Nonostante stia ancora appollaiata sulla sedia invocando la coperta.

2 marzo 2013 § 30 commenti

Non c’è bisogno di uscire per prepararsi un bento.

Fa paura. la primavera.

e questo bento sa troppo di primavera. incontrollabilmente.

Nei dettagli nascosti, buttati per finta lì a caso, nella stanchezza di contrastare l’idea che le proprie mani rasentino l’inutilità troppo spesso.PIC_4362

Detesto le carote crude. se ci penso ora, le detesto. detesto l’insalata in genere, l’insalata in busta, l’insalata mista, le insalatone, il lattughino, lo spinacino.

Datemi spinaci. carciofi. melanzane zucchine zucche. calci in bocca ma non datemi il lattughino.

fatto sta che me lo ritrovo lì. e mi ritrovo le carote crude. vecchie, oltretutto.

detesto l’idea dietro le carote vecchie e crude e le insalate tutte.

tutte sanno di noncuranza, di non ho tempo per cucinare, non ho tempo per preparare, non ho tempo di pensare che ci sono le carote che si stanno raggrinzendo nel loro rimediato contenitore di plastica.

Scrivendo ho il dubbio. è lattughino quello? che diamine di foglia strappata alla terra è? di certo, mi terrò il dubbio stanotte. 

I ravanelli sono buoni.

ravanelli acetati. i ravanelli acetati buttano fuori il loro colore esterno e colorano il loro bianco interno. si colorano di loro stessi.

basta coprirli d’aceto e i ravanelli si colorano di loro stessi.

Se esistono elementi capaci di dare un senso all’insalata, tra di essi ci sono i ravanelli. ai primi posti.

sono anche alcolizzati questi. l’aceto di riso non bastava. serviva il mirin. il sake.

pure lo sciroppo d’acero ho avuto il coraggio di aggiungerci.

perché nei sottaceti giapponesi c’è l’alcool a volte, c’è il miele a volte.

ma non ce lo volevo mettere il miele.

Ai ravanelli basta essere scorticati e strofinati con il sale. asciugati e strizzati. immersi in un miscuglio d’aceto e mirin (che non basta. era lo stesso in cui ho immerso le zucchine.) e sake e sciroppo d’acero, perché altrimenti non sarei idiota.

lavorano nel buio falso del frigorifero.

almeno un giorno in frigo e il colore è già stravolto.

almeno una settimana resistono nel buio del frigo.

A volte la quinoa mi tradisce perché calcolo male l’acqua o i tempi di cottura e non la scolo.

la deturpo di pepe nero e curcuma, come ogni alimento che mi passa fra le mani. 

butto sale grosso e peperoncino e mandorle e pezzetti di carota cruda sperando che tutto si copra a vicenda. 

Voglio cucinare qualcosa privandolo di ogni ingrediente che lo rende tale.

preparo crepes. senza uova senza latte senza glutine.

mollicce, perché il mochiko è troppo inadatto.

elenco mentalmente variazioni: farina di ceci, farina di mandorle, farina di avena? il cruschello?

per 125 gr di farina servono 200 ml di latte di soia e 50 ml d’acqua.

una ricetta instabile che varia a seconda della farina. a seconda del latte di soia.

non ditemi che cambia pure per l’acqua. ma non vedo perchè no.

preparo crepes mollicce e devo riempirle di fagiolini e carote e sesamo.

preparo crepes mollicce e le devo ricoprire di semi di papavero perché sono anche appiccicose.

(mh. serve specificare che lo scempio. mi è pure piaciuto?  mi piace la mollezza del mochiko. con un pizzico di sale grosso erano salate ma erano stranamente delicate, viranti al dolce. perché il mochiko è pur sempre farina di riso.)

ma perché scrivere lunghi noiosi inutili titoli?

perché scrivere interminabili post verticali?

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§ 30 risposte a Nonostante stia ancora appollaiata sulla sedia invocando la coperta.

  • d’ora in avanti userò soltanto l’espressione: piangere mandorle amare.
    un po’ come piangere cianuro.
    (posso continuare anche tutta la notte.)

    • apity ha detto:

      Quel disegno è così bello! Davvero stupendo, Kuroko! Ma li raccogli tutti in un quaderno questi disegni? Dovrebbero contattarti per un libro illustrato. Sei bravissima e io sono così fiera di te.

      E tu sì che li prepari bene i bento, ma la primavera non fa paura. La primavera mi fa ricominciare dall’inizio e dimenticare ciò che di sbagliato ho fatto. Per me è come l’Anno Nuovo.

      La quinoa. La devo comprare. Le mandorle. Pure. I ravanelli. Quest’anno li ho già mangiati e lo sai, li amo alla follia per quel loro esterno rosso e piccante e l’interno bianco, ma croccante. Il lattughino. Non me lo puoi maledire così! Il lattughino serve al pancino. Quando proprio proprio non so cosa mangiarmi io mi sfondo di lattughino, ma tagliato a strisce perchè io odio infilare la foglia in bocca magari con un po’ d’olio extra vergine d’oliva sopra e dell’aceto balsamico e sbrodolarmi tutta, peggio dei maiali. Mentre l’iceberg. Bhe, l’iceberg io non la mangio a foglie, ma taglio la sfera a pezzi, perchè da’ più soddisfazione mangiarsi pezzi interi di iceberg croccante invece delle foglie. Rivaluta il lattughino, ti prego! La rucola? La valeriana?

      Tra un po’ mi darò all’ortica. E’ primavera e nelle zuppe ci sta benissimo. L’hai mai provata? Avevo postato una ricetta tempo fa. Nessuno la guarda per strada, ma credimi, è buonissima e utilissima.

      • quel disegno l’ho fatto su un foglietto di carta che mi avanzava, non è molto grande. altri li faccio su dei quaderni spessi. non molto grandi di nuovo perché sono comodi da portare in giro. però vorrei spaziare di più nelle dimensioni, è molto importante per la tecnica oltretutto.
        (ti ringrazio. e arrossisco pure gwah.)

        ecco. quel link che mi hai passato sotto pure. mi è piaciuto moltissimo. mi manca tanto questa cosa. qui non ne conosco tracce (di qualsiasi tipo perché avranno festeggiato anche qui i primi segnali della primavera) per quanto riguarda la primavera nello specifico per me è solo accelerazione: c’è vento, la natura si sveglia se sai notarlo ma la gente impazzisce e comincia a diventare frenetica perché non c’è più il freddo che può opporre una resistenza alla corsa folle di tutti. (che poi non c’è calma mica d’inverno. però se diluvia o nevica stanno tutti fermi per forza. e vedi l’agitazione di questi pazzi che non sanno nemmeno stare tranquilli e godersi l’immobilità che non puoi cambiare. o non sanno guidare senza correre per evitare di sfracellarsi da qualche parte, aiutati dal ghiaccio.)
        non mi riconosco nella stagione e faccio tanta fatica già personalmente. prima tutto aveva un significato importante, tutto andava vissuto con il giusto coinvolgimento. questo aiutava a superare anche la propria difficoltà.

        guarda, quello che ho elencato è ciò con cui ho un rapporto conflittuale a livello di “idea” e non tanto di gusto X)))))
        ho mangiato il lattughino senza pensarci e con il ravanello ci stava proprio bene.
        c’è stato un periodo che ricordo come invasione delle insalate (perlopiù in formato busta) e non ne potevo davvero più. tutta quella roba semiinsapore, interminabile (perché l’insalata fa quel bel volume. che te ne mangi un piatto e sono solo 20 gr.)
        perciò ora come ora ho una difficoltà di approccio ma senza accorgermene mi sto riavvicinando (l’iceberg lo adoro. da sempre e per sempre. i pezzi croccanti si mangiano all’ultimo perché sono i più buoni. si. è un rituale.)

        eppure l’ortica mi piace. l’ho mangiata poche volte. però è assolutamente da riscoprire (è una delle verdure più temute e detestate penso. quante volte mi sono gonfiata le mani per aver tentato di cogliere delle piante. non riconoscendo quelle di ortica.) paradossalmente mi sta molto simpatica per questo motivo.

        (che commento lunghissimo ahhhhhh)

  • apity ha detto:

    http://en.wikipedia.org/wiki/M%C4%83r%C8%9Bi%C8%99or

    Questa è la primavera. Io quei cosi li mettevo al petto. Era l’unica festa che mi piacesse. Ora è andata dispersa pure questa.

  • ohmarydarlingblog ha detto:

    Sono affascinata dalla predisposizione del piatto. Io, in realtà, lo mangerei tutto.

  • pani ha detto:

    io ogni tanto lo semino il ravanello. E pure le carote. Ma con queste ormai ho gettato la spugna: o preparo il terreno giusto, un carotaio per spiegarci, oppure è meglio acqusistarle. Perché, se il terreno non è giusto (troppo ricco, troppo sassoso) vengono fuori dei mostri, delle carote impressionanti, biforcute e intrecciate. Brr…
    Meglio seminare la lattughina e tendere agguati alle lumache

    • ohhh! e così se seminassi lattughina potrei assistere ad un assalto di lumache. questo mi sembra un motivo più che sufficiente per spargerne per il giardino.
      le carote mi stanno scocciando perché, probabilmente è un mio problema. non sanno di granché. si raggrinziscono con una fretta inconcepibile. eppoi sta storia che quelle vere di carote erano viola proprio non mi va giù. mi scoccio. sempre a mangiare surrogati bisogna stare.
      ravanellooooo
      da piccola lo chiamavo rapanello. perché mi sembrava una piccola rapa. (una rapina. un rapa anello. insomma, rapanello era davvero molto più sensato.) la prima volta che l’ho assaggiato è stata una vera sorpresa. le papille sono state pizzicate mentre erano distratte. non posso scordarmi i rapanelli, mai.

  • Claudiappì ha detto:

    Ma che bento meraviglioso! E il disegno vabbè, cosa te lo dico a fare.

  • comearia ha detto:

    Ero convintissima fossero petali di rosa. E invece sono ravanelli.
    Che meraviglia.
    Sto mangiando un sacco di mandorle, perché la collega della scrivania a fianco ne tiene sempre un sacchettino sulla scrivania, e me le offre sempre. Ammetto di adorarle. Probabilmente, dopo quel tuo disegno, mi sembreranno sempre lacrime.
    La quinoa. Quando mi arrenderò all’uso di questo genere di carboidrati, la proverò. Mi ispira un sacchissimo. Poi gialla così. Cioè, se mia nonna milanese la assaggiasse le verrebbe un colpo, lei che fa il risotto con lo zafferano anche ad agosto.

    Piattaworma.
    [Mi è tornata in mente. Rischiavamo di essere troppo serie.]

    Ah, le crepes. Che voglia di crepes mi hai fatto venire. Con i semini, poi.

    Le foglie in genere non le tollero molto. Non mi piace la verdura cruda, nemmeno a me. Se non cucino nemmeno quella non cucino più nulla.

    • comearia ha detto:

      In realtà, come sapore mi piace, ma preferisco che sia passata dalla padella, almeno. Fisime.

    • è che in padella si riducono molto. questo mi dona un senso di sollievo.
      la quinoa è insostituibile. (che poi è una roba anomala che ha parecchie proteine ma i carboidrati no si boh. conosco i suoi superpoteri proteici ma non so come sta messa a carboidrati eh.)
      che poi se non la pianto di infilare la curcuma in ogni preparazione non se ne esce. volevo una nuance meno gialla (perché quando fai un bento pensi per forza alle nuance. mappure quando componi un piatto. mappure sempre.)
      la nuance è stata il movente anche per i ravanelli. è da lungo tempo che non provvedo a far scorte di umeboshi (se approfondisco ora si farà mattina) e quindi mi serviva il tocco di rosso-rosato e il sapore dolce-acetato-salato. i ravanelli sono parecchio dolciastri così. sono buoni pure col pane di segale e il burro e i semi di papavero
      e devo diventare un po’ più concisa. e varia. e basta divagazioni.
      (ma anche no.)

      per cucinare crepes come si deve, oltre a non utilizzare quella farina lì, mi farebbe comodo una adeguata piattaworma antiaderente. (puf. se non posso utilizzare questa parola quando parlo di cibo non posso ritenermi soddisfatta.)

      • comearia ha detto:

        Non ho mai preparato un bento, sai?
        E io che mangio cavolame e seitane in grandi quantità non posso certo dire di avere un gran senso cromatico, per la cucina.
        Però tipo mi piacciono troppo i semi sulle verdure. PapaverosesamolinozuccaTUTTI. Li metterei dovunque. Poi sono così minuscoli. Adorabili quando ti s’impiantano nella gengiva infiammata del dente dal giudizio. Giusto per non smentirmi, ho appena comprato quelli di senape nera. Sono bellissimi.

        [prendo appunti e mi prometto di indagare su Madame Quinoa -perché se è low carb va eletta a maiuscola, a Madame Maiuscola Quinoa]

        Zittiscimi, ti prego. Zittiscimi le dita.

      • ti zittirei le dita solo per la bellezza dell’immagine espressa. ma poi non ce ne sarebbero altre e quindi. quindi non posso. (che ne dici di tentare tu eh? così non dovresti replicare a queste follie.)
        non è così comune il bento. io sono fissamente scema per cui credo dipenda da quello.
        i semini oltre ad essere crudelmente stupendi (che poi ne riesci a staccare uno dall’alloggiamento gengivainfiammata. lo premi tra i denti e lo senti esplodere senza rumore.) potrebbero tranquillamente gestire un bento composto da alimenti crudi o appena lessaticottialvaporeboh. sono determinanti.
        (mangio le banane col sesamo. non so dove altro inserirlo. tra poco inizierò ad usarlo per lavarmi i denti.)
        (il sesamo è una perversione. solo che i semi di zucca. mi stanno guardando lì dal mobiletto. sto cercando di fare la vaga.)
        (eppoi quelli di papavero. forse la smetto qui eh?)
        senape nera. solo il nome è una poesia.
        come la Madame Maiuscola Quinoa. (inizia con la Q ti rendi conto??? vabbè, vado a fare una ricerca su questa misteriosa dama.)

  • comearia ha detto:

    Le banane col sesamo. Ho mangiato una banana, prima, perché non mi è venuto in mente? Tu sei geniale.
    [Quelli di papavero sono i miei preferiti. L’Eleganza, insomma. Vorrei essere elegante come un semino di papavero. Ino. Ino. Ino.]

    Eh, ha la Q sì. Adesso mi cambio in nick in qomearia.

    • (e non solo. lo zenzero in polvere che pare una cazzata. ma con le banane e il sesamo ci posso pure morire.)

      un puntino nero. si, i semi di papavero sono la Perfezione.
      che a pensarci bene li utilizzo con molta accortezza. anche l’approccio al pacchetto è diverso. riverente, quasi.

      (ma mi rendo conto di quanto sono idiota? flash improvvisi di consapevolezza.)

      allora io sarà quroqo
      (rido inside.)

  • itacchiaspillo ha detto:

    e sei la mia poetessa del bento!

  • clementine ha detto:

    sembra valerianella mmmmmm… e quel bento fa una gola che non ti immagini!
    Mi hai fatto (quasi) venir voglia di prepararmi il pranzo per domani.
    quasi! 🙂
    Buona serata!

  • Michele ha detto:

    ammazza che classe, meglio del “mio” ristorante giap preferito

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