Jellyexperiments. barcollo ma non mollo

23 aprile 2012 § 6 commenti

Bene bene, è giunta l’ora.

ennesima ricetta per il contest annuale di Cuocopersonale!!!

volevo fare un’altra cosa all’inizio ma uffa. va bene così

ma ho un po’ il dubbio che non si possa definire una ricetta con le fragole perché le fragole sono lì, nude e crude, non lavorate ebbboh.

fragole con gelatine. gelatina all’aceto balsamico. gelatina allo zenzero e semi di papavero. gelatina allo zenzero e semi di papavero scivolata per sbaglio su gelatina di aceto balsamico e per questo più colorata e piccante.

e insomma, volevo fare le gelatine. io adoro le gelatine. mi piace vederle ballonzolare, mi piacciono colorate e scure o chiare e trasparenti che ci puoi vedere attaverso. mi piace sospendere oggetti (cibo possibilmente?) nella gelatina.

una delle occasioni in cui dire jelllllllllyyyyyyyyyy suona immensamente meglio di gelatina anche se non mi piace inserirla in un contesto italico. picklejelly&gingergelly. picclgelli e gingergelli.

gellli. solo a pronunciarlo riempie la bocca. proprio come se stessi ciancicando gelatine.

ho idea che questo post sarà lievemente strano. pomunque. ricetta e poi deliranza.

ho utilizzato circa 100 ml di sostanza per ognuna delle due gelatine. ed era decisamente troppa gelatina rispetto a quanta me ne serviva, yesssser (e dalla foto si capisce no?). per cui conviene regolarsi a occhio, magari versando il liquido che si utilizza nel contenitore dove si fredderà la gelatina. la quantità sarà circa la stessa.

per cui: aceto balsamico e zucchero di canna per una, acqua zenzero fresco e semi di papavero per l’altra. e agar agar come gellllliiificante.

l’agar agar addensa in fretta mentre il liquido si raffredda per cui si aggiunge alla finfinfine di tutto (considerare che la piccola quantità può essere ostica. basta una sfiammata ed evapora tutto).

per la gelatina con l’aceto balsamico basta scaldare un po’ e aggiungere lo zucchero a proprio gusto, sciogliendolo per bene (ne ho messo poco perché volevo si sentisse il sapore forte e piccante dell’aceto). per la gelatina con lo zenzero si buttano pezzi di zenzero fresco nell’acqua bollente e si lascia in infusione almeno 10 minuti (non sul fuoco oppure svampa tutta l’acqua). si rimette  sul fuoco e si aggiunge l’agar agar (ehm. considerare che per quello in polvere la dose è di 5 gr per 500 ml di Fruchtsaft, cioè succodefrutta, per cui. ci si regola come si può) dicevo, una volta aggiunto l’agar agar si mescola il liquido finché non comincia a bollire lievemente. si spegne il fuoco e si versa in un contenitore (vetro? coccio? metallo? non ho gli arnesi necessari, me sò arrangiata). quando si è freddato ed addensato a dovere si può tagliare con allegrezza. -detto sottovoce- : per la gelatina allo zenzero e semi di papavero i semi di papavero li ho aggiungi prima dell’agar agar ma forse se si aggiungono dopo restano più sospesi nella gelatina? devo sperimentare ancora.

eddunquepoi sulla picclgelli ho spolverato dello xilitolo (zucchero che non fa male ai denti yess!!! ebbene viene dalla Germania. è zucchero! però non fa male!!! devo approfondire.)

quando si dice acquisto felice. mi sa tanto che non si dice. però yeeeeee

per poi dire che ‘sta primavera mi sta crepando di mazzate. non ce la faccio e ho sonno. però forse è la prima volta che mi rendo conto fino in fondo che è primavera. e mi viene da ridere quando sento gente che si lamenta di pioggia vento e freddo. cosa si aspettano? la primavera è vento e mutamento continuo. non è mica estate. l’avranno mai ascoltate le quattro stagioni di Vivaldi? e io sono una ignorantissima profana in campo musicale (e non solo ecco).

però. diamine. la primavera è una lotta continua tra ciò che vuole continuare ad essere morto, seppellito dal gelo invernale, e ciò che vuole nascere ed esplodere e svettare verso l’alto. e continuo a non avere altra scelta se non ridacchiare quando mi ritrovo accanto persone in piena crisi isterica, sconvolte dal cambiamento improvviso del cielo.

(avete notato quante varietà di nuvole ci sono nel cielo in questi giorni? è un continuo sovrapporsi)

abbiamo potato i due poveri alberi del giardino e ora sono tutti pelatini. e già si vedono rametti nuovi e foglie tenere, talmente sottili che la luce le attraversa.

INSOMMA!!! ogni tanto provo a scuotermi dal letargo ma voglio la neve fino a sentirmi male. immagino che vada bene lo stesso no? è primavera, è tutta una contraddizione.

eppoi. ci si pensa mai a cosa dovrebbe succedere in un mondo utopico dove le persone riescono a rendersi conto di nutrirsi di perfezione? mi suona troppo come qualcosa di già detto e sentito.

è possibile che una galassia abbia una disposizione simile? il numero di galassie sarà uguale alle possibili disposizioni di                       macchiettebianche nonsocomechiamarle all’interno di una fragola? bè, dal momento che si è convenuto che l’universo sia composto da un numero incalcolabile di galassie, così come è incalcolabile il numero di combinazioni biancomacchie di fragole, allora la risposta dev’essere si. (how to ‘mbriacarsi come cucuzze senza alcool.)

ma se questa non è una forma perfetta. allora non so proprio come altro definirla.

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