A big divagation. recuperando qualche idea.

29 maggio 2012 § 12 commenti

Dovrei recuperare qualche foto qui e lì.

perché la primavera sgocciola via gradualmente. e dovrei fare un po’ di pulizie. almeno sul desktop -disappunto-

nel mentre che (on parle italien) tento di costringermi a ordinare un minimo, riverso un’idea che mi frullava nella testa da un po’.

per cui ora farò una breve pausa per consentire a chiunque abbia aperto questa finestra, di chiuderla con calma e cura e andare a leggere qualcosa di più serio.

una sottocategoria delle recipe-cibo, che tanto sempre di commestibile si tratta, però finalizzato alla cura del corpo. (quale persona più inadatta di me per fare una cosa del genere)

dunque: scrub allo zucchero!

sono ricette talmente semplici che davvero ne potrebbe parlare chiunque. (domanda sottointesa: dunque perché dovrei parlarne io??????) fatto sta che preferisco sperimentare in prima persona e riportare scoperte dell’acqua calda con estremo candore.

da qualche tempo, sarà un ragionamento idiota, più una cosa è commestibile più la mia mente la individua come possibile detergente che non nuocia alla mia stupidapelle.

per cui senza conoscere così dettagliatamente le proprietà dei seguenti ingredienti, ho mescolato 3 cucchiaini di zucchero di canna, un pizzico di sale fino e circa un cucchiaino di succo di limone (il composto dev’essere granuloso ma abbastanza umido da non scivolare via dalla pelle).

-massima concentrazione per non mangiare lo zucchero depositatosi in ingenti quantità agli angoli della bocca-

l’immancabile “chissenefrega corner” !

(attenzione: il contenuto di questo angolo potrebbe racchiudere informazioni raccapriccianti ed indesiderate sulla sottoscritta): ho scoperto da poco che la mia pelle, del viso in particolare, oltre a trovare divertente trattenere la monnezza in giro per l’aere e altalenare tra un sottostrato non eccessivamente unto e i soprastanti episodi di squamatura, risulta essere delicata e facile all’arrossamento. per cui qualsiasi sapone detergente spacciato per delicato o alchol free si rivelava una totale fregatura. perché ci sono un sacco di altri ingredienti spesso dannosi chebalblablabla. a parte siliconi e petrolati ho una scarsa conoscenza in materia e non sono capace di leggere gli ingredienti di un tonico per il viso e riconoscere ingredienti dannosi da quelli non. senza contare che la percentuale di un determinato ingrediente è intuibile ma non specificata.

urgeva trovare una soluzione. -segue altro paragrafo noioso che potete saltare a pièppari- ovvero: prodotti adatti alla mia pelle, quindi non contenenti sostanze dannose. né per me né per l’ambiente. e ciò vuol dire cercare prodotti di derivazione minimamente chimica e animale (gli ingredienti di derivazione animale comportano nella quasi totalità dei casi un’invasione nel ciclo vitale dell’animale es.: cera d’api) e quindi il più possibile di derivazione vegetale (anche lì facendo attenzione a non uitilizzare prodotti estratti fino allo sfinimento es.: olio di palma). per farla breve: prodotti “vegani” e crueltyfree (altra parentesi noiosasaltatelatranquillamente: non capisco che utilità possano avere esperimenti su animali i quali di per sé hanno reazioni diverse da quelle degli esseri umani. perché far ingerire un ingrediente ad un cane ed applicarne un’altro negli occhi di un coniglio dal momento che hanno una delicatezza maggiore a quella degli esseri umani? già per principio non sopporto di dover sottostare ad un processo inutile. senza divagare sulle ulteriori conseguenze e sui dubbi di natura morale che potrebbe essere naturale porsi). per una lista accurata (andnotoonly!!!spikininglishhhh) di chi fa cosa l’ideale è andare su peta.org

tornando allo scrub. questo doveva essere un post semplice e breve…utopie giovanili.

basta inumidire il viso, prelevarne quanto ne serve e strofinarlo con delicatezza sul viso, insistendo nella famigerata zona T. o ovunque ce ne sia bisogno. ho evitato di passarlo sul contorno occhi anche se non credo irriterebbero. ma meglio evitare di grattare vicino agli occhi ecco. l’ho provato anche per il corpo ma l’ho trovato troppo delicato. ottimo invece per scrubbare la bocca.

segue un’accurata pulitura del lavandino onde evitare banchettanti orde fameliche di formiche.

è decisamente meglio preferire una preparazione erpressa perché lo zucchero si scioglie e perde le sue proprietà scrubbatiche. come scrub è delicatassimo e lascia la pelle pulita senza seccarla, anzi ha un’azione lievemente idratante non so dovuta a cosa. dopo questo si può procedere con detergente, tonico e crema/olio. per brevità si posrebbe anche saltare il detergente. e pure il tonico.raccia

ultimamente mi trovo molto bene con gli olii vegetali. olio di germe di grano per il visocollobraccia, olio di jojoba chenonsocome sipronuncia per contornocchibocca, olio di mandorle dolci per il corpo.

per chiudere questo imbarazzantissimo post dirotto su Lush che è la mia fonte più vicina di rifornimento per quanto riguarda cremesaponishampii ecc. è l’unico negozio dove trovo prodotti in linea con la suscritta parentesi noiosa. i prezzi ecco. di medioalta profumeria. non te regalano niente. i campioncini di sapone si però! -saltella- c’è da dire che entrare in un negozio Lush potrebbe causare un considerevole shock olfattivo. ad esempio questo detergente quiggiù che sto utilizzando da un po’ ha un odore marino. salmastro direi. la maggior parte dei prodotti hanno un profumo tutt’altro che convenzionale. e questo mi piace moltissimo.

giusto per specificare: quella roba verdastra che annaspa lì in mezzo è alga nori, ben specificata negli ingredienti. (notare la varietà di flora e fauna che si aggira tra gli interstizi del piccì)

senza contare che dovrei ringraziare la commessa che c’era quel giorno perché mi ha stravolto i piani dicendo in breve che i prodotti che avevo scelto per il viso erano troppo aggressivi per la mia pelle (ecco dove ho scoperto l’ennesima simpatica caratteristica della mia pelle yee). mi ha mostrato tre prodotti che ho comprato è il risultato è. talmente sopra le mie aspettative che mi ritrovo allo specchio ad osservarmi con una espresione demenzialmente stupita dipinta in faccia. non avrò provato decine e decine di prodotti in my life ma di quei pochi di svariate marche, nessuno si era avvicinato minimamente al risultato auttuale. che poi magari da fuori non si vede neanche una differenza. ma essere libera dalla vista di squame di pelle che prudendo e tirando si mischiano al grigio diffuso di una cazzo di pelle che non ne vuole sapere di restare pulitaaaaaHHHHHHHHHHHH

va bene, posso considerarla una conclusione degna di un post vergognoso. sono soddisfatta -ride-

Annunci

Tag:, , , , , , , , , , , ,

§ 12 risposte a A big divagation. recuperando qualche idea.

  • Wish aka Max ha detto:

    Mi perdonerai se non ho letto proprio tutto tuttissimo… volevo solo dirti che potresti provare il Physiogel. Si trova in farmacia e la dottoressa Cippi lo usa regolarmente dopo che le è stata diagnosticata una dermatite atopica di origine allergica. Con ottimi risultati. Si trova in farmacia.

  • pani ha detto:

    io invece ho letto tutto, anche gli errori di battitura e le utopie giovanili.
    Se abitassi al mare io farei lo scrub con la sabbia. Invece abito in città e non posso farlo con il cemento e neppure con l’erba del giardino. Stavo pensando che potrei riutilizzare la sabbia della gattiera, tanto, la mia gatta mica la usa.
    Ma dopotutto penso che ormai ho una certa età e posso anche fare a meno di scrubbarmi. Tanto, la mia pelle mica cambia.

    • la lettiera è qualcosa che vorrei provare. in effetti è un po’ che pensiamo di mettere qualche annuncio di vitto e alloggio per un gatto..non ultimo i topi. ma tanto li ha catturati tutti mia madre.
      la tua pelle mica cambia. sei diventato immortale praticamente.

  • pani ha detto:

    ma quindi i topi li hai veramente a farti compagnia. Usa il gesso. Ai topi piace il gesso. POi magari, vicino mettici anche una ciotola d’acqua. Perché a mangiare il gesso viene sete, loro drinking water, solidificano il gesso e non respirano più. Very cruel.
    Per lo scrub io proverei anche la polenta. Le vongole o i bogoni si spurgano così, con la sabbia o la polenta

    • ora non più poiché mia madre ha passato settimane insonni e li ha catturati uno alla volta per poi liberarli a debita distanza. mi ricorderò questo rimedio impietoso nel caso giungessimo ai ferri corti. (probabilmente un paio li ha uccisi e anche per sbaglio. ma solo a pensare di averli feriti faceva gli occhioni sgranati)
      l’idea della polenta mi sa che è proprio da provare (sabbia non è ho neanch’io proprio a portata di mano)
      bogooonii. somma ignoranza, watsbogooooni. vado ad indagare

  • pani ha detto:

    li ha catturati uno alla volta senza colpo ferire, really?
    Ecco, ora, dopo questa pioggia improvvisa, sarebbe il momento giusto per uscire in giardino a caccia di bogoni

    • ha notato (osservandoli notte dopo notte) che soprattutto i più piccoli andavano tutti allegri nella busta delle crocchette del cane, passando per un buchetto. per cui il primo l’ha preso aspettandolo semi nascosta e bloccando il buco dopo che era entrato. altri li ha attirati in una busta di carta appositamente cosparsa di pandistelle (sigh). la maggior parte li ha presi nel secchio della spazzatura, sempre con i pandistelle, chiudendo il tutto al momento opportuno. a quanto credo uno l’ha anche preso al volo con la paletta della scopa e l’ha buttato dal balcone (ora non può vedere “ratatouille” senza che le vengano i sensi di colpa)
      con una media di 1/2 ha preso tutta la decina. non si è ben capito se è rimasto un adulto ben nascosto ma non c’è più alcun tipo di movimento o traccia.
      mhhhhhh quando fa questo tempo ho sempre un certo timore di sentire il suono caratteristico del guscio che collassa su qualcosa di molle. il giardino è bello pieno.

  • pani ha detto:

    ma hai raccontato questa storia del pandistelle a Iaia?
    Formidabile tua mamma, una vera catturatopi. Ma secondo me questi non erano veri topi, mi sembrano un po’ stupidi.

    • en effet, en effet erano cuccioletti inesperti. anche se con la madre ci combatteva da quasi un anno, tra agguati e appostamenti e trappolette mal funzionanti. non si è capito se i topi grandi erano due, se ce n’è ancora uno, se è scappato. boh. it’s a mistery.
      devo raccontarlo a Iaia si. coglierò l’occasione domani che è il mercoledì dei pandistelle. (che poi dovevano essere riservati a me! ne ha usati pochi ma.. -afflizione-)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Che cos'è?

Stai leggendo A big divagation. recuperando qualche idea. su Faul sein ist Wunderschön.

Meta

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: