Di vellutate e di visioni.

10 settembre 2012 § 15 commenti

Pranzo-merenda?

gli orari non so più cosa siano.

Gradualmente le vellutate tornano ad invadere i miei pensieri. soprattutto quando per pranzo dovrei mangiare quell’insalatavalerianachesennòsirovina. e ciò non mi aggrada affatto.

 

perciò basta aggiungere ai 250 gr di valeriana i 100/150 gr di patate, mezza cipolla bianca, curcuma sale olio e latte di riso per allungare.

una volta che le patate sono cottebollite, sbucciarle e tagliale a pezzetti, aggiungere la valeriana, la cipolla e un po’ d’acqua per non far attaccare il cibo al fondo  un della pentola. ammorbidire la valeriana e condire con un pizzico di curcuma e sale (alle erbe, evviva.) una volta raggiunta la consistenza desiderata mixare tutto col frullatore a immersione. aggiungere il latte di riso secondo necessità (o acqua, brodo, yogurt, panna, latte, sudore, lacrime, sputo o qualsiasi cosa abbiate in casa che possa ricoprire tale utilizzo) mescolare e mixare. scaldare ancora un po’ ed aggiustare di spezie e sale. un po’ d’olio. qualche crostino-frisella. sale. un po’ d’olio. qualche crostino-frisella. e la pasta di rafano bianca non si rifiuta mai (anche perché data la stagione questa ricetta doveva avere un supporto megagalattico di zenzero. ma le radici grinzomollicce le lascio mangiare a chi le compra. per cui mi sono vista costretta a ripiegare sul piccante soft.)

Ancora tra una stagione e l’altra. questa vellutata è versatile. calda tiepida o fredda. da mangiare col cucchiaino.

Sesame Street.

Non so davvero come riescano ad ottenere quelle vellutate perfettamente monocrome col minipimer. la mia intenzione era proprio raggiungere una colata di verde, liscio e omogeneo. niente da fare. ma questo effetto di piccoli straccetti di verdura sospesi in una crema densa e troppo chiara mi ricorda un prato. a quanto pare vagheggiare l’Irlanda ha i suoi effetti sull’inconscio, che si mette a produrre in mia vece.

questa scelta estetica (ovviamente slegata da qualsivoglia influsso di consapevolezza della sottoscritta) mi ricorda pure Stonehenge. tuttavia non riesce a farmi ricordare come si scrive. ma tanto esiste gugol (vergogna.).

mi sa che non sto del tutto bene oggi. e questa è l’unica considerazione razionale della giornata. -ride-

cucinare disegnare cucinare mangiare. delirare. leggere. doccia. disegnare.

oggi il distacco dell’estate sembra così dolce.

Annunci

Tag:, , , , , , ,

§ 15 risposte a Di vellutate e di visioni.

  • Wish aka Max ha detto:

    Sì ma postali i disegni! E poi, diciamocelo: chi di noi sta bene, nel senso che è sano di mente??? 😆 😆 😆

    • comearia ha detto:

      Io, io sto bene! 😉

    • quali disegni? aspetta vado a ricontrollà.. accerto. l’ho detto io. ehm ehm mica posso. sono alcuni da spedire a Luci e a Giulia. se per caso li vedono prima che gusto c’è? però un paio li vorrei postare.

      • Wish aka Max ha detto:

        A proposito del tuo non esserti resa conto che avevi parlato di disegni. Gli ammmmmmericani hanno un modo di dire stupendo per questo (gli ammmmmericano hanno uno stupendo modo di dire per qualunque cosa). “You don’t know your own shit”.
        Se mi è consentita una micro-digressione linguistica, la chiave della frase sta in quell’own. Ad indicare che è proprio roba tua, ma tua tua, inequivocabilmente tua, con un senso di appartenenza che non lascia adito ad alcun dubbio. E questo fa scattare la meraviglia ossimorica, nel senso che se è roba tua tua, come puoi non conoscerla a fondo?
        E visto che siamo sui detti, ne ho anche per il fatto che non siamo sani. Per dire che manca qualche rotella, si usa “he’s a few bricks short of a whole wall”, che mi piace di più delle rotelle, perché lo visualizzo quel muro, che sta su, tutto sommato, ma quei mattoni che mancano lo rendono… strano, ecco. E su questa metafora ce ne sono molti, uni che mi piace particolarmente è “he’s one beer short of a six-pack”
        Vabbè. A) vale quanto detto a proposito dei sani di mente, perché io sono il presidente del club dei picchiatelli, e B) a quest’ora è tutto consentito.

      • ok, mi riabbarbico sulla sedia. ho capito perfettamente l’immagine. devo in qualche modo renderla in italiano per diffonderla all’umanità. l’immagine delle rotelle non è affatto soddisfacente. la metafora della birra trasmette anche un vago senso di incompletezza e di relativa tristezza (“una birra in meno! nooooo!” una cosa così. anche se in un caso normale ci si accorge prima della lattina mancante.)
        avevo veramente scordato di aver scritto la piccola serie di azioni che stavo compiendo (e dovevo finire di compiere. per esempio niente doccia.) se non altro sono un degno esempio di cervello picchiato.
        a quell’ora non so come fai a scrivere piuttosto!

      • Wish aka Max ha detto:

        Be’ diciamo che dopo una giornata in pista crollare alle 21.30 addormentato è abbastanza normale… e inevitabilmente alle 5 del mattino dopo si sta con occhi sbarrati!!!

      • mh. se fossi una sane person ti risponderei che hai proprio ragione. in effetti è la realtà che mi contraddice..ma qui si parla sempre di debiti con Morfeo. che, oltretutto, ha degli interessi da usuraio.

  • comearia ha detto:

    Gli orari sono sopravvalutati. Quando ero a casa da sola, avevo raggiunto un bioritmo che mi faceva fare colazione alle tre di notte e pranzo a mezzogiorno e forse una cena yogurtosa inesistente a metà serata. Quindi cioè capisci con chi parli? Qualcuno sano di mente, per favore, ci dica che servono degli orari, per Diana!

    Vellutate foreverrrrrr [rrrrroar – perché? non lo so, perché.]
    Domani ci penso anch’io. [E ho appena finito di mangiare, ma caspita, possibile?]
    Nemmeno a me le vellutate vengono di velluto, comunque e maledizione.
    Assumiamo degli ombromini-frullatori. No?

    • ahhh se avessi ombromini in cucina lascerei fare tutto a loro!!!! vuoi mettere con le loro mani affilate e lunghe? altro che le due stupide lamette morbidine del minipimer. puff. en effet sono molto parsimoniosa con eventuali liquidi perché preferisco un purè ad un brodino. forse dovrei aggiustare la densità in primo luogo. poi potrei provare a filtrarle..muhmble. devo chiedere a Oku se mi butta giù dei calcoli scientifici per ottenere una vellutata degna di questo nome.
      “roooar” perché le vellutate sono buono e fanno fare le fusa. (ci pensi pure tu alle vellutate? vuoi farmi venire fame quioraadessosubito? se cominci con le vellutate non mi ti togli più di torno.)
      sul non-orario devo impormi. o meglio, prima di darmi anche solo una parvenza d’orario (like a sane person) vorrei capire quando ho fame. e mangiare di conseguenza. uhm deja-vu? (“deja-ecrit” tutt’al più. però suona così male.)
      continuo imperterrita nello scrivere risposte risalendo dal basso gli argomenti trattati nei commenti. *-*

      • comearia ha detto:

        Commenti speculari.
        Mangiare quando si ha fame. Sarebbe il mio sogno. Sai una di quelle persone che si sveglia, non ha fame, non trangugia di tutto per colazione, ma magari aspetta un po’, poi, al gorgogliare dello stomaco, mangiucchia qualcosa, e a pranzo mangia, perché ha davvero FAME, e così discorrendo? Ecco. Vorrei essere una di quelle. Vorrei provare a capire com’è. Vivere il cibo come complemento alla vita, e non la vita come complemento al cibo.
        Parapppà sto sprofondando negli abissi. O nel mio Abisso personale.
        Ombromini, venitemi a pescare con un artiglio. Che anche se mi graffiate un po’ almeno mi tirate su.

        Quest’inverno ho deciso che Food Therapy vedrà l’insorgere di vellutate. Necesse are. [Il latino con l’inglese, sparatemi.]
        Tipo cavolfiore e curry l’hai mai provata?

  • pani ha detto:

    questa colata verde è un po’…come dire…un po’ strana. Sarà che non sono un’amante delle vellutate. Solleticano il palato, l’ugola, le tonsille. Fanno ridere i denti e poi ti saltano le otturazioni.

  • apity ha detto:

    Ma allora sono io che copio te!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Che cos'è?

Stai leggendo Di vellutate e di visioni. su Faul sein ist Wunderschön.

Meta

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: