“Chissenefrega corner” all’ennesima potenza. und apoteosi di parantesinelleparentesi.

11 agosto 2012 § 22 commenti

Vorrei sistemare meglio le pagine.

Il cibo soprattutto, è una lista cronologica difficilmente trattabile se continuo a fare macelli in cucina e li riporto qui.

però questo sarà un post di molto relax che non sto ancora morendo in the bed perché il caldo mi ha svegliata. dannato.

Sono sulla scia di ieri. le gambe sono lievemente intorpidite. mi sa che si sveglieranno più tardi, si sono stancate, le lascerò riposare ancora.

Ho girato tutto lo GNAM ovvero gallerianazionale d’artemoderna con Oku (quella sigla vince. che quando l’ho detto a mia madre ha pensato che stessi parlando di un luogo ove se magna, prima di collegarlo al museo). che essendo stato (periodo verbale orrido) ieri il mio compleanno sono entrata gratis -detto con trionfo ed entusiasmo- . dopo di ciò passeggiai, pranzai, comprai il riso, passeggiai, ruppi un vasetto di marmellata, comprai scarpe, 2 marmellate, zuccherodicanna, curcuma, morii sull’autobus, tappa a casa e poi uscii per cenare uitmaifemili e Oku e il ragazzo della sorella. [nell’elenco Oku era sempre lì che aveva iniziato a morire prima di me perché è più alto e il sole lo raggiunge prima (scientificamente sbagliato ma il ragionamento è talmente logico che non fa una grinza)]

l’emozione di ritrovarsi nello GNAM appena aperto, semideserto, non me la scorderò per un bel pezzo.

a cena manco a dirlo. Galleria di Sopra.

a pranzo. adesso. Max, tu che puoi capire. Rokko. ristorante giapponese. a Roma. c’è trafiletto, una prassi, che si ripete ogni volta. perché quando dici “vadoamagnàdarocco” (che il suono è quello). l’interlocutore viene logicamente depistato e confuso.

non so dove voglio andare a parare (a quando mai lo so.) accenno solamente alla bicicletta parcheggiata in soggiorno che non mi ha ancora detto il suo nome (dev’essere timida). ciondolo. di quelli in cui puoi osservare un piccolo mondo.

a quanto pare i microcosmi li ricerco ovunque. mi sono accorta di aver disposto in modo strano alcune cose mentre riordinavo la stanza. ci sono pupazzetti e soprammobili un po’ dappertutto che fanno piccoli mondi a parte. come la fila di gommapinguini sopra un La Laguna dei Desideri (se non erro.). 

ma poniamo l’attenzione sui “Personaggi”.

su questi due soprattutto. (Giulia dovresti depositare un copyright)

[i bachi da setola! c’erano i bachi da setola!!!! (non fatevi ingannare. è il gioco di parole ad esaltarmi tanto)]

elucubrazione a parte.

sto scivolando di nuovo nel tunnel. The Sims. se non conoscete questo titolo ritenetevi fortunati a priori. è un mondo pericoloso. ci si può ritrovare fin troppo facilmente a gridare avviluppati al pc “posso smettere quando vogliooooo!!! ma devo prima fargli raggiungere il livello 7 della carriera scientificaconspecializzazioneastronomicaaaaaaa”

la faccio tragica. ma fate attenzione.

-ride-

fate attenzione pure al post che non rileggo. (certo che è molto utile scriverlo alla fine del testo.)

[ovviamente queste foto sono di opere all’interno dello GNAM ma siccome devo soffrire di perdite della memoria (delle quali logicamente poi mi dimentico) non ricordo i nomi di alcuni artisti. quindi per parcondicio ( = per pigrizia) non ne ho scritto manco uno. in questo post la farina del mio sacco infarina solamente le parole.]

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§ 22 risposte a “Chissenefrega corner” all’ennesima potenza. und apoteosi di parantesinelleparentesi.

  • comearia ha detto:

    “GNAM” è davvero un nome ge-nia-le. Diamine.
    E adesso vado a spulciarmi tutti i link.
    E sì, anch’io posso smettere quando voglio. Con tutte le mie dipendenze elettroniche. Basti vedere quanto ho sclerato ieri quando non mi funzionava il wifi.

    • XDDD quello è un classico. impazzisco quando il problema elettronico o di connessione che sia non dipende da me (se urtando il tavolo faccio scatafasciare il piccì a terra e poi non funziona lo posso accettare, dopo essermi inflitta le punizioni del caso).
      mi piace troppo anche dirlo. vado allo GNAM. che poi ci devo tornare assolutamente che c’era una mostra temporanea che non ho fatto in tempo a vedere.

      • comearia ha detto:

        Ma sì, in fondo siamo obiettive. Cioè. Se mi cade il caffè sulla tastiera posso anche comprendere che poi abbia qualche problema. Ma se non mi si connette perché ha deciso che no allora proprio impazzisco.

        Mi hai fatto venir voglia di cucina giapponese. Accidenti. E ho solo verdura in casa. Rimedierò con litri di salsa di soia, per la gioia delle mie arterie.

      • mhhhhhhhhhh. buono. senza salsa di soia perisco. ed è rimasta quella con meno sale che mi convince così così. sto consumando il mirin più lentamente possibile e quando finirà sarò perduta. per certi ingredienti avrei bisogno di una fornitura annuale rinnovabile.

      • comearia ha detto:

        Oh, il mirin *.*
        Quando ho portato a casa il miso, è stato studiato come bestia rara e poco convincente da tutta la famiglia. E ad oggi sono ancora l’unica a consumarlo. Meglio così. Ehm.

      • capisco la situazione! tutto sommato non si rifiuta il mirin da queste parte ma non c’è alcuna abitudine ad utilizzarlo. quindi è tutto mio. non mi dispiace affatto (sono mesi che faccio la corte al miso e ancora non sono riuscita a comprarlo -__-)

  • Wish aka Max ha detto:

    Certo che “vadoamagnàdarocco” evoca più la pajata che il sushi…
    post molto interessante, sufficientemente lunare ed in linea con il libro che ho appena finito, proprio di un giapponese, Haruki Murakami, del quale mi appresto a leggere tutto il leggibile. 🙂

    • esattamente. chissà come ci sta la pajata col riso..-rabbrividisce-
      deja. vu non sepoddì. e la sensazione è di nuovo: dovel’hosentito hogiàunlibro homailettoqualcosadisuo? e quindi devo muovermi (i langolieri. arrivo eh. dovrò fare montagne di ombromini.)

  • Bibi ha detto:

    i sims
    sono
    il male.

    possosmetterequandovoglio
    (dissi 10 anni fa)

    • è un gioco mostruoso. presente la versione 3? ora puoi persino comprare con soldiveri puntivirtuali per scaricare l’ultima carta da parati ammazzachefiesta o lo sgabelletto decorativo autunno 2013 edizionelimitata. ho gli incubi pensando alle persone che si dilapidano la paghetta (o peggio) per comprarsi il pacchetto arredamento fusion deluxe.
      della serie che ora mi metto a giocare perché devo mandare il tiziosim in palestra.

  • pani ha detto:

    certo che siete fortunelli voi di giù. Pure lo GNAM c’avete.
    io mi consolo ogni tanto con il MART, non fosse altro per l’intrigante entrata.
    La bicicletta senza nome mi piace, ha l’aria dell’orfanella, magari te l’hanno passata in casa attraverso la ruota. La ruota girevole intendo, quella che si usava per far passare i bambini negli istituti. Non la ruota della bicicletta.

    • in effetti MART. mi fa pensare ai convinience store o qualcosa del genere..
      bicicletta orfana! che storia triste. per portarla in casa ce la siamo passata di ruota in ruota con mia madre. scendere le scalette non è stato facile. devo chiedere se quando gliel’hanno venduta l’hanno poggiata sulla ruota/porta di legno scuro….

  • pani ha detto:

    potevi usare una carrucola. Ma la tieni in casa, sul balcone?
    Che bello, come nei film.

    • per ora è davanti al tavolinetto, in dirittura d’uscita verso la porta (sta aspettando il momento buono per scappare???? forse ha bisogno di abituarsi al nuovo ambiente) nel balcone farebbe a cazzotti con lo stendino.
      mhhh chissà se sulle scale si può montare la carrucola? anche per la spesa è un0idea micamale

      • pani ha detto:

        io pensavo che tu avessi un giardino. E non hai una cantina o garage? Sono soggette a visite inopportune?
        Mio nonno portava in casa la Vespa. Si faceva aiutare da mio zio che sistemava un’asse sugli scalini. Pensa che storia, tutte le sere tirare in casa una vespa e tutte le mattine portarla giù

      • c’è c’è. in questo momento è più una giungla che un giardino. dopo la potatura degli alberi abbiamo lasciato che si sfogasse tutto (devo cercare la mietitrebbia [come se chiama quell’aggeggio che sembra un metaldetector ma invece di cercare pota?) di mio padre prima che spunti qualche pianta carnivora]. non proprio una cantina ma un loculo. un po’ troppo stretto e umido. forse c’entra (anche se credo dovrei prima far firmare un permesso per mettere le mani lì in mezzo)
        una Vespa che entraesce. certo è una discreta fatica

      • pani ha detto:

        la biciesse la chiamano da queste parti. è quel coso che sembra un aratro e spingi.
        Oppure il decespugliatore. Sì, penso che tu intendi quello.
        La mia cantina è umidissima, andrebbe bene per i salumi invece ci coltivo scorpioni e muffe

      • meraviglioso! bè dalle muffe ai formaggi il passo è breve. chissà se la mia cantina è adatta *____*

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