Il problema è che persevero.

26 marzo 2013 § 54 commenti

Mi piace la polenta. molto.

(e non starò a dilungarmi di come mi ritrovi a sognare spianatoie di polenta fumante. ad agosto inoltrato. complice il formaggio. fattore esterno determinante. o, in altre parole, causa prima della mia morte.)

allora perché le faccio questo? perché la tradisco con la farina di mais a cottura rapida?(cogliete la drammaticità del momento e immaginatemi nel gesto di portarmi la mano destra alla fronte.)

la scarsa reperibilità di molte cose, ma in questo caso mi riferisco alla verdura, comincia a pesarmi sensibilmente. sebbene mi ripeta che ripiegare sui pomodorini non sia una valida alternativa. perché non sono propriamente verdure.

cosa che botanicamente parlando, non so andare oltre la parola “botanicamente”. ma il mio stomaco sembra essere fermamente convinto dell’ambiguità fruttosa dei pomodori.

ché poi va bene così dato che dopo la pastagialla con la pseudopannavalsoia persevero nel postare immagini di cibo appartenente alla categoria  sarebbemegliosemangiassialtro/sarebbemegliononmangiassiaffatto.

invece sono circa cinque giorni che continuo a riempirmi la coppetta di polenta. a cottura rapida.

come se ciò non bastasse ad infamare il buon nome della polenta, la copro di colate di pomodorini (crudi cotti spadellati conditi sconditi spellati dissemati tagliuzzati. insomma, il solito turpiloquio che compio ai danni di qualsiasi malcapitato multiforme pomodoro mi capiti a tiro.)

e tu resisti dannata sacca gastrica, che fino a venerdì ce n’è di tempo e cose da fare.

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§ 54 risposte a Il problema è che persevero.

  • elinepal ha detto:

    Se è peccato grave usare la polenta a cottura rapida, io andrò all’inferno.

  • itacchiaspillo ha detto:

    Da veneta: ti assolvo dai tuoi peccati! Vai figliola!! L’importante è mangiarla la polenta!
    🙂

  • Michele ha detto:

    Eh la polenta è gran buona. Credo mi piaccia in qualsiasi sua variante.
    Anche se quella avanzata del giorno prima bastoncinata e fritta (fegato resisti) è irresistibile.

  • apity ha detto:

    Che bel piatto.
    Io sono molto fiera di te.
    Tu hai fatto passi da gigante senza rendertene conto.

    • mi metti ko in quattro parole.
      (Apity. non riesco nemmeno a ringraziarti a dovere.)

    • comearia ha detto:

      Diglielo, Apity, mannaggia.

      • ((OMG. un complotto!)

      • apity ha detto:

        Mamma, sforna certe ricette che io rimango a bocca aperta, con la bava che cola dai lati. Questa mi farà rompere il pc.

      • oh, ora sfioriamo il surreale. non avrei il coraggio di far mangiare a qualcuno questa polenta. (che poi il giallorosso fa troppo. grifondoro.) chissà se c’è qualche ricetta catalogata che avrei il coraggio di proporre a qualcuno *_* so già quali potrei infliggere però

      • apity ha detto:

        Io la mangerei, ma sono un caso isolato.
        Ahahahaha! Stai tranquilla. A mia sorella, perchè assaggi una mia cosa, devo dirglielo sempre 300 volte. Il più delle volte i miei piatti non hanno un bel aspetto.

      • *____* come sei mattiniera tu! vorrei svenire sulla tastiera, ancora non riesco a prepararmi il tè!
        c’è almeno mia madre che se le dico: lo mangi? ti ho preparato questo! mangia comunque qualsiasi cosa. e sembra pure soddisfatta

      • apity ha detto:

        Aahahaha!
        Alle 6.30 ero in piedi a bere limone spremuto e acqua tiepida. E’ un rituale mio che potrebbe far impallidire mia mamma e tutti quelli della mia famiglia. Anzi, no. Mia sorella è l’unica a saperlo.

      • come mia mamma ^^
        io bevo il tè verde. anzi. vorrei berlo. mi sono svegliata da un’ora e ancora non lo preparo. la mattina mi sento l’esofago cementato -_____________-

      • apity ha detto:

        Esofago cimentato? A me, la mattina, mi si apre una voragine incolmabile.

      • adesso comincio a sentire qualche gorgoglio. sono lentissima. passano circa due ore prima che si scateni la voragine famelica.

      • apity ha detto:

        Vai a magna’ kurokooo! 😀

        Io alle dieci faccio la vera colazione, con porridge o quello che c’è. Prima delle dieci solitamente frutta.

      • ohhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh!!!!! mi piace questa cosa *_* potrebbe essere la mia salvezza

      • apity ha detto:

        Sì? Magari prova un giorno e vedi come ti trovi!
        Per me è una questione di digestione, di non impegnare subito lo stomaco dopo ore di digiuno notturno.

      • esatto. è quello che non riesco proprio a fare. (polenta dolce. habemus. ora devo sbrigarmi a mangiarla perché tra poco devo uscire e ho ancora i pantaloni del pigiama e domani devo prende il treno e. aiutooo)

      • apity ha detto:

        Dove vai domani?

      • vado a modena. per vie traverse e sentieri che conducono al riso (???) vado da comearia. andiamo a padova al concerto dei baustelle. e io sono stordita, rischierò di perdermi cercando il posto sul treno. *_*

      • apity ha detto:

        :O NUUUU! I Baustelle! Non ci posso credere!
        Io li amo i Baustelle, ma su questo potrei parlare per ore. Sui testi e sulle loro musiche fantastiche. Penso si sia capito, visto che rientrano nella categoria musica.

        Salutamela. Ti prego. Salutameli e salutamela.
        Avrei voluto esserci anche io, ma direi che posso anche stare buona e composta per un po’. Non ho proprio fondi, altrimenti ci sarei venuta eccome.

        Io credo in te e nelle tue capacità di orientarti sui treni. L’hai fatto nella capitale, figurati sui treni. Cose da tutti i giorni, vedrai. Il tuo habitat naturale. 😀

        Divertitevi voi due!
        Ho le lacrimucce. Mi manca il fazzoletto bianco da sventolare.

      • Apityyyyyyyyyyy salgo sul palco rapisco la cantante e te la porto a casa *___*
        (ci dilungheremo sull’argomento. lo faremo per forza perché i baustelle meritano davvero.)
        appena mi calmo un attimo so che le lacrimucce. (altroché lacrimucce. temo un’esondazione. perché tu. il tuo commento. comearia. domanitreno. non mi sono ancora lavata i capelli. non so se dormo 4 ore. concerto. tu. lei. voi. io scoppio. e non potrei desiderare di meglio.)

      • apity ha detto:

        Quindi ci do’ dentro con la frutta.
        L’idea del crudismo [L’alimentazione che praticamente incoraggia a vivere di sola frutta, verdura, semini vari… Dovresti scoprirlo! E’ una figata. Anzi, non scoprirlo. Rimani come sei. Probabilmente ne sono stata influenzata per i miei problemi mentali e la bulimia.]. Dicevo. Ricomincio la frase, che è meglio. L’idea del crudismo calma i sensi di colpa. E’ strano, ma funziona così nella mia testa. C’è poco da fare. La mattina ho tanta fame, perchè per cena mangio poco. Ma non riesco nemmeno a mangiare tanto, quindi – frutta. Tre mele ci stanno tutte.
        Tutte le ricette che vedi, sono del pranzo. Il pranzo è l’unico pasto normale, durante il quale SONO normale. Gli altri pasti hanno un certo equilibrio da mantenere.
        Non so nemmeno spiegarlo.

      • capisco il senso. lo capisco benissimo.
        conosco il crudismo a grandi linee e non mi dispiace affatto. per la medicina tradizionale cinese invece va tutto cotto, almeno un po’. quindi senza badare troppo alle parole chepoimiconfondo mangio tentando di capire che effetto ha la verdura cruda o cotta o la frutta in certi orari dopo aver mangiato blablaba.
        mi placa i sensi di colpa mangiare per l’intera giornata in un certo modo. evitando una serie di cose che. mi sento un po’ ridicola a spiegarlo.
        la colazione è il pasto che vivo più tranquillamente (lentezza a parte.) perché è il pasto più abbondante. “posso stare tranquilla” diciamo. la cena è il più difficile perché il meccanismo è in moto e non devo aspettare due ore per mangiare. in più non si sa com’è andata la giornata e potrebbe essere tardi. e non voglio mangiare oltre un certo orario e. e il tè è pronto.

      • apity ha detto:

        Mi consola, il fatto di non essere l’unica a farmi viaggi mentali sull’orario, sulle combinazioni alimentari, sulle verdure cotte o crude e tutte le altre cose. Penso che non sia così tanto di sbagliato in quello che pensiamo, ma il problema è che arriviamo certe volte e perdiamo il controllo. O almeno io. Mi nego, mi nego e poi bam, abbuffata, sensi di colpa e tutto quanto. E si ricomincia dall’inizio. Ma davvero, in quel determinato momento non mi va di mangiare schifezze e rovinare tutto. Non mi va di concedermi il cioccolatino perchè altrimenti dopo mi abbuffo di cioccolatini. E’ complicato. E’ una scelta alla fine che avrà delle conseguenze finchè non diventerà definitivamente tua, finchè non ti apparterrà.

        A proposito di tè. Ho un sacco di tè in foglie di vari gusti, ma è sempre noioso metterli nella tisaniera e tutto il resto, per poi star là a lavare questo e quello. Devo prendermi una roba del genere: http://www.blendweb.it/ProductImages/pinzacuore_lrg.jpg

      • proprio a cuore eh? così il tè sarà più dolce. (fermami che è meglio)
        sono d’accordo. non so sinceramente se sto accumulando tensione, se scoppio. non faccio abbuffate, non mi sento proprio di chiamarle così. capita il giorno che ogni resistenza crolla e mangio tutto quello che normalmente non mangio e finisce a crampi. logicamente. (non sono i crampi il problema. sono i sensi di colpa.) ci sono delle zone di salvezza. alcuni ristoranti in cui so che pure se mangio il pesce starò bene e non ci penserò di nuovo a cose fatte. posso deciderlo. (a volte non viene bene. ho fatto fatica. quando ci siamo visti a roma. e mi vergogno di dirlo. molto. perché un po’ ci penso ancora.)
        sta tutto nel bilanciare di qua. non posso sentirmi orgogliosa se “oggi non ho mangiato questo” perché inevitabilmente non smetterò di pensarci quando mi capiterà di cedere.

      • apity ha detto:

        Ti vergogni per cosa? Per aver mangiato quella volta insieme a noi?

      • no, di ripensare ancora che potevo mangiare meglio quel giorno. o semplicemente per essermi sentita a disagio pensando a quello che avevo mangiato. più che un pensiero era un alone con molte sfumature. e mi vergogno di non essere riuscita ad evitarlo quel giorno.

      • apity ha detto:

        Senti, non so cosa tu abbia mangiato prima o dopo il nostro incontro, ma non devi rimpiangere nulla. Come hai mangiato quel giorno non cambia l’opinione che ho di te e del nostro incontro, kuroko.
        Se ti può consolare una volta tornata a casa, a mezzanotte, mi sono mangiata la pizza che ho preso a Tiburtina [in un postaccio poi, passando il cavalcavia, dove era piena di gente non per bene] e il dolcetto polacco preso sempre in un negozio in quella zona. Non voglio pensare a cosa contenesse quella barretta wafer e nemmeno a quanto fosse unta quella pizza. Ho mangiato, fregandomene di tutto.
        Quindi, di cosa ti preoccupi? Cosa ti turba?
        Al ristorante siamo stati tutti noi stessi. Io ho cercato di non farvi pesare i miei pensieri sul piatto e su ciò che stavo mangiando, nonostante ci avessi pensato e ripensato. Ma sai cosa ti dico? Sono felice per quel sugo, per quel parmigiano, per quel pepe e per te che hai l’hai preso uguale al mio. L’unica cosa che rimpiango sono gli spaghetti. Rimango fedele agli spaghetti e non potrei mai rinnegare il mio amore per loro.
        Stai tranquilla. Quello che è stato, è stato e io ti voglio bene proprio perchè sei un’amica e hai le mie stesse idee e i miei stessi pensieri. Stai tranquilla.

      • (questo si chiama sciogliere i nodi. me ne hai appena sciolto uno, grande, che stava incastrato nel petto.)
        ero me stessa quel giorno. ed eravamo noi stessi lì. il fantasma della perfezione mi frega spesso ma quei ricordi non può intaccarli un pensiero intermittente come quello. è solo come una mosca fastidiosa. ronza un po’ poi la scacci. e va tutto bene.
        (gli spaghettiiiiii. diamine, gli spaghetti li rimpiango anche io *_*. ma proprio tanto. perché gli spaghetti vincono. col cacio e pepe poi. pastalungaforever)

        (ti voglio bene Apity. non te lo so dire bene che cosa ha fatto il tuo commento. però è stato come un colpo piccolissimo e delicato. con la punta dell’indice sulla fronte. e alcuni pensieri sono diventati più chiari. grazie. grazie, davvero tanto.)

      • apity ha detto:

        Sono felice che tu abbia capito!

  • comearia ha detto:

    Al “cogliete la drammacità del momento” ho riso come un’idiota. Sono cresciuta circondata da polenta, perché mia nonna è fissata e anche ai miei non è che dispiaccia. QUando ero ancora dotata di un cervello l’ennegavo nel gorgonzola. Oppure, la mattina, una volta raffreddata, la cubettavo e la mangiavo nel latte. Che buona che era.
    Quindi, ragazza mia, polenta is the greatest thing you can ever… you can ever che? Bah. Mangiare. In una coppetta. Ti sto immaginando, ed è una scena meravigliosa. Altro che gelato.

    • non so cosa non mangio in quelle coppette. (mi ci preparo pure lo scrub con lo zucchero quando vado a farmi la doccia, che detto così sembra un evento e. non è proprio lontano dalla realtà ma così sembra che non mi lavo mai *___*)
      non penso di poter resistere in ogni caso. perché sto finendo il pacchetto in tempo da record e ne ho trovati altri due infrattati da non so quanto ma non scaduti!
      perché qui se cerchi la fecola di patate o l’amido di mais mente fai esperimenti pancakosi (di questo ne parliamo che non lo srcriverò mica. ho un’immagine da difendere. ssssse.) insomma mi spuntano fuori pacchetti di polenta istantanea.
      dovrei provare a fare qualche studio su campo così magari scopro le giuste associazioni. cerco la quinoa e saltano fuori pacchetti di riso basmati (pure di varie marche che mi viene il dubbio di quale aprire.) rovisto per una tavoletta di cioccolato fondente chel’avevovistaeralì e cadono bustine del tè. insomma vabbè.

      • comearia ha detto:

        Non dire pancake, che sto pensando a una variante con dell’amaranto [che ho da finire] di quelli alla banana per sabato. E -shit!- dire pensare anche a qualcosa che tu possa mangiare, che qui non tutti si nutrono di coseacaso come me. E dobbiamo parlare di dove dormi [dormi? dormiremo? boh].
        E comunque anch’io vorrei una dispensa che mi sputasse cibi a caso fuori. Invece ho una dispensa vuota e triste che quando mi vien voglia di cioccolato mi ride in faccia insultandomi anche un po’. Però la maizena ce l’ho, eh. Sia mai che non posso farmi la cioccolata senza cioccolata.

      • un’infuso. una crema di mais. io ci sto.
        (dormo per terra, sul tavolo, mi nutro di intonaco e corteccia. davvero me arangio. se ti serve qualcosa la compro nel tragitto. tipo altra maizena sennò il cioccolatosenzacioccolato viene troppo liquido. mi raccomando chiedimi cose inutili sennò non funziona *__*) ci sono alimenti tabù. perché prova a chiedere verdura fresca. o yogurt di soia (L’HO TROVATOOOO ILBARATTOLOGRANDEEEEEEEEE) o tofuquello morbido. (ieri sono riuscita ad andare NEL negozio e. ste parentesi è meglio se le chiudo subito.) insomma se chiedi gli alimenti nella lista nera rischi che lo sportello delle spezie si arrabbi e decida di lanciarti quelle bastardissime confezioni di vetro spesso in testa.

      • comearia ha detto:

        Il tofu morbido LOVOGLIOOOO! Dove l’hai trovato?
        E lo yogurt? Com’è? Ti piace? Voglio un kuroko-parere sui miei gusti in fatto di soia!

      • io sono. soiadipendente. è tutto il giorno che ci giro intorno e non lo voglio assaggiare perché poi finisce. ora lo provo e ti dico.
        cuorebio è la catena di negozi. tempo fa però mi ero inoltrata a vittorio emanuele che è un quartiere bello pieno di negozi asiatici. si vira sempre più al cinese, prima era multietnico però. avevano un tofu molto fresco e morbidissimo. vorrei riempirmi il frigo. (perché ci voglio fare i dolci. le vellutate. la maionese senzauova che con il frullatore a immersione mi è venuto il gomito del. cazzeggiatore ai fornelli.)

      • comearia ha detto:

        Io mi sogno le mousse, ti dico solo questo.
        E saremo soiadipendenti in due.
        [QUORE]

      • (QUORI evriueeeer)
        mi è partita la vena dell’esaltazione. sto sognando aggeggi per fare i germoglietti di soia e l’ho rivista. la soia gialla rossa e verde.
        farmi entrare in quel negozio è un po’ come portare un cannabbbbbisssomane in un coffe shop amsterdaniano. (macomecazzoparloehhhh)

      • bene. è quello della provamel. e lo amo. è come lo yogurt magro ma meno acido. e va giù bene. e non mi lascia l’acido sul fondo della linguaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
        e finirà presto purtroppo. e ho bisogno di una stanzafrigo dedicata alla soia. (ho visto il nigari lì. mi sono messa in testa che lo comprerò e farò il tofu. e mia madre mi caccerà di casa perché la soia gialla va bollita non so quanti giorni. esagero eh. però non ricordo. era temibile.)

      • ma è colpa mia che cerco verdure fresche nel cassetto delle spezie. (o che cerco qualsiasi cosa lì perché c’è anche un cimelio di pacchetto di pasta scolorito per bambini che c’avrà l’età mia.)

  • pani ha detto:

    e se è peccato essere veneto e non gradire molto la polenta, anche io andrò all’inferno

    • !!!!!!!!!!!!!!!!!! sono senza fiato!!!!!
      (Pani potrebbe andare sia all’inferno che al paradiso senza che questo scalfisca in alcun modo la sua essenza.) (che poi ho sempre pensato che all’inferno facesse davvero troppo caldo. ma il paradiso è una tale noia.)

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