Spaghetti di soia sempre prima di partire?

4 settembre 2012 § 20 commenti

Perché domani vado a Napoli.

tre giorni con l’amicatedescaberliner che devo trovare un modo migliore per nominarla.

e sul sito dell’istitutodiculturagiapponese hanno messo le informazioni che mi servivano, mi si è accorciato il respiro. e non ho tempo di concludere tutto prima di domattinaaa

nonostante ciò ho pranzato. successivamente ad un altro esperimento cibico (culinariononcelapossofare) che presenterò o risvilupperò in seguito.

Spaghetti di soia con ke zap. perché le origini del ketchup sono asiatiche. e Kylie Kwong per me è insostituibile (guardare “la mia Cina” alle 2 passate con mia madre. tazza di tè.) anche se non riesco a trovare la ricetta in cui parlava di questa salsa. damnit.

che poi sul nome/origine della salsa c’è un intreccio di parole che ora come ora non riesco ad approfondire.

Per cui si parte dalle cose semplici. una salsa agrodolce con pomodori.

un pomodoro grande, mezza cipolla gialla (non potevo resistere), 3/4 cucchiai di passato di pomodoro (in alternativa un altro pomodoro, sempre che siano ben morbidi e saporiti e si abbia il tempo di farli appassire), abbondante salsa di soia, due manciate di zucchero di canna, sale.

l’agrodolcità (o agrodolcezza?), così come la densità, della salsa sarà decisa dall’aggiunta di sala di soia e zucchero. (a mio gusto, meglio esagerare con la salsa di soia che con lo zucchero che le cipolle e il pomodoro rischiano di diventare stucchevoli)

gli spaghetti di soia nell’acqua bollente si preparano praticamente da soli. nel frattempo si tagliano pomodoro e cipolla in pezzi della grandezza desiderata. si buttano in padella i pomodori e si fanno appassire un po’ su fiamma media. si aggiunge la cipolla e un po’ d’olio.  quando anche le cipolle iniziano ad ammorbidirsi si può aggiungere il passato di pomodoro. girare facendo attenzione che i pomodori non si brucino o attacchino alla padella. aggiungere la salsa di soia e lo zucchero di canna. far sciogliere ed addensare, girando e facendo ancora più attenzione che in questo passaggio si richia che tutto bruci più velocemente. abbassare la fiamma e aggiungere gli spaghetti e mescolare tutto (saltare in padella. non avendo bisogno di ritinteggiare la cucina per questa volta ho sorvolato.)

servire ben caldo. la pasta di rafano bianco ci sta bene indeed.

la connessione saltella.

piove. ma chi piove? il mistero dei verbi impersonali.

giocando con le parole e con i segni.

sperando che così passi la paura.

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§ 20 risposte a Spaghetti di soia sempre prima di partire?

  • Wish aka Max ha detto:

    Guardando l’ombromino mi sono incantato come sempre. Come sempre mi capita guardando i disegni di chi sa disegnare sul serio, di chi ha quel controllo sulla matita che fa partire il disegno da punti che non fanno comprendere all’osservatore che cosa abbia in mente.
    E mi sono incantato a guardare la tua capacità di tracciare delle linee decise e sicure. E’ come se ti avessi visto mentre lo disegnavi, questo ombromino. E un’altra cosa su cui mi sono incantato sono le parallele. Le parallele mi fanno impazzire. Sarà perché io quando ci provo mi si incrociano sempre, o divergono sempre in modo incommensurabile, ma vedere le parallele è una magia, per me.
    Nel merito del contenuto, secondo me lui sta immaginando il gioco e lo proietta all’esterno perché vuole talmente tanto giocare che riesce a materializzarlo. E nonostante il desiderio sia immenso, quasi doloroso, chiede di giocare con una grazia e un garbo tali che non si può non accettare, e giocare con lui.
    Bentornati, ombromini. Mancavate parecchio. 😀

    • “di chi sa disegnare sul serio” -si contorce-
      ritorno in me. che strano. ci sono dei punti che potrei leggerti ora e potrei raccontarti di un’esitazione o dei punti dove ho ricalcato. questo è l’ombromino nato da ètroppotempochescarseggianoombromini. stavo per uscire di casa ed ero impaziente, non potevo rinunciare a un disegno espresso. alcuni casi chiamano l’ombromino nuovo di zecca.
      sono cambiati parecchio questi ombromini e cambiano tuttora. se vedo il primo ad esempio. (non il primo cronologico. il primo è quello più antropomorfo paradossalmente)
      quel tratto sicuro di cui parli è particolare. la sensazione è di non compiere un gesto pensato. qui e lì ci sono dei punti in cui inciampo o tremo, proprio dove perdo il controllo e comincio a desiderare di rendere il disegno in un certo modo, tentando di comandare il tratto. e non funziona affatto.
      quando parli delle parallele (non credere che le sappia fare proprio bene insomma. sono trattini piccoli e veloci quelli e dipende sempre da come gira alla mano o al disegno che vuole uscire o alla penna. non ce capisco più nulla). dicevo. mi viene voglia di vederti disegnare. non perché penso che sia facile e che “basta fare così”. però non lo so. mi piace vedere chi disegna. probabilmente mi piace più chi dice di non saper disegnare o non sa davvero disegnare. chi ha già molta manualità è interessante ma. rischia di diventare manieristico. sto divagando puff. se domani voglio avere qualche chance di svegliarmi devo andà a dormì.
      certo che finché non mi sono messa a disegnare su un foglio a4 non mi ero accorta di quanto fossero mancati anche a me. li avevo limitati agli angoli dei fogli, circondati da mille altre cose. a volte è una formula vincente ma avevano bisogno di più spazio questa volta. la settimana prossima conto di ricominciare con gli ziele. che è un appuntamento settimanale stranamente personale. una scusa per inserirli e incontrarmi con loro.

  • Wish aka Max ha detto:

    Dimenticavo. Ma perché l’amicatedescaberliner non la chiami semplicemente fraulein? 😉

  • comearia ha detto:

    Amo quell’ombromino. Anche se m’inquieta un po’.
    Sai che adoro gli spigoli [lo sai? O non lo sai ma l’hai immaginato? Vabbè, mal che vada ora lo sai], e quelle linee… che sono linee. Mi incantano, come succede anche a Max.
    Gli spaghetti di soia. Devo farci un mega trattato di pace quanto prima, perché mi mancano. Con quella loro consistenzaopalescenzatrasparenza. Sui litri di salsa di soia stendiamo un velo pietoso, ché oggi ho annegato dei broccoli nel suddetto condimento.
    Sbavamenti vari sulla tastiera, mentre sono al lavoro.
    As always. As always cose che non si dovrebbero dire perché “Che schifo”.

    Torno dall’ombromino.
    Ciao ombromino. Gioca con me.

    • l’inquietudine. gli ombromini sono inquietanti è vero. sono anche inquieti, alcuni più di altri. e gli spigoli (posso immaginarlo) li adoro anche io. dipenderà da una mia scarsa manualità? è raro che una circonferenza o un tratto sferico venga come si desidera. non è che lo spigolo si possa comandare. ma quella linea spezzata. è veloce e drammatica. lapidaria. mi dà una sensazione di essenzialità molto più forte della forma sferica. la sfera è da dettagliare. la linea si dettaglia da sola (mi sa che è ora di ritirarsi under the pezze.)
      quanto ero soddisfatta di quegli spaghetti. siccome i pomodori non mancano mai in casa non so come ho fatto a non pensare ad un accostamento tanto semplice. poter abbondare con la salsa di soia poi. ero fuori di me. e forse è ora di farmi prescrivere qualche calmante prima che mi internino senza farmi passare dal via.
      As always, informazioni necessarie per la mia sopravvivenza. mi nutro di queste informazioni, gioendo di non essere l’unica.
      se ci giochi tu posso dormire tranquilla. speriamo non si senta troppo solo mentre non ci sono. devo provvedere ad infoltire la schiera.

      • comearia ha detto:

        “Veloce e drammatica. Lapidaria.”
        Bellobellobello.
        Sto mangiando grano saraceno dolce, alternativa alternative al cous cous.Not bad, not bad at all.

        In testa programmo pranzi con salsa di soia a fiotti. Eppure continuo a sentirmi un po’ in colpa, sento la voce di mia madre che mi ripete “Tutto quel sale fa male!”
        E lasciatemi vivere di salsa di soia in santa pace, santocielo.

        Ma poi le sfere sono fragili. Sono equilibri perfetti. Cioè, tutti quei punti equidistanti dal centro. Che poi non ci crede nessuno, infatti quando un puntino si sposta poi sono cazzi.
        Metafore ardite, al mattino. Sensate, non lo so, ma ardite di certo.

      • no no no. la salsa di soia ha un sapore particolare e quindi se ne usa meno rispetto al sale nudo e crudo. insomma il sale è più pericoloso (bisogna convincersene perché è così. e la salsa di soia con meno sale non mi convince per niente. anche se ora più che salare spezio a manetta, con il rischio di produrre mostri dal sapore confuso e indecifrabile, la salsa di soia è indiscutibile.)
        sembra palese il mio appoggio nonché parteggiamento per Gelisti e Salsisti anonimi, indubbiamente (meglio non pensare ora ad altre sfumature zenzerocannellatèlistainterminabile).
        il deliquio è di casa.

        e devo recuperare i post di là. domani spero di poter riservare un minimo di lucidità in più onde non oltraggiare ancora la lingua italiana. che il mio cervello mi ha già abbandonata.

        quel puntino del cazzo di sposta sempre. sempre. e si porta dietro pure altri puntini. dovrei fare uno studio in fasi anche di un semplice viso. linea continua (che mica mi riesce sempre) e ne parliamo ancora. della simmetria (impossibile) e delle sfere. che io gioco sempre sul piccolo formato e a volte è un po’ barare perché avrei bisogno di più spazio ma la mano e l’occhio ci mettono un po’ ad abituarsi e devo portarmi dietro le risme. e macelli vari. nel frattempo, tento di recuperare un po’ di sonno.

      • comearia ha detto:

        Sei tornataaaaaa!

        Okay, fine euforia, torniamo seri.

        Sei tornataaaaaa!

        Ehm.

        Assonnati quanto vuoi. Basta che non ti assenni.
        Oh sì, le spezie. Nelle mie zucchine oggi c’era: sesamo, spirulina, pepe nero, paprica [cosa c’entrasse, boh], curry e… e sono sicura ci fosse qualcos’altro, vabbè. Comunque sì, gran confusione di colori e sapori. Ma le spezie sono sempre una tentazione invincibile.

        Devo scrivere altroovviamente, ma sto saltellando da un blog all’altro come… come una pulce? Pulcio di qua e di là.

        Sei tornataaaaaaa!!!

        🙂

  • comearia ha detto:

    Le mani. La mano destra. La mano destra.
    [Adesso distolgo lo sguardo eh. Un attimo.]

    • Wish aka Max ha detto:

      Hai notato che le mani degli ombromini sono come quelle di Topolino? Con quattro dita, il pollice opponibile piû tre dita.

      • è vero!!! ti assicuro che non ci faccio caso. in genere un dito capita che si nasconda ma ero convinta di aver fatto cinque dita. insomma in genere conto di fare cinque dita. mi viene il dubbio che mi siano scappate altre dita qui e lì. d’altro canto che ci posso fare, mica decido io.

  • pani ha detto:

    play with me ma l’ombromino pare giocare da solo. Con cosa gioca? Con uno yoyo formato dalle sue pupille?
    Hanno sempre gli arti ben ramificati, segno che stano bene ancorati al suolo ma vogliono anche far presa su qualcosa

    • mh. penso che se quelle non sono le sue pupille sono qualcosa di molto simile. pupille di qualcun altro, se n’è impossessato in maniera poco legale forse. o grumi cerebrali? hanno una forma troppo regolare. certo che si contraddicono continuamente, anche solo con il linguaggio corporeo. ammesso che sia corretto definire il loro “corpo” come tale.

      • pani ha detto:

        potrebbero essere la forma grafica dei suoi pensieri. E se non sono pensieri sono sogni. I sogni per me sono sempre tondi

      • tutto ciò ha molto senso. in effetti il suono stesso della parola “sogno” è tondo. non c’è l’ombra di una piega in questo ragionamento

      • pani ha detto:

        proprio così, sogno è una parola tonda, nel suono e anche nella forma. L’incubo lo vede un po’ più allungato, quasi ellittico

      • incubo. in effetti non è un cubo. perché c’è “in” davanti. opposto ad un cubo. l’ellisse funge come immagine. penso la appiattirei fino a farla diventare quasi una linea. però per esserne sicura mi serve un incubo quantoprima. (come si potrebbe dire? fare un incubo? sognare un incubo? incubare non può funzionare affatto.urge trovare una soluzione linguistica.)

      • pani ha detto:

        incubare a me piace e spesso lo uso.
        “Questa notte ho incubato!”

        E mi piace molto incubare solo che mi succede di rado, molto di rado

      • devo ancora trovare una terminologia che mi soddisfi del tutto. però con la rarità di queste manifestazioni ci siamo. cercasi incubi (ad occhi chiusi preferibilmente). spesso anche la parola “sogno” la trovo impropria, probabilmente perché è quasi sempre avvicinata al concetto di desiderio.

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