Piano.

22 ottobre 2013 § 39 commenti

Mangio accumuli inguardabili di cibo irriconoscibile, stipato in una coppetta.Nella migliore delle ipotesi, taglio contando le fette, studiando le sezioni, sbagliando le dosi perché. con un pomodoro in più salterebbe fuori un numero pari.

Magari, nella migliore delle ipotesi, non spreco il miglior gomasio alle alghe della mia vita. a pioggia. su un ammasso informe e troppo piccante.

e quel cucchiaino di zucchero di canna speziato ci sta bene, l’ho semplicemente tolto ai cucchiaini che accompagno alla bocca. in purezza. shot di zucchero. (perché è troppo. troppo. buono.) Che poi i fogli a righe mi piacciono. fanno venire voglia di scrivere. sembrano sbarre. se riesci a vedere attraverso, se le superi, ci sono tutti i disegni lì, ad aspettarti. dove non esistono lezioni né banchi. né persone. né me.

o forse solo la parte davvero indispensabile. quella che vede lacrime e cervelli nella frutta secca e sovrappone un discorso sull’altro fino a dimenticarsi come si comunica?

sono queste le cose importanti da riconoscere, dopotutto.

mandorle dagli occhi. (da lì finisco dritte dritte in bocca con una facilità che. pure loro.)  Insomma io ho un Quaderno. con una Q maiuscola enorme, pronta per essere annerita.

(e ho Persone che mi hanno piantato radici tanto che mi domando come posso avere ancora spazio per le vene. e tutta quell’altra roba complessa.) che poi anche se desidero una stanza bianca con il pavimento imbottito. perché non ho voglia di stare in piedi. dove affondare la faccia e dimenticarmi come si manovra questo burattino-prigione.

mi sono ricordata una cosa. proprio mentre disegnavo tra le righe.  

l’ombromino è uno scarabocchio. sono fili d’inchiostro senza vincoli. niente pensiero, niente intento, niente controllo. il nulla, l’encefalogramma piatto, la mano che regge la testa al bar, frammenti di fogli avanzati da chissà cosa e gli sbadigli che non si arrestano.

allora come ci sono arrivata ad ostinarmi tanto. come ho fatto a rendere così difficile ciò che mi era scappato dalla penna proprio per essere la cosa più facile del mondo?

(quanto suona bene “disegnare tra le righe”?)

 

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§ 39 risposte a Piano.

  • Wish aka Max ha detto:

    A volte le cose più familiari, più note, più semplici diventano le più astruse. E’ come guardarsi da fuori e dirsi “ma chi è quello?”
    Non è importante “come ci sei arrivata ad ostinarti tanto”. E’ importante che risali. E se ti serve una mano che ti tira, io sto qua.
    Disegnare tra le righe suona da dio.
    E il secondo ombromino sta giocando a basket con l’astro scuro.
    E il primo è quello che ho incontrato io in alba quantistica.

    • ricalibro la messa a fuoco, che considero troppo le domande inutili che mi fanno perdere tempo.
      non c’è bisogno che abbia “una ragione per essere”. soprattutto, non a priori.
      se riesco a tenermi vicina a questo spazio. è fondamentale.

  • pani ha detto:

    i fogli a righe spianano la strada, sono una guida, fanno compagnia.Sono dei binari e ti fanno andare dritto. Se non ci fossero, tsè, la mano comincerebbe a spaziare.
    I fogli a quadretti sono simpatici, viene voglia di fare le cornicette, annerirli uno sì e l’altro no. Però incasellano troppo, nascondono la scrittura, velano senza rendere sexy lo scritto.
    Disegnare tra le righe poi…questa sì che è musica

  • bestiabionda ha detto:

    Disegnare tra le righe è un po’ come leggere tra le righe.
    Tra le righe, il mio posto preferito.
    Non tutti ci arrivano, non tutti ci sanno arrivare.
    Disegnaci, mentre io ci leggo.
    E sai che c’è? svuota la testa. Diventa una linea che si muove fra le righe.
    poi ne riparliamo, ombrellina ❤

  • Iaia ha detto:

    sempre avuto paura dei quaderni a quadretti.
    sono claustrofobica
    ma le righe non si incontrano mai.
    e sono tante stanze.
    senza finestre e porte.

    puoi fare tanti palazzi.
    tante città.
    tanti mondi
    tanti pianeta
    pure grattacieli.

    ed io se vuoi posso venirti a trovare perché mi piace stare con te.
    TANTISSIMO.

    ci starei sempre con te.

  • apity ha detto:

    In “La profezia dell’armadillo” c’è qualcosa di simile a quello che hai descritto e quindi non posso non fare riferimento a quel magnifico libro-fumetto. Dovrei aver fotografato anche qualche pagina del libro e sicuramente ho fotografato anche quel pezzo. Spe che lo trovo poi magari riuscirai a capirmi. Mi riferisco comunque alla parte iniziale dove dici “Nella migliore delle ipotesi, taglio contando le fette, studiando le sezioni, sbagliando le dosi perché. con un pomodoro in più salterebbe fuori un numero pari”.
    Poi.
    E’ tutto bello e buono qui da te.
    Zucchero di canna.
    Quaderno lavandoso.
    Ombromino inginocchiato.
    Mandorle.

  • comearia ha detto:

    Sono così felice che sia arrivato. Temevo di aver sbagliato qualcosa con la spedizione, o che so.
    Spero davvero ti piaccia. Il gomasio verrà rifornito puntualmente.
    E le righe. Sono fili, no? Siamo tutti funamboli.

    Non vedo l’ora di rivederti [che lo sai che settimana prossima sono di nuovo lì, sì?].

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