Dissertazioni. nessuno spazio per la rilettura.

30 agosto 2012 § 24 commenti

Ebbene.

in qualche modo sono qui.

colazion facendo. in modo da poter inserire la ricetta simultaneamente. (in realtà finirò di mangiare prima della pubblicazione of the post.)

Taglio le mandorle col coltello su un tagliere troppo grande. niente mezze misure, niente belle foto, niente diari di viaggio, niente. la perfezione non è di qui. ed è forse la prima volta che lo dico con cognizione. quasi con felicità.

Non era una vacanza quella in Tuscani. o Tuscania. mi piace il suono. come Lucania. toscana mi è venuta a noia. basilicata mi fa quasi ridere.

non ho proprio voglia di tentare una discesa in dettagli che non spiegherebbero un bel niente. potrei dire che c’erano altre persone. quelle che ci sono più o meno ogni anno, da un bel po’ d’anni a questa parte. potrei dire che forse per la prima volta c’ero anche io. sulla mia strada parallela. però sulla mia strada. o perlomeno su quello che sembra il principio di essa.

ma ci sono. sono presente a me stessa. e sono stata capace di parlare a viso aperto. senza alcuna vergogna. senza alcun senso di inferiorità. qualche linea di ansia e insicurezza che mi rendono me stessa.

e forse è solo per via del tempo passato che mi dico “non mi sono mai sentita così prima d’ora”. perché l’unico movimento del rispetto verso me stessa era stato di inesorabile regressione.

Stavolta sono ritornata con molti più alberi negli occhi. con molte più pianure e pietre e cielo. chissà perché non è stato sempre così. ci sono voluti tre anni, cinque ritorni allo stesso luogo perché qualcosa mi si imprimesse oltre la retina, oltre la memoria di qualche giorno.

Ora mi sento commossa. sono passate forse un paio di settimane da quando ho scritto qualcosa da qualche parte riguardo al piangere. e non pensavo di scrivere una cosa del genere a distanza di poco tempo. questo è un processo molto più lento. ma scrivere una cosa del genere appena qualche mese fa avrebbe rappresentato una vergogna, un’umiliazione insostenibile.

Chissà come sono diventata così. avevo preso un virus. è stata la prima volta in cui ho avuto la sensazione che qualcosa dall’esterno trovasse la via per insinuarsi all’interno. un pensiero indelebile e crescente che mi stava avvelenando. il morbo della brutta persona. e forse sono davvero una brutta persona. ma allora cosa potrei farci? se sono così non ho comunque colpe. se sono migliore non ho neanche meriti. se riesco a migliorarmi, ecco. insieme al rispetto per me stessa potrebbe nascere una piccola e sana forma di orgoglio.

Poi semplicemente. le mie tarde colazioni. mentre scrivevo mangiavo il cous cous dolce. volevo provarlo già prima di partire e nel frattempo è finito il latte di soia.

mezzo bicchiere di cous cous (non ho davvero idea di quanto ne ho messo, sto tirando a indovinare), semi di papavero, mirtilli rossi secchi, 3 mandorle da tagliuzzare e 3 mandorle intere, cannella in polvere, zucchero di canna integrale, latte di riso. che in realtà dovrebbe essere di soia.

cuocere il cous cous coprendolo appena con acqua bollente. ci mette talmente poco che persino io posso pensare di prepararmi la colazione ai fornelli d’estate. si aggiunge il latte di riso per ammorbidire e si mescola, a fiamma bassa per tenere in caldo e per non farlo diventare un composto troppo melmoso. si toglie dal fuoco e si aggiunge cannella a piacimento (ne ho utilizzata giusto qualche etto), un cucchiaino di zucchero, le mandorle tagliate, una manciatina di mirtilli rossi, un paio di pizzichi (molto generosi nel mio caso) di semi di papavero e le mandorle tagliuzzate. si riporta sul fuoco e si sistema con latte di riso, mescolando fino a raggiungere la consistenza desiderata. nella ciotola, una spolverata di zucchero e cannella, aggiunta delle mandorle intere.

mangiato tiepido. penso debba essere molto gradevole anche fresco.

sono tornata. e non è che questo non faccia paura.

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§ 24 risposte a Dissertazioni. nessuno spazio per la rilettura.

  • yliharma ha detto:

    strano accorgersi all’improvviso di essere cambiati profondamente, gli occhi, il modo di guardare fuori e dentro…una sensazione per niente spiacevole, almeno per me non lo è mai stata 🙂
    e questa colazione rinforzata mi sta facendo sbavucchiare sulla tastiera…mi sa proprio che la proverò! bentornata!

  • Wish aka Max ha detto:

    La paura è sempre parte di noi. Bisogna imparare a guardarla in faccia e conviverci.

    • quella è una parte che sto riuscendo ad accettare del tutto. quasi mi piace. fa parte di me e mi è necessaria. sono un paio di atteggiamenti mentali autolesionisti che si sono assottigliati in maniera incredibile. e spero di riuscire a reciderli del tutto. pensare di ricadere in alcune trappole mi un panico paralizzante addosso.

      • Wish aka Max ha detto:

        Se il percorso che hai fatto parte dal profondo e ti ha cambiato nel profondo, la paura è giusto che ci sia ma stai serena ché non ci ricadi. La paura si assottiglierà anche lei col tempo. Se invece il percorso è troppo superficiale allora il pericolo è reale. Ma da come descrivi la paura direi che ti sei guardata dentro in profondità ben bene. 😀

  • pani ha detto:

    uh! Siamo tutti spaventati.
    Ma io mi spaventerei per una colazione così.

    Quando si torna nei soliti posti bisogna andarci con una mentalità diversa. E’ un po’ come i buoini film o buoni libri, ogni volta scopri qualcosa di nuovo, che ti era sfuggito.

    • devo piantarla con queste colazioni in orari assurdi. devo riprendere un ritmo. o meglio, lo devo proprio trovare. (però che buono il cuscus dolce..)
      è stato quello a fare la differenza. è stato come farsi una sorpresa. mica me n’ero accorta che era cambiato qualcosa dietrodentro ai miei occhi.

  • Luci ha detto:

    Quel bel raggio di sole tra le fronde… parla da solo. E non puoi essere una brutta persona. Io lo so.

  • comearia ha detto:

    La perfezione non esiste. Perfection is a state of mind. La perfezione è relativa.
    Come ogni diligente anoressica, ho ricercato la perfezione oltre ogni umanità. E ora mi ritrovo, imperfetta, a riconoscere che, anche qualora esistesse, quella perfezione non è raggiungibile.
    Potrai solo essere perfettamente imperfetta, per il resto della tua vita. E non è da tutti, essere perfettamente imperfetti. Molti lo sono mediocremente.
    Tempo fa parlavamo di rughe, lividi e cicatrici. Imperfezioni perfette. L’importante è dire qualcosa con le proprie imperfezioni. E tu lo fai. Le tue foto imperfette dicono tanto. Le tue mandorle tagliate con metodi imperfetti dicono altrettanto. Le tue parole non sono imperfette, sono perfette come il legno non levigato, quello senza smalto che tocchi ed è ruvido, ispido.
    Le parole devono essere ispide. Sennò, a cosa servono.

    Mi piacciono le tue aggiunte al cous cous dolce. I mirtilli rossi, quanto amore.

    [Ho letto il tuo post non appena mi è arrivata la mail, ma dovevo far maturare le parole. Sono maturate in modo non proprio eccellente, mi sa.]

    I tuoi post imperfetti mi sono perfettamente mancati.

    • sai questo è uno di quei commenti che portano a compimento. non so spiegarmi meglio, è come se il senso del post venisse preso, sviluppato e ampliato in un commento. una concatenazione spontanea. e questa sensazione di poter proseguire, di poter continuare a scrivere aprendo file su file, partendo dalle tue parole mi è mancato davvero tantissimo. perché è una grande fortuna (e siccome la parola fortuna mi sta un po’ sulle palle in questo momento, correggerò, dicendo che è un grande privilegio) poter leggere le tue parole.
      la perfetta imperfezione sarà il mio obiettivo di vita (in qualche modo già lo era. ma non ufficialmente.)
      per cui ora creo uno slogan e me lo stampo su una maglietta. che è un periodo in cui devo terminare i discorsi con una sana cretinata.

      • comearia ha detto:

        I tuoi commenti ai miei commenti sono sempre. Non so, come quando si prende una massa informe di creta e la si trasforma in qualcosa di sensato. Magari pure bello.
        Una volta, su tuitter ho scritto “Vuoi salire a vedere la mia collezione di imperfezioni?”
        Gli uomini che mi seguono e fingono di essere virili mi hanno risposto con entusiasmo. A me il tutto ha fatto molto, molto, ridere. Ma quel “vuoi salire a vedere la mia collezione di imperfezioni” è un po’ quello che mi ripeto ogni giorno davanti allo specchio, quando proprio i jeans non mi stanno. O non mi sto io, che accade un po’ più spesso.

      • Wish aka Max ha detto:

        Che meraviglia. Devo venire a leggerti. Scusate per l’intromissione. Ma proprio non ce l’ho fatta a resistere. Perché quel che hai scritto sulla ricerca della perfezione è stata per me una tappa di un percorso iniziato anni fa. Il percorso continua ma ricordo distintamente l’arrivo a quella tappa. E leggere le tue parole mi ha dato i brividi. Ero passato per caso, per tutt’altra ragione, volevo avvisare kuroko di una cosa, e lo farò in apposito commento. Lo dico qui, solo perché questa è un’altra prova che niente è per caso.

      • comearia ha detto:

        Niente è per caso, è vero.
        Ammetto di essere una tua silenziosa lettrice. Ti ho conosciuto attraverso i commenti da Iaia e le tue parole mi hanno sempre impressionata molto. Se vuoi, sai dove trovarmi, per me sarebbe un piacere 🙂

      • Wish aka Max ha detto:

        Eheheheh il matto fissato col Tao…. 😉 ho letto TUTTO, non ancora l’altro, ma piano piano faccio anche quello. Ho lasciato un commento. L’ho già detto da te, lo ripeto qui. Oltre a ringraziare kuroko alla quale sarò sempiterno debitore per avermi condotto da te (e anche per tante altre cose e tante emozioni che mi ha dato ma questo già glie l’ho detto direttamente) ripeto qui quel che ho già scritto a casa tua. Se vorrai farmi visita e lasciare un commento a casa mia, non solo sarai la benvenuta ma mi sentirò onorato.

      • mi ringrazi pure? sto qui a fare la voyeur al vostro colloquio *-* dovrei ringraziare io

      • Wish aka Max ha detto:

        Lo sai che non mento, no? *_* Ti ringrazio sì! Tu non hai idea della ricchezza che mi hai donato e continui a donarmi. Forse capirai tra una trentina d’anni. E ti auguro, tra trent’anni, di essere tanto fortunata quanto lo sono stato io, che ho incontrato una persona di trent’anni più giovane che mi insegna delle cose. Anzi, ora due persone.

      • per favore per favore. profondo imbarazzo. sulla sincerità non ho dubbi direi. certo non so mica quante persone sarebbero capaci di dire una cosa simile. i miei genitori si ad esempio. ma non è un’affermazione facile.

  • Wish aka Max ha detto:

    Devi assolutamente andare sul blog di Iaia a questo post http://gikitchen.wordpress.com/2012/08/31/ultime-fermatempo-da-instagram-11/
    La quinta foto. Appena l’ho vista ho pensato agli ombromini. L’ho detto pure di là, questa è ESP

  • Michele ha detto:

    amo il cous cous, ma dolce mai provato.
    un’idea nuova da assaggiare

    • non so perché ma la pasta dolce non la riesco proprio a vedere. invece tutti questi grani risocouscousmiglioquinoa e tante cose, preparati in versione dolce rendono molto bene. che cosa strana. mi verrà voglia di provare anche col grano l’orzo e il farro. (gli ultimi due sono una sfida. ma per principio mi piacciono queste idiozie *_____* tanto se viene uno schifo completo mica lo posto. eheh.)

      • Michele ha detto:

        già, pasta dolce è un orrore al pensiero…
        orzo e farro son curiosi, potrebbe anche funzionare, questo lo proverò sicuro.
        e senza sfide e prove il piacere della cucina dov’è? 😉

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