Cronache dagli Alberi.

12 maggio 2013 § 18 commenti

Pensavo passasse invece.scrivo sempre peggio. parlo sempre peggio. sempre meno. perché i tempi in cui riesco a dire una frase si sono dilatati. perché non trovo le parole giuste e non capisco il senso di quello che dico. perché tento di tagliare corto mentre mi accorgo di quanto facilmente potrei fermarmi mezz’ora con le dita sulla fronte, in silenzio, cercando di convincere la parola che sto cercando a comporsi e suggerirsi spontaneamente nel mio cervello.i nervi sono al limite per nessun motivo, vorrei grattarmi l’attaccatura dei capelli fino a scorticarmi,  non sopporto ciò che sto scrivendo, lo rifiuto, mi disgusta, devo smetterla di cancellare le parole perché sbaglio a schiacciare i tasti, devo smetterla di smetterla di scrivere di tanto in tanto e non si capisce perché non riesco a.

non si capisce perché scrivo dato che in questi momenti mi fa venire voglia di farmi a brandelli la faccia.

e non capisco perché sto insistendo e non chiudo la pagina e non mi sedo e non mi soffoco nel cuscino per svegliarmi di pomeriggio (perché stanotte sono ottimista) con la lingua bianca, lo schifo in bocca e neanche un barlume di.

non riesco a finire la frase, la rabbia sale agli occhi.le foglie fanno male, e fanno male agli occhi, e questi alberi d’inverno sono alberi senza foglie a primavera, eppure ogni anno rispuntano le cazzo di foglie e non si scrive la e dopo la virgola.

NON RIESCO A SMETTERE PERCHÉ NON RIESCO A ESPRIMERE IL CONCETTO CHE MI STA LOGORANDO LA SOPPORTAZIONE. NON ACCETTO DI SCRIVERE TANTO MALE, NON ACCETTO DI NON AVERE PAROLE

ma non le ho lo stesso.

 

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§ 18 risposte a Cronache dagli Alberi.

  • elinepal ha detto:

    Che gli alberi rimettano le foglie e i fiori ad ogni primavera, qualunque cosa accada, a volte fa incazzare pure me.

  • itacchiaspillo ha detto:

    Intanto belle foto.

    Perche ridicola?

    Il blog serve a.
    E ho detto tutto.
    (Un po’ come te prima…!)

    Passerà.

    • se scrivo in questo modo mi sembra di lamentarmi inutilmente. perché alla fine la soluzione sarà quella di non preoccuparsi troppo e non agitarsi troppo se non riesco a far coincidere il testo con quello che mi sembra di pensare. avrei potuto saltare questo passaggio e direttamente scrivere senza pensarci. e invece mi ci butto di testa. ahvabbè.

      (però grazie. molto.)

      • itacchiaspillo ha detto:

        dai, e io trovo che lamentarsi sul blog sia meglio che farlo sulla vita reale che il blog (per me) è un grande aiuto per vivere meglio e per affrontare le cose con la giusta prospettiva!

  • Michele ha detto:

    le parole sono sicuro tu le abbia (e molte)
    ma ci sono momenti così, ma tranquilla, poi passano, e comunque anche solo con le foto comunichi moltissimo
    (un sorriso)

  • Wish aka Max ha detto:

    Io credo sia la primavera. Non scherzo, eh. E’ una delle poche volte che sono serio. Per anni ho patito la primavera, ma patito duro.
    Quando ci andiamo a fare l’amatriciana dar calabbrese ne parliamo.
    Cerca di resistere, il problema è che se è la primavera quest’anno sono cazzi perché è in ritardo, e l’incertezza meteo durerà parecchio.

    • mi rigiro questo pensiero nella testa, insieme a considerazioni sul fatto che “l’anno scorso non era così”. c’è un senso di urgenza che mette alle strette in questa instabilità meteorologica. non mi stupisco ma rosico. e rosico ancora di più perché che cazzo c’ho da rosicà se non mi stupisco?
      dalcalabbreseneparliamosi.

  • yliharma ha detto:

    e ti pare poco? in tutta quella rabbia hai anche la soluzione: “non accetto di non avere parole, ma non le ho lo stesso”. quante volte mi è capitato e capita e capiterà! quante volte ci dibattiamo per riuscire a dire una cosa, per esprimere chi siamo, per farci sentire, e non ce la facciamo, non cambia niente. gli alberi sono lì e mettono le foglie, la vita va avanti, non cambia niente e tutto è cambiato.
    solo una cosa: impara a lasciare andare. butta fuori tutto e lascialo volare via, palloncini nel cielo. aspettative, delusioni, rabbia, non sono importanti, tu sei importante.
    e io ti vedrò presto (a Torino sì?) e anche se non sapremo cosa dire andrà bene lo stesso.

    • cogli nel segno. la cosa su cui mi arrovello di più è proprio che alla luce di queste considerazioni non sempre lascio andare. insomma, partendo da questi presupposti, perché non riesco a darmi una calmata e a lasciar perdere quando il ragionamento fila così bene che mi sembra di esserne convinta non solo razionalmente? non so più se è una situazione che si ripresenta spesso o raramente, è talmente relativo che è inutile porsi la questione. equindiboh
      (ché l’ultima parte ha monopolizzato la mia attenzione e l’ha lanciata a Torino. ci sarò. e so che esiste il capirsi senza parole. normalmente si è immersi in tutt’altro mondo ma. so che esiste e ci sono recettori in tutt’Italia e parecchi saranno a Torino e.)
      (grazie.)

  • pani ha detto:

    ieri ho fotografato l’olivo da sotto in su. Mi sono immaginato una formica, o un gatto. E osservare l’intreccio di rami scatena fantasie

  • elisabettapendola ha detto:

    tu sei piena di parole. si capisce SOPRATTUTTO quando non dici niente

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