Trentasei.

20 agosto 2013 § 9 commenti

Inattività.

non pensare.

non fare nulla, ché le azioni vanno premeditate.

e quando ti ritrovi in mezzo a qualcosa di banale che rimandavi da un po’ puoi anche fare finta di stupirti di essere in quella situazione.

piccole parentesi inesistenti. le noto a malapena io.

A parte qualsiasi tumulto, sonno, paralisi, omuncoli, insulti, torture autoinflitte.

a parte tutto il resto.

normalmente, ho difficoltà a trovare sensata anche un’allusione a riguardo.

Se le funzioni procedono secondo le disposizioni solite, i risultati raggiungono le condizioni minime di accettabilità, non esiste il resto. se tutto va come deve andare i compartimenti stagni garantiscono una discreta intangibilità. una nebbia, un fuori fuoco, il RESTO  si vede poco e male, rimane in disparte.

quindi. c’è un’unica cosa che può farmi perdere ogni controllo e farmi optare per una chiusura totale del raziocinio.

quando fatico così tanto a disegnare.

(non posso costringermi, non posso convincermi a disegnare. se anche riuscissi, perché ci si riesce come no, sarebbe impegno nel rafforzare un errore di fondo. che non identifico ancora. che non capisco ancora.)

Ho passato la giornata nel nulla.

le attività, solo il minimo sindacale perché non sia una scelta passiva di farsi del male. bere almeno una bottiglia d’acqua, disegnare almeno un ombromino, pubblicare almeno un post su tumblr e facebook che guarda caso ancora non, pubblicare almeno un post qui.

il resto è stato streaming, pensare a cosa posso mangiare in modo tale da non avere voglia di mangiare altro dopo ma poter ugualmente continuare a mangiare, in continuazione, non pensare al pane, non finire le mandorle, cedere alla comodità inutile e dannosa, pensare senza che il cervello se ne accorga a come fare le cose senza sentire il “non abbastanza” perché non sto facendo nulla, non do nell’occhio, fischietto, quanto fischio male, ora voglio le pesche col cocco anche se ho ceduto alle due freselle col pomodoro a cena che non le volevo perché sono due tra gli alimenti perfetti per farti gonfiare lo stomaco e il sapore sarà la prima cosa che saluterò domani appena avrò ripristinato qualche connessione cerebrale.

non pensare. non pensare. non pensare.

neanche al disegno. fai finta che di averne voglia e basta. cerca quel filamento che ti riporta, che ti ricorda, tutto quello che comporta il disegno.

succede tante volte, succede in modo uguale.

ogni volta fuori dal mio controllo.

ogni volta in un nuovo contesto perciò non ho un brandello di traccia da seguire.

ogni volta ritrovo il filamento ma è più lui che mi salta nella mano.

Allora, chi è che sta muovendo le pedine?

posso anche accettarlo, purché si riducano i tempi di attesa. ché sono troppo mediocre per potermelo permettere.

 

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