Haiku experiment. One.

5 marzo 2012 § 19 commenti

Plenilunio di

rami curvi dal gelo.

Pallida notte.

 

 

 

Tramonto rosso.

Cedevoli al vento

sparute gemme.

 

 

 

 

 

日ですか。月ですか。

Hi desu ka. Tsuki desu ka.

È il sole? È la luna?

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§ 19 risposte a Haiku experiment. One.

  • Wish aka Max ha detto:

    La cosa che mi colpisce di più del disegno (a parte i due haiku che sono degni di nota e per l’appunto sono notati) è il centro dell’astro. Sole o Luna non importa, ma il centro è il centro. E’ un po’ come il 3 del tao te ching (cap. 42) (non perché lo sappia a memoria ma perché l’ho appena cercato e trovato per Iaia) (e quanto mi piace aprire e chiudere parentesi) (e riaprirle) (e non c’è niente da fare quando uno è cazzarone – and I’m confident that you’ll pardon my french – è cazzarone, santa polpetta) (e occhei questo giro di parentesi lo chiudiamo qua e ritorniamo seri). Dicevo del tao te ching e del capitolo 42. Il 3 come elemento di completezza dopo l’uno e il due, elemento unificatore e universale. Il centro qui mi sembra questo, unificante e universale rispetto a un sole yang e una luna yin. Con l’apparente asimmetria dell’albero, che in realtà è simmetria perfetta perché sole e luna illuminano la cosa ad essi più congeniale, il sole la chioma, la luna le radici.

    • Indeed, your confidence is not badly reposed. also, i really appreciate french.
      (forse nei post si nota una qualcerta ossessività, yes, obsessivity, nell’aprire parentesi interminabili). in any case {da quando ho cominciato a scrivere sul blog [ pur accarezzando sovente l’idea, non mi ero mai spinta fino a questo punto (al di fuori di solitarie pagine di appunti a chiocciola) perché ho notato lo sguardo di chi mi vedeva aprire parantesi nelle parentesi.] ho sempre sognato di poter fare questo!} preferirei essere internata su mia esplicita richiesta.
      occorreva precisare.
      per riequilibrare il discorso.
      -interruzione per rispondere al commento su gikitchen-
      Ordunque. casualità. interessante che la u facendo un singolo passo indietro produca causalità. perché è molto più corretto in questo caso dire così. è stato del tutto causale (ovvero sia conseguenziale) il mio scegliere un’immagine che stava in una cartella da un pò e notare che capovolgendola. era uguale. però opposta. mi è bastato quello per sceglierla. e avevo forse intenzione di delirare su qualcosa riguardo al sole, alla luna alla primavera, all’inverno, al rosso al nero e non lo so. però il mio problema sono proprio le parole. come fare ad esprimere concetti che a parole non esistono? proprio all’inizio del tao te ching. quello che nominerei non è quello di cui sto parlando e di cui vorrei parlare. preferisco evitare di dire. il più possibile, usare parole essenziali, quasi depistare chi legge. e magari sorridere con ammirazione a chiunque sappia evitare i tranelli ed oltrepassare il velo di maya. mi piace far finta di tesserlo con le parole.
      mi piacciono i giochi. non c’è nulla di più serio e vitale di un gioco. ed è davvero bello avere un punto di contatto con qualcuno che ne comprende l’importanza e la centralità.
      alternando serietà a cazzeggio sfrenato.

      • mi sta venendo in mente qualcosa riguardo al fatto che l’uomo è “3” in quanto “figlio” del cielo e della terra (il “2”). Essenzialmente il fulcro è l’unità. separare è “negativo”. nel momento in cui due cose sono naturalmente separate è per dare spazio, per dare vita a qualcosa che è consapevole dell’unità, dell'”1″ e può apportare un beneficio, la perfezione sta nel costante dover superare l’imperfezione, senza terminare mai.
        hai presente la leggenda di Pangu? sarebbe il creatore del cielo e della terra, si potrebbe quasi parlare di demiurgo. Pangu stava rannicchiato dentro un uovo. quando decide di svegliarsi stende i piedi verso il basso ed alza le braccia ed è lo stesso “uovo spezzato” a divenire cielo e terra che vengono tenuti uniti da Pangu e da tutti gli esseri umani, tramite il respiro fondamentalmente, perché tenderebbero ad andare l’uno verso l’alto, l’altro verso il basso, impedendo la vita.
        un uovo esteso, un pò come il big bang.
        se ora vado a dormire forse è meglio.

      • Wish aka Max ha detto:

        Non ho familiarità con Pangu ma ho familiarità con la metafora della morte e della rinascita, che va nella direzione di quanto dicevi a proposito del superare l’imperfezione. Ogni imperfezione superata, ogni gradino salito della scala che non finisce mai, corrisponde ad una morte e rinascita, un eterno ricominciare che parte però da livelli diversi di consapevolezza.
        Un passaggio della leggenda di Pangu invece (quello nel quale l’occhio sinistro diviene il sole e il destro la luna) mi fa venire in mente il Rebis, la creatura alchemica che riassume in sé uomo e donna, che simbolicamente rappresenta la pietra filosofale, che è il culmine della grande opera.

      • degli occhi ricordo, Rebis non mi sovviene, faccio una piccola ricerca. mi sta venendo in mente un brano preciso, ora magari lo cerco. riassume in sé l’uomo e la donna. mh. mi viene da sorridere.

      • sei poi penso che negli arcani maggiori “il diavolo” è rappresentato al centro mentre separa l’uomo e la donna. c’era una verità sotterranea. di cui davvero pochi erano al corrente, nonostante facesse parte della vita quotidiana.

      • Wish aka Max ha detto:

        Se non hai mai letto Oswald Wirth, ti suggerisco “I Tarocchi”.

      • prendo appunti. ultimamente sto pensando di comprare anche quello di Jodorowski.

        mi era venuto in mente questo e non posso fare a meno di trovare divertenti tutte queste assonanze

        Gesù vide dei bambini che stavano poppando. Egli disse ai suoi discepoli: – Questi bambini che stanno poppando sono simili a coloro che entrano nel Regno. Essi allora gli domandarono: – Se saremo piccoli, entreremo nel Regno? Gesù rispose loro: – Quando farete in modo che due siano uno, e farete si che l’interno sia come l’esterno e l’esterno come l’interno, e l’alto come il basso, e quando farete del maschio e della femmina una cosa sola, cosicché il maschio non sia più maschio e la femmina non sia più femmina, e quando metterete un occhio al posto di un occhio e una mano al posto di una mano e un piede al posto di un piede, un immagine al posto di un immagine, allora entrerete.

        ci sono concetti da cui non si può prescindere, che sia l’1 il 2 ed il 3, che sia l’unità e la separazione. e non ha importanza il dove o il quando siano state dette determinate perché sono fuori dal tempo e vengono dette e ripetute in tutto il mondo (andando a fare uno studio approfondito si scoprirebbe che molte cose dette da Gesù erano già state “dette” da Confucio, il quale a sua volta precisava di non enunciare concetti nuovi ma solo di riportare alla luce ciò che era stato dimenticato)

      • non mi sto davvero regolando.

  • Wish aka Max ha detto:

    Il tao di cui si può parlare non è il vero tao (vado a memoria) e più avanti, che mi colpisce sempre: chi sa non parla, chi parla non sa. Il linguaggio dei simboli è affascinante, e scrivere “sotto il velame de li versi strani”, come diceva l’Alighieri, è assai più di soddisfazione.

  • Wish aka Max ha detto:

    Devo scrivere dell’altro. Il commento precedente lo avevo iniziato ieri sera e mi ci sono addormentato sopra (dovrei piantarla di portare l’ipad a letto). Stamane l’ho completato alla bell’e meglio ma non sono soddisfatto. Mi riaffaccio later on.

  • Michele ha detto:

    belli, mi cimenati anch’io con gli aiku (smesso subito)
    la poesia mi riesce decisamente peggio della prosa (resto sui racconti)

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