Momenti.

19 giugno 2014 § 19 commenti

Ci sono dei posti che meriterebbero foto migliori.

e parole scritte da qualcuno che sa come si scrive (o che sa quello che scrive. o quello che pensa che dice che fa. è una situazione tragica insomma.)Siccome non ho controllato recentemente, non posso essere certa che il Gambero Rosso descriva sufficientemente bene il posto dove pianterei una tenda perché mi ci trasferirei anche ora (tanto stanotte la vedo difficile a convincermi che l’ora di buttarmi a letto è passata inesorabilmente e si allontana sempre di più.)

(ciò però non credo basti a giustificare questo sproloquio notturno.)

il problema è che avrei la necessità di esprimere talmente tante cose fondamentali riguardo a questa cena e tutte quelle che l’hanno preceduta (che comunque non sono abbastanza. va detto.) che mi va in blocco il cervello.

(sarà forse l’ora? preferisco la teoria del “non so scrivere”.)

io qui ho imparato a mangiare.

ho imparato guardandomi intorno quanta importanza ha la bellezza nei dettagli essenziali, di quanto sia indispensabile tutti i giorni, fisicamente, a partire dall’ambiente in cui si è immersi. (ci si abitua allo squallore. si viene trascinati via senza nemmeno avere il desiderio di contrastare la decadenza perché è così facile dimenticarsi che esiste o potrebbe esistere qualcosa di migliore. ma bisogna farsi un discreto culo per raggiungerlo.)

ho potuto vedere disegni nei piatti e poco mi trafigge la mente come il cibo in quanto mezzo di espressione visivo in primo luogo. (perché io sono due occhi. e un cervello purtroppo. e altre cose che continuo a dimenticarmi, volente o nolente, data la mia demenza. e prima di mangiare qualcosa, prima di fare qualsiasi cosa, osservo. osservo fino all’eccesso.)Guarda caso oggi siamo andati in Sicilia e mi ci ha portata Alessio.

perché il risotto parlava da solo e (ho bevuto troppo?) lui non ha avuto scrupoli.

io mi sarei persa. mi perdo sempre. (ma tanto poi c’è sempre chi mi recupera perché sa precisamente dove sono.)in questo risotto c’è la barriera corallina. e una barca naufragata invasa dalle alghe. e scogli umidi e pescicappero.

in bocca diventa profumo di una terra a cui sono legata a doppio nodo (con un filo rosso) nonostante l’abbia vista appena.

e non c’è burro né formaggio, ed è per me.

Comunque è qui che ho perso la ragione stasera. (e ce la perderei volentieri a intervalli di tempo molto ma molto serrati. per loro sfortuna.)

 

(andare a dormire, evitare di scrivere incontrollatamente, non bere un litro d’acqua sono concetti troppo ostici al momento. il letto in qualche modo lo raggiungerò, per il resto è troppo tardi. sospiro.)

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