Divagazioni tamburellate con le dita (ho sonno.)

26 ottobre 2013 § 2 commenti

Quando non va bene non si vede.

e non si sente.Sezioniamo il dolore in intervalli di tempo.

a parità di intensità, una volta imparato a comprimere tutto in uno squarcio di frazione di secondo. il dolore è ridotto. inghiottito, fuori portata, non più in superficie.

o al diminuire dello spazio temporale concesso ne aumenta la densità?

si soffre meno perché diminuisce l’esposizione. chissà come avviene la dinamica della sparizione. la magia, il teletrasporto del dolore. non lasciare neanche il tempo ad una lacrima di risalire.

dev’essere un fulmine che attraversa un tronco, istantanea, devastante. non si riesce a realizzarne l’immagine che già è finito. e tutto torna come prima. tranne il tronco carbonizzato. ma il “tutto come prima” è talmente inesistente da far sorridere.

Però non ho risposto alla domanda.

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