La storia del calzino bruciato.

26 novembre 2012 § 58 commenti

E forse riesco anche ad andare a dormire prima dell’una?

ma non diciamolo troppo forte. 

diciamo invece che con un respiro di sollievo non troppo vistoso ho di nuovo il mio pc e la mia postazione. e posso quindi disegnare. che forse era meglio di no dati i risultati? puf. mi sono divertita a mettere insieme questa storiella. è stato anche faticoso dato che comincia a farsi palese la mia dislessia ortografica ed è pure tardi e non so mica cosa scrivo.

mica sono come Pani io.

e qui ci starebbe bene uno smile con l’occhiolino ma le faccine gialle non mi soddisfano. che poi vorrei disegnarle io le faccine chissà se c’è un’opzione. perché meglio i segnetti grafici. però. le disegno quando scrivo a mano e. quei tondini gialli mi stanno stretti, troppo poco espressivi.

per dire che io quando divago, perdo l’equilibrio e pure il filo. e mica lo ritrovo, sia ben chiaro.

ma insomma, questa è la storia.

un po’ troppo approssimativo. il disegno dico. la scrittura lasciamola proprio perdere.

però. ha un suo perché. un perché che dovrei domandarmi più che altro.

e che nemmeno mi domando perché non ce la posso proprio fare e ora vado a dormire.

 

e ora inseriamo il pdf, grazie Pani.

-> il calzino bruciato <-

 

 

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§ 58 risposte a La storia del calzino bruciato.

  • comearia ha detto:

    Maccerrrrrto che ha il suo perché! E forse non arà consolatorio, ma anch’io ho bruciato un calzino così. Cioè con la lampadina. Il resto no. Ma mica è necessario anche il resto per bruciare il calzino, no? Insomma, magari lo fosse. In questo modo ci sarebbero molte meno possibilità di incendiare calzinicaselampademondiuniversi oddio basta.
    Mi hai ricordato che ho finito il latte di soia e quindi domattina sarà tragico. Per fortuna ho lo yogurt. Ma mi mancherà comunque il latte, lo so.

    Perdiamo l’equilibrio insieme, noi bionde con gli occhi scuri.

    • non ho potuto evitare di guardare con preoccupazione il mobilettollà. ok, il latte di soia c’è ancora. a parte che è un dramma fare colazione ultimamente. e ora devo pure uscire in fretta *-*

      ma pensa un po’. perdiamo l’equilibrio insieme, spaiamo calzini bruciandoli e interferiamo con il normale funzionamento delle lampadine. non solo i bulbi capilliferi affondano nel cervello ma pure nel destino in qualche modo.
      insomma, posso dargli la colpa anche di questo commento.

  • Wish aka Max ha detto:

    Hahahahahahahah se si facesse una raccolta di tutti i casini combinati dai bravi bambini, in nome della continuità dello stato di bravo bambino, si riempirebbero volumi e volumi!!!
    E comunque questa cosa di abbassare la luminosità con della stoffa sulle lampade, con la beata inconsapevolezza che possa bruciare, non mi è nuova! Evidentemente è cross-generazionale… 😉
    Sulle faccine, se tu fai tu dei disegni e li metti in dei jpg da pochi pixel probabilmente riesci anche a ficcarle nel testo, utilizzando l’opzione di non giustificarle.

  • pani ha detto:

    ora…io sto invecchiando, o meglio, è da una vita che lo sto facendo ma mi accorgo che ora ci sto mettendo più impegno. Insomma, questo per dire che a video i disegni non li vedo molto bene e quindi me li sono scaricati per stamparli e leggerli meglio. (ma perché non ci alleghi il file PDF?)
    E dunque…tu per fare questi disegni perfetti, questo fumetto completo hai impiegato un giorno, qualche ora. Io, per la mia caffettiera ho impiegato mesi.

    • dunque, il pdf. non so come si fa il pdf. verrò presa in giro come i pesci e diventerò muta X(
      ci metti pure impegno? mica si nota. anzi forse è proprio perché ti sforzi che l’effetto è opposto. posso appellarmi solo alle parole ma. mica è poco.
      perfetto? mandò? cappuccetto rosso era particolare davvero, nella sua inaspettata spontaneità. questo è pieno di intoppi perché la penna è giunta alla fine della sua vita e mi girava la testa e. d’ove. continuavo a fare errori di quel genere. e a scambiare di posto le lettere. siamoserisu. ci credo che ci ho messo poche ore. io vado di penna. e gioco col fuoco perché rischio di bruciarmi svariati preziosi fogli. oppure vado tranquilla a braccetto con l’errore. come in questo caso.

      • pani ha detto:

        per fare il pdf si salva in pdf…se disponi di un word completo. Se usi fotoschioppe penso che sia lo stesso. Se non hai il word completo bisogna fare giri strani, lunghi da spiegare.
        Poche storie, io non sono un disegnatore, la mano non scorre, non è libera.
        Per fare questa storia me la sono prima girata in testa e poi, nei momenti di relax (soprattutto quando ero in montagna) disegnavo su un quaderno bianco. A fine agosto ho fatto il “montaggio”

      • la mano si ingabbia da piccoli. però non è detto che non si possa liberare. però mica lo so io. e poi mica scorre sempre, ogni tanto serve manutenzione. si aruginisce in un attimo.
        domani reinstallo fotosciop che word. word non è il caso magari.

      • pani ha detto:

        serve un po’ di tecnica e di esercizio ma il talento è un’altra cosa. io quello mica ce l’ho per il disegno

      • mhhhhh. sono in molti a dire una cosa del genere e a non disegnare affatto di conseguenza.
        non sei tra questi, con mia somma gioia *______*

      • pani ha detto:

        puf…lo so bene io. E poi basta stare fermo un mese per non sapere più come si fa a disegnare un Pani qualsiasi. Devo iniziare a studiare seriamente, dai fondamentali

      • un paniqualsiasi. non so perché ma mi fa così tanto sorridere.
        mhhhh ogni tanto mi prendono questi raptus. ma credimi. anzi non credermi perché probabilmente varia da persona a persona. insomma, il disegno dal vivo fa progredire in maniera davvero interessante. fa esercitare l’occhio a cogliere i dettagli fondamentali e anche prima che la luce cambi troppo. la foto puoi sempre riguardarla e contare quanti rami ha un albero. dal vivo è impensabile e si è costretti a vedere l’essenza direttamente, senza alcun aiuto.
        dannazione, devo costringere Oku a farmi da modello.

      • pani ha detto:

        costringilo. Io mi sono informato su manichini. Si può risolvere l’acquisto anche con 90 euro e pure meno. Domenica scorsa, in centro città ho fatto una stima dei manichini, affinando il mio gusto. Ecco, scarterei quelli grigi e pure quelli senza testa. Ne ho visto uno splendido di legno e allora mi sono chiesto: “magari in rete c’è un tutorial per costruirsi un manichino”. E con questo dubbio che ancora non ho risolto, vado a dormire. Forse.
        ‘notte

      • meraviglioso!!!
        ecco, senza testa decisamente no. di legno deve essere.
        magari mi informo un po’ anch’io.
        dormire si. non devo dimenticarmi questa direttiva.
        notte pani.

  • pani ha detto:

    bellissima e divertente. Io me la stampo e la rilego

  • Luci ha detto:

    Bellissima questa storiella!!! E risveglia ricordi… no, non ho bruciato un calzino con una lampadina incandescente, ma ricordo benissimo quanto mi piacesse “suonare” il pettine!!!

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