la MIA realtà. quella autentica e vera, dove volevo abitare. con pupazzetti, libri, amici immaginari e tutto il resto. c’era anche altro lì. c’era anche un’altra. come me ma diversa. e migliore. (ovvio, perché mi piaceva molto.) e lei non era semplicemente un’entità gentile che mi accettava per ciò che ero pur senza comprendermi. lei capiva tutto e mi capiva perché viveva nella mia stessa dimensione. e se invece di parlare tra me e me parlavo con lei riuscivo a crescere e a togliermi dalla lente d’ingrandimento onnipresente con cui gioco a bruciarmi le gambe.

consideravo tutto questo parte del mio mondo chiuso. della realtà che ho costruito apposta, che vedo solo io.

invece ci sei tu, dall’altro lato del tavolo bianco. e io non scenderò più da quella sedia girevole perché ti ho trovata.

(grazie. ti voglio bene.)

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§ 16 risposte a Questo è l’inizio.

  • comearia ha detto:

    Che meraviglia, sono commossa.

  • Iaia ha detto:

    Sono commossa.
    Ma nel senso proprio che non mi ripijopiù.
    Sintetizzo con.

    alivo.
    e vado a piangere attaccando strass sulle zucche.
    per il resto mi riservo di scriverci solo un libro sui 4 giorni con te.
    (ed enciclopedie per quelli che ci aspettano)

    Grazie per tutto questo.
    E’ un regalo indimenticabile come pochi.

    • kuroko ha detto:

      alivo e zucche di strass e lacrime
      è una scena bellissima.
      la vedrò presto vero? (già la vedo. non mi riprenderò mai più. scrivevo con gli occhi gonfi. e infatti non so bene cosa ho scritto né tento più di rileggermi ❤ )

      e la maggior parte delle cose ho dovuto lasciarle libere tra le righe perché non riesco a razionalizzare tutto. ma avrei così tanto altro per cui ringraziare. miscoppieràlatesta.

      ti voglio bene Alivo

  • bestiabionda ha detto:

    oh, finalmente un po’ di Ombromini a conquistare i sette regni.
    [no è che mi sono commossa, ma siccome siete tutti convinti che i nordici non piangono faccio finta di niente con maestria. Maledette ❤ ]

  • Giovanna Triggiani ha detto:

    non mi piaccio ma non mi rovinerò un singolo momento. non perderò tempo a discutere fra me e me, a rimproverarmi, a inorridire. non ho tempo, abbiamo progetti su cui lavorare e mondi da raggiungere……<3 ❤
    esatto!!!!
    in poche righe delle molte scritte, mi sono ritrovata, e trovo altre come me… che dello stesso viaggio tortuoso sono riuscite a trarre un percorso di crescita, e di accettazione….
    tvb anche se a distanza e senza esserci mai incontrate, unite da tante piccole cose in comune!! 🙂

    • kuroko ha detto:

      quello che ho scoperto scrivendo su un blog (non lo sospettavo minimamente) è proprio la possibilità di questi incontri. sembrano nascere dal nulla ma allo stesso tempo mi ritrovo a parlare con persone che non ho mai incontrato e con cui ho cose in comune. in questo modo sembra di conoscersi da sempre! o_o
      continuo a stupirmi ogni volta.
      grazie per il tuo commento. sono ogni volta nuovi ponti che accorciano qualsiasi distanza geografica. e anche personale. non sono molto espansiva nel mondo al di qua dello schermo insomma.
      🙂 grazie

  • el ha detto:

    ho gli occhi a cuore e fra voi due, koi, ombromini, pupille e alieni mi manca il fiato, sono stordita. è splendido ❤ siete bellissimi tutti

  • pani ha detto:

    Certo che se l’Etna rende cosi giovani e belli, io mi ci trasferisco. Ma fra tutta quella roba… Hai almeno mangiato uno di quei famosi pasticcini?

  • Ma che …uau. Che bello. Bello. Bello. Bellobellobello. ♥

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