Alto tasso di glicemia. e divagazioni. part two.

2 marzo 2012 § 2 commenti

Scrivere a quest’ora del giorno è impegnativo.

devo prendermi la responsabilità di ciò che scrivo, non posso dare la colpa al sonno ed avendo mangiato da poco non posso neanche indicare la fame come causa delle futilità che pubblico. ehm ehm.

in effetti devo precisare ed estendere il post precedente e non avendo molta voglia di rimetterci le mani ne scrivo uno nuovo. causa arteriosclerosi galoppante ho dimenticato una parte importante ma scrivere un sequel mi piace di più  lo ammetto. non è che so proprio che dannazione sto scrivendo.

comunque nell’altro post c’era la torta no? quella tutta rosacauori&zucchero.

effettivamente non si è fermata lì la questione. per quanto mi pesi ammettere che mi pesa scrivere di questo..(?) insomma, essendo un corso di cucina (che?) su una torta di sanvalentino, io l’ho regalata a Oku. eccerto che è banale e rabbrividivo al timore che il gesto si trasformasse in qualcosa di melenso. però dato il divertimento e la bella giornata che ci avevo infilato dentro a quella torta penso sia stato un bel regalo, un bel regalo di nonsanvalentino anche se era proprio il giorno di sanvalentino (dannazione!) . insomma alla fine quando ho portato la torta ad Oku non mi sono buttata per terra rantolando “noooo, non accetto di fare un torta cuori&roserosa e regalartela nel giorno di sanvalentino, nooooooooooooooooooo”. anzi ero animata da una qualcerta curiosità upon the reaction (della torta che gli avrei mollato tra le mani già lo sapeva. ma di cuori e roselline non era al corrente.)

la cosa davvero bella è stata un’altra. dal momento che era una torta bella ciccia ed insomma, lontana dalla monoporzione, ci eravamo accordati che un quarto me lo avrebbe portato cosicché lo potessero assaggiare anche chez moi. una normale fetta insomma. che si presentava così.

mentre aspettavo in mezzo alla neve ancora calpestabile, con le mani rigorosamente gelate lui ha riassemblato la decorazione in miniatura. un gesto gratuito, un’espressione di cura ed attenzione non richiesta e inaspettata. spontanea ma allo stesso tempo precisa. e devo dire che mi ha colpito moltissimo questo gesto.

è arrivato in ritardo con un netto e pulito quarto di torta, una fetta solida e compiaciuta della sua nuova decorazione, posizionata al centro del recipiente. premesso che anche l’arrivare in ritardo ha un suo valore: rimane ancora una sorta di tacita sfida, soprattutto per me che sono il ritardo personificato, quella di arrivare per primo sul luogo stabilito per incontrarci. a volte ci siamo preceduti di ore.

non la tirerò troppo per le lunghe (???). aggiungo anche questo. che non c’entra una cippalippa. ma in fondo anche sì. (fino a pochi giorni fa scrivevo “centra”. e non sono ancora del tutto convinta di quale delle due sfumature espressive mi aggradi di più)

eppoi, siccome questo post è tutto uno sproloquiarmi addosso, c’è una cosa che ultimamente rimugino spesso. penso a quanto sia strano. andare all’ikea  di domenica insieme a lui (ovviamente per necessità d’ambo le parti, non per istinto suicida). mangiare le pseudo polpette svedesi (che mi piacciono, si mi piacciono. hanno una nota dolce tipica del cibofintosurgelato. ma sono legate a talmente tanti ricordi che è impossibile che smettano di piacermi, quantomeno idealmente.) e comprare una sac a poche che ancora non riesco ad usare, due piatti bianchi. mangiare un gelato prima di andare via (sempre gelatofintoikea. e pure a quello non riesco a dire di no). e sentirmi così tanto bene. sentirmi felice e a mio agio. dico che è strano ma più che altro è stato un senso di felicità a stupirmi, inaspettato proprio perché così naturale e istintivo.

e in più ho comprato per Oku (leggi: per me) una coperta azzurra.

potrei disquisire davvero a lungo sulla coperta. sull’arrotolarsi in una coperta d’inverno invece di mettersi una vestaglia o un maglione. con tua madre che si contorce e si dispera perché, mentre passi col tuo reale strascico di pile, raccogli più polvere del swiffer. oppure metterti a cucinare con tua madre che si contorce e si dispera perché i lembi della pile (notoriamente ignifilo. se si dice ignifugo il contrario sarà ignifilo, no?) sfiorano pericolosamente le fiamme ogni volta che giri la zuppa.

bisogna dire che la coperta è una delle cose che mi mancano di più durante la stagione che addavenì. (quanto detesto sentir definire una stagione “bella” o “brutta” a seconda di quanto ci si può grattà er cuLA pancia spiaggiati in riva al mare o imprecare contro la pioggia e le pozzanghere. mondo pistola.)

io e il mio letto abbiamo convenuto che vogliamo una coperta nuova. se ci penso bene la vorrei bianca. anche se poi sono sicura che la comprerei nera. Deinde, apprescindere da ciò, onnipresente sulle mie spalle una copertina di pile azzurro. in mancanza di Oku (vedi reperto grafico) magari direttamente abbracciata alla coperta. con il dito in bocca. e fortunatamente non ho una sorella maggiore che mi sbraita contro di mollare quella stupida coperta. o un bracchetto che si apposta per rubarmela. (la coperta non la sorella.)

delirio delle 15 e 57.

correzioni delle 19 e 28. non posso davvero immaginare l’effetto devastante di questo post senza correzioni. ho avuto grosse difficoltà persino io.

e ok. tutto questo per dire che. nonostante mi siano repellenti romanticherie spicciole e scontate, i cuori, le tonalità rosafucsia e variazioni, il bersagliamento indiscriminato di espressioni “romantiche” e “poetiche” spiattellata pure sulla carta igienica , le festività senza tradizione e motivazione tipiche della nostra cultura italocattolica con conseguente perdita delle proprie radici e commercializzazione selvaggia.  e nonostante mi dia fastidio in maniera esponenziale esprimermi in questo modo, la verità è che ho passato un sanvalentino -reprime un conato- ricco di sensazioni ed emozioni per cui non posso che essere grata. aggiungerei che per fortuna le suddette sensazioni non hanno nulla a che vedere con l’ennesima festività accroccata che si vorrebbe fosse accettata e consolidata nella nostra culturafantoccio (sottoposta per secoli all’inglobamento di feste pagane riproposte in chiave religiosa per mire, non ci si crede proprio, di potere). chiedo venia ma rischio davvero di divagare oltremodo. e non vorrei che alcuni concetti venissero recepiti come la solita polemica che fa molto alternativo-controcorrente.

non vi sia pena alcuna, questo era solo un post autopunitivo.

fine delle trasmissioni.

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§ 2 risposte a Alto tasso di glicemia. e divagazioni. part two.

  • Bibi ha detto:

    le piccole azioni sono quelle che contano. non come quella di prendere fuoco mentre si gira la zuppa avvolta nel pile no, ma come quella di ricostruire un cuore cuoricioso.

    • è vero. sono rimasta davvero stupita per il gesto ma ancora di più per quanto mi facesse piacere che ci fosse stata quella piccola attenzione. per quanto riguarda il prendere fuoco..tutto sommato d’inverno mi sta bene. tendo ad essere un pezzo di ghiaccio ^-^

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