Tornando. o per citare Qualcuno. Sono tornataaaa!!!!!!! -euforia power on-

8 settembre 2012 § 14 commenti

Vorrei iniziare questo post in modo adeguato.

ma non so cosa sia un modoadeguato e sarà la quinta volta che cancello e tento di iniziare. per cui basta. introduco con un ombromino vecchiodiunpo’ che ultimamente mi saltava in continuazione davanti agli occhi.

Prima di partire all’assalto visivo racconterò una piccola storia che non riesco a trasporre in parole se non tramite questo approccio (ridicolo. per cui mi scuso in anticipo e nel caso vogliate risparmiarvi la tiritera, proseguite la lettura/visione più in basso, dove principiano i disegni). protagonisti: Questa parte di me e Qualcosa.

il motivo del teatrino è che vorrei raccontare che una parte di me (Questa, per l’esattezza) ha notato una cosa. e fino a poco tempo fa Questa parte di me sarebbe franata insieme a tutte le altre. invece stavolta è rimasta salda, come un occhio che osserva razionalmente la situazione e ne analizza cause ed effetti, senza esserne danneggiato. al contempo, riesce persino a tranquillizzare le altre parti, che piovono di qua e di là.

Questa parte di me, con una strana tenerezza, quasi con pietà o con commiserazione, ha notato Qualcosa. Qualcosa torna sempre, con maggior forza quando si è stati lontani da casa per un po’, con maggior violenza se si è stati bene. davvero tanto bene. capita poi di pensare “ah, sono tornata. nulla può andare storto”, mentre si aspetta il panino ordinato, mit madre et fratello. in un momento del genere Qualcosa trova, con un’esaltazione da drogato, con la massima facilità la strada per la mente e vi si affaccia. il suo obiettivo credo sia di entrare e stabilirsi, di mettere radici. a volte ci è riuscito.

Qualcosa arriva sempre per ricordarti “sei arrivata fin qui e pensi di poter stare tranquilla. pensi che questo stato di serenità ti appartenga, pensi di meritarlo, pensi che durerà e che sia solo l’inizio di una ascesa. invece eccomi, ora ti mostro come vanno davvero le cose. adesso ti riporto giù.”

Questa parte di me ha notato il meccanismo di Qualcosa, scientificamente, coinvolta solo in quanto mia componente. è stata la prima volta in cui ho sentito la sua incrollabilità. tutto intorno dava segno di cedimento, qui è lì cadevano i primi frammenti che precedono la frana. Questa parte di me, stavolta, non è stata sfiorata da nulla.

Si è trattato di inciampare un po’, nel mio cervello. questa volta Qualcosa era di poco conto. e forse proprio questo ha scatenato un senso di allarme incontenibile. si vede che ho ancora la guardia bella alta. anche se ciò non impedisce di tremare.

dopo questa premessa dirotterò l’attenzione of the reader, con la tempestiva incoerenza che mi caratterizza.

senza accorgermene, in questi tre giorni, ho accroccato qualche pagina che definirò “cahier de voyage” (mica per la qualità. è che in francese suona troppo bene). che neanche ricordavo come si scriveva cahier. particolari imbarazzanti a parte.

sarà una lettura/visione lenta e complessa suppongo. non vi risparmierò nemmeno una macchia d’inchiostro spalmato col mio gentile mignolo destro. (dannato. lo taglierò.)

la mia fraulein J.

(quell’insetto si arrampicava sul finestrino, alla mia sinistra. arrivava al confine d’alluminio e scivolava giù, incastrandosi nella fessura dove il vetro si inserisce quando si apre il finestrino. da lì ricominciava ad arrampicarsi. percorreva il tragitto da capo. per arrivare di nuovo a quel confine grigio. e scivolare di nuovo giù. e ricominciare ad arrampicarsi. quella perseveranza circolare stava per farmi impazzire, non potevo distogliere lo sguardo.)

 

visioni particolarmente positive postnapolisotterranea (abbiamo camminato metri e metri sottoterra, per un tratto abbiamo proseguito di profilo, in un cunicolo largo 50 centimetri e alto 10 metri. uno dietro l’altro. con le candele.) e ora ho capito cosa sono precisamente i “bassi di Napoli”. poi, piacevoli divagazioni con le spalle protette dalle poste e da bambini smaniosi, in preda al pallone da calciare. mentre fraulein J tenta di spedire le cartoline (e si rivelano molto più d’aiuto i bambini piuttosto che le posteitaliane.)

 

il Museo Archeologico. durante il primo “ritratto” (piuttosto pietoso ma non quanto il secondo) fraulein J scrive cartoline, io, logicamente, scarabocchio, in una grande sala luminosa e fresca. non mi addentro in descrizioni/recensioni riguardo al museo perché mi perderei, tentando di spiegare la meraviglia nello scoprire grandi verità come: Giotto e la sua prospettiva, agli antichi Romani je fa la spesa (quanto sono educata). e non parliamo di Greci và, che è meglio. e fortuna dell’etere se la zona “Egitto” era proprio un angolino, altrimenti mi ritrovavate qui a divagare per un altro paio di settimane. siamo entrate prima delle undici se non sbaglio. e alle quattro e mezza ci siamo accorte che. l’ora di pranzo era passata da un pezzo. siamo uscite dal museo alle 6 passate.

 

imparo molte cose. peccato che si confondono nel giro di mezzo minuto, fondendosi in strani agglomerati di materia grigia viscosa, grazie al sole picchiante. sotto un segreto accordo le nostre teste hanno deciso di giocare a scambiarsi malditesta, inizieranno a volgere alla fine solo una volta raggiunto il capolinea albanense. con fraulein J posso fare la vera turista. nessuno pensa che io sia italiana. yuk yuk.

 

la focaccia non migliora la situazione perché mi vedo costretta ad utilizzare i denti. fra l’altro la fame era tanta e nelle stazioni la risposta qualitativa è alquanto deprimente. ricerco la pace schematizzando alcune nozioni apprese, mentre fraulein J, die Cartolinendame, sistema le cartoline e mi scrive il suo indirizzo (che ora non vive più a Berlino ma a Heidelberg, ove studia.)

 

il treno piùpiùpiù. più. che abbia mai preso. ho preso pochi treni in vita mia, è chiaro. la prevalenza di treni regionali e relative mostruosità ad essi correlati spiegherà subito il motivo della mia esaltazione. fraulein J è davanti a me e siamo vicino al finestrino. sembra che siamo le uniche cui si tappano le orecchie con fastidiosa insistenza, tra una galleria e l’altra.

e ho detto tutto. in realtà non ho detto che una minimissima parte. mica posso ammorbare l’universo con dettagli quali “quant’èbbona la pizza napoletana” o “il punto x del solletico di fraulein J” o “c’era una signora che gettava sotto le ruote dei motorini passanti alcune buste dell’enel”. insomma.

ero a Napoli con fraulein J.

e se vi sembra poco è perché chiaramente non conoscete fraulein J. mica posso stare qui a tentare di spiegarla. (non posso dire la stessa cosa di Napoli perché manco io la conosco, ecco. devo solo rimediare.)

con codesto trafiletto è stato comprovato che oggi  è la “Giornata del Mica”. dunque andiamo a festeggiare.

Annunci

Tag:, , , , , , , , , , ,

§ 14 risposte a Tornando. o per citare Qualcuno. Sono tornataaaa!!!!!!! -euforia power on-

  • pani ha detto:

    io rimando la lettura, ho bisogno di uno schermo grande per apprezzare i disegni. Però ora provo a spedirmi il testo sul kindle e vedo che effetto fa: lettura disgiunta, prima il testo e poi i disegni

  • Wish aka Max ha detto:

    Annotazioni sparse.
    Io anziché je fa la spesa preferisco je spiccia casa, è più rustico 😉
    Il terzo stile è il dorico ed è quello piatto, con una sottiletta quadrata di marmo appiccicata sulla colonna.
    Il ritratto di fraulein j è bel-lis-si-mo
    Il motorino ikea mi ha fatto cappottare.
    Sulla parte iniziale complimenti, è un’elaborazione mica da ridere. Mi piacerebbe che qualcun altro fosse così avanti come lo sei tu. 🙂
    Sono contento che sei tornata, mancavi. 🙂

    • je spiccia casa è fantastico XDDD
      Oku mi ha fatto un disegno dello stile dorico ieri sera, stavo per impazzire.
      lei ha detto che le somiglia! quando lo dice la persona che disegno è davvero un piacere particolare. più che se dicesse “che beeeello”
      quando l’ho visto per poco non mi cappottavo pure io. ma rischiavo di essere investita. ehm ehm.
      sono contenta di essere partita e anche di essere tornata. mancavi pure tu. però di certe cose se uno non parte mica se ne accorge.

      • Wish aka Max ha detto:

        #cazzucazzu avevo dimenticato una cosa fon-da-men-ta-le! Afragòla e a-fràgola! Ci puoi credere che è un giochino che faccio da quando sono ragazzino? A Napoli da piccolo ci andavo coi miei a trovare zii e cugini, da adulto l’ho frequentata spesso per lavoro, quindi tra treno e auto i cartelli di Afragola mi hanno accompagnato per un bel po’ di tempo…
        (a proposito del se uno non parte mica se ne accorge, mi permetto di eccepire che uno dei pochi vantaggi del trascorrere del tempo è che questo tipo di cose sono più chiare e non hanno bisogno di riprove. sapevo che saresti mancata senza bisogno che partissi ;))

      • hai causato un movimento di rotelle.. penso di non far caso ad alcune cose appositamente. non le voglio vedere. è capitato che mi rendessero la partenza e il viaggio un inferno. per lungo tempo ho indugiato nel “se non fossi partita” (e questo è davvero assurdo e idiota. dal momento poi che viaggiare per me è di importanza vitale) cazzo, mi sto riassestando. questo non l’avevo notato. sono partita senza sensi di colpa, senza ansia d’abbandono e simili. sono partita fibrillando, cosa che mi ha impedito di provare stanchezza. e ora ne pago le conseguenze ; )
        me l’ha detto ieri una persona di à fragola, afràgola. questo dualismo di dizione rimarrà un ricordo emblematico X)))))
        ehi, rispondo sempre al contrario alle argomentazioni dei commenti. mi rimangono impresse le ultime frasi e poi risalgo. quel bordel.

      • Wish aka Max ha detto:

        Hai un algoritmo LIFO anziché FIFO (Last In First Out e First In First Out rispettivamente), ma non c’è mica niente di male, eh 😀

      • mhhhhhh. sicuro che non è un insulto?
        XDDD sto in pieno delirio da sonnambulismo

      • Wish aka Max ha detto:

        😆 non mi permetterei mai di insultarvi, madamigella

  • comearia ha detto:

    Giuro che l’ho letto ieri questo post. L’ho riletto stamattina. Lo rileggo ora.
    Come al solito, mi metto a scrivere prima che il mio cervello dica “Aspetta, non stai dicendo niente di sensato”
    Perché la prima parte di questo post è… diabolicamente vera. E’… la storia della mia vita. Qualcosa arriva, sul più bello, quando ti senti invincibile, e si porta via tutto. Uno tsunami. Un terremoto. Interiori.
    E… Questa parte di me sta rassettando casa. Dopo che Qualcosa è passato.

    E’ quasi a posto. Credo che stasera potremmo anche farci una cenetta. Se tu porti la pasta di rafano io ho litri di salsa di soia.
    Cous cous come se piovesse.

    [I tuoi disegni sono qualcosa di straordinario. Gli ombromini. Mi sono cappottata sulla sedia -ce ne vuole eh- nel vedere il modello ikea, come Max. I ritratti, hai un’accuratezza, non è esattezza, non solo, ma accuratezza. scolpisci nella carta. E la pizza. Dio quanto è che non mangio una pizza? Se mi assumono dico a Marta di portarmi fuori a mangiare unamegapizza. Anch’io tentavo di leggere le V, comunque. E poi ho fatto il classico, per dirti l’incoerenza. E… altro. C’è sempre dell’altro maledizione. Ma sono tutta sudata dalla corsa in bici e non voglio sudare sul pc. Potevo risponderti dopo la doccia no? eh no. Ti avrei risparmiato quest’altra schifida immagine. L’aggiungiamo alla collezione, dai.]

    • mhhhh per la cenetta ci sto. serve pure qualche quintale di spezie? miso? mirin? cinnamon rolls che ci stanno sempre bene?
      pioggia di cous cous su di noi.

      quelli sono il mio souvenir. vedere certe cose è stato come un regalo (nonostante sulle strisce pedonali come sui marciapiedi si rischia qualche arto.) ho un rapporto anomalo con la pizza, in genere la scanso. ma la pizza napoletanaaaaa -bava everywhere- insomma, non sono per la pizza sottile e croccantella. mi piace la pizza-materasso. e in quanto alla collezione di immagini eramegliosemelarisparmiavo non ne avrò mai abbastanza, anzi, ne infoltirò le fila con dedizione.
      quei commenti sui miei disegni. mi danno un senso di calore. forse perché mi piace così tanto sentirli definire “scolpiti nella carta”. forse perché riconosco che qualcosa riescono a trasmettere. comunque è un regalo per me leggerli e non dubitarne. grazie.

  • pani ha detto:

    però fraulein J incuriosisce mica poco. E ci ho messo il mica.
    Sì, devi rendere le immagini lincabili, io ormai non ci vedo più. Sicuro, diventerò come omero, povero me.

  • […] quest’olio l’avevo preso a Napoli. ora mi basta scrivere Napoli per pensare alla mia Fraulein J. e insieme all’olio avevo preso un pacco di pasta. e perché non l’avevo ancora usato […]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Che cos'è?

Stai leggendo Tornando. o per citare Qualcuno. Sono tornataaaa!!!!!!! -euforia power on- su Faul sein ist Wunderschön.

Meta

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: