La rana nel suribachi. sottotitolo: quando la ricetta è un misero pretesto

18 aprile 2012 § 5 commenti

Work on.

Ora mi sento la testa come un contenitore di vetro. riesco a vederla, un’ampolla, riempita inverosimilmente di immagini e idee e pensieri che non riesco a sfogare in alcun modo. non riesco a dare una forma soddisfacente a nulla.

Voglio fare mille cose, quando ho tempo di iniziarle ho solo voglia di dormire. mi ritorna in mente il libro “Sonno Profondo”. non è facile impedirsi di dormire uff. ho sonno.

Ho fatto un acquisto (continuo a sbagliare scrivendo acquisto senza c…braccia tolte all’agricoltura). Potrei semplificare dicendo che mi rende felice questa casualità.

Ho trovato il suribachi. il mortaio, la ciotola della macinazione, comunque lo si voglia chiamare.

-ride-

per cui here’s a very siiiiiiiiimple recipe perché dovevo assolutamente utilizzarlo.

per tre ciotolesolite. 240 gr di grano, 300 gr di pomodorini, 100 gr di tonno (all’olio d’oliva perché avevo quello, then..), 5 cucchiai abbondanti di sesamo, zenzero a proprio gusto (ne consumo quantità industriali ma me n’era rimasto un pezzettino minimo, insufficiente. per cui metterloometterlo free choice)

e disegnare mani senza corpo che cucinano mi sta davvero ossessionando.

cuocere il grano scolandolo i minimo indispensabile. mettere il tonno, ben scolato, ad essiccare leggermente in una padella per poi aggiungerci 100/150 gr di pomodorini tagliati a metà, rendendo più o meno vano il passaggio precedente. far tostare il sesamo e tritarlo aggiungendo un po’ di sale. questo passaggio è stato inserito a favore della mia dipendenza ossessiva compulsiva da sesamo. e per usare il suribachi ovviamente!!! quel poco di zenzero dopo averlo strofinato sul suribachi (è troppo fibrosacquoso. -prende nota-  zenzero non va d’accordo con suribachi) l’ho grattuggiato sopra il sesamo (che avevo suribacciato dopo aver tolto di mezzo lo zenzero).

quindipoi si aggiunge il sesamo semi tritato e zenzerato al tonnopomodorini. i restanti pomodorini si frullano col minipimer fino a completa dissolvenza di buccia e semi, si salano e si oliano e si basilicano, si versa codesto succo sul grano e si mescola very well. si versa il grano in padella o il contenuto della padella sul grano (la prima azione renderà il tutto più asciutto) e si mischia con vigore. si serve e si mangia.

Per fare le cose come si deve. se introduco il suribachi devo introdurre Cocconut, la rana che vive nel Suribachi. e in effetti al piatto mancava un tocco di verde.

il vecchio e il nuovo.

Cocconut è una rana marina comprata per l’appunto al mare..almeno dieci anni fa dannazione! è fatta di stoffa e sabbia. a dispetto delle piccole dimensioni, infatti pesa molto. nonostante gli anni -leggi: la polvere che si è sedimentata prima che la mensola collassasse sopra il mio letto costringendomi a trasferire molti fumetti e coinquilini d’urgenza- passati lei odorerà sempre di cocco.

e qui sorge un dilemma. perché non ricordo se andavo alle elementari o alle medie al tempo del naufragio. a quei tempi (ugh di vecchiezza) mia madre ancora riforniva me e mia sorella di yogurt. per la merenda, indeed. e la mia merenda risiedeva nella tasca bassa dello zaino, dividendo gentilmente lo spazio con l’onnipresente Cocconut, che vedeva alternarsi briciole e cibarie in quella buia tasca. quel giorno devo aver usato un insolita grazia nel sedermi, tanto da far esplodere il barattolino di yogurt al cocco il cui contenuto ha sommerso Cocconut e l’ha ben impregnata per un paio d’ore, finché insomma non ho tentato di prendere lo yogurt. quel giorno niente merenda e rana di sabbia al cocco.

volendo dire qualcosa di più Cocconut ha dei problemi di vista, come si può ben notare, in seguito alle molte lesioni subite sul posto di lavoro.

d’altra parte quando ha iniziato la sua carriera di stuntman lei sapeva bene a quali rischi andava incontro. e non sembra avere rimorsi ora che si è ritirata nel Suribachi, tranne forse il brivido della corsa in moto, veicolo che ha sempre preferito rispetto a tutti gli altri. seguito dal monociclo, su cui faceva almeno 3 giri nell’arena prima di ogni spettacolo. per distendere muscoli e nervi.

non ricordo di quanti giorni fa è questo post. dovevo terminarlo, le bozze incomplete sono piuttosto deprimenti. la bambolina è quasi pronta. e Skip James aiuta.

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