Non che abbia senso.

17 agosto 2013 § 11 commenti

Quando mai.Non capisco ancora l’origine.

se è in un pensiero distorto, in un sogno che lascia un’impronta irrisolta, in qualcosa di sbagliato che mangio.

sento l’imbuto stringersi e mi osservo proseguire verso un probabile imprigionamento. non importa molto cosa succede dopo.

in genere dopo la curva ce n’è un altro.

se rimanessi incastrata avrei la garanzia che non ci sarebbero mai più imbuti. solo quello, l’ultimo, che mi circonda.mi sta mancando l’Albero di Carote che sta in ferie e.

affetto unghie e zucchine. pomodorini e spezie e sesamo. il meritato riposo nel frigorifero. di cui vorrei godere anch’io.La difficoltà di questi momenti è. tenere tutto ben separato.

non ho misura. perciò non esiste delicatezza o considerazione se mi trovo a dire  quelle poche parole che continuano a scorrere nel cervello. insulti al neon.

non c’è logica, non c’è alcuna volontà di fermarle. c’è una recente vaga consapevolezza che ci sia qualcosa che non va in tutto questo. non vado oltre.

è importante: compartimenti stagni. innalzare muri tra le stronzate che aumentano di volume e tutto ciò che ne verrebbe sommerso e travolto se lasciassi andare tutto. disegna tu che non ne ho voglia.

(lo faccio ugualmente. devo. posso farlo. posso interrompere le trasmissioni e le interferenze. le relego in qualche stanza dall’acustica pessima. battono contro le pareti ma posso imbottire tutto. le sento divincolarsi e smaniare. le sederò. fino al prossimo imbuto.)

 

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§ 11 risposte a Non che abbia senso.

  • Wish aka Max ha detto:

    Dico anche a te quel che ho detto a comearia, anche se declinato in modo differente. Prova a usare la leggerezza. Tu dici “innalzare muri tra le stronzate che aumentano di volume e tutto ciò che ne verrebbe sommerso e travolto se lasciassi andare tutto”. Esiste un’alternativa. Cavalcare l’onda, quando monta. Munirsi di apposita tavola da surf e surfare sulle voluminose stronzate, senza farsi travolgere, ma guardandole dall’alto, finalmente realizzando che si può guardarle, si può starci sopra, si può cavalcarle. E che per quanto siano intense e voluminose, con lo strumento adatto riusciamo non soltanto a non annegare dopo esserci fatti sbatacchiare qua e là, ma addirittura a divertirci.
    Abbraccio.

  • comearia ha detto:

    “Cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.”
    Calvino. Forse te l’ho già citata, perché la riciclo ogni volta, ma è così adatta, così adatta alla vita, a questo continuo scontro con elementi che minano il nostro benessere, la nostra serenità.
    Dai spazio a chi, a cosa, non è inferno. E portatelo dentro, sempre, un amuleto, uno scudo, un eden interiore, un rifugio per la mente.

  • pani ha detto:

    quel pomodoro è troppo rosso per lasciarsi andare a spiacevoli pensieri. dagli un morso e tutto passa.

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