Alto tasso di glicemia. e divagazioni.

29 febbraio 2012 § 7 commenti

Well.

Penso sia passato abbastanza tempo da sanvalentino e mi sono  disintossicata al punto giusto per scrivere questo post.

torta di sanvalentino.

è talmente il contrario di me questa torta che ancora mi si sgrana il terzo occhio a pensare di aver fatto una cosa simile.

un paio di premesse: Le Bioalchimie. e ce ne sarebbero di cose da dire. senza neanche tentare di descrivere i creatori di quel luogo. (davvero non basterebbero le parole).

non mi interessa se chi legge abita in Nuova Zelanda ma quando scopro un posto dove mi trovo così tanto  bene devo assolutamente farlo conoscere a più persone possibile (nel terrore costante che i posti che preferisco chiudano per mancanza di clienti). il sito è esauriente e nel caso si passasse lì vicino ci si può fermare anche per un tè  o un cappuccino -disse tentando in tutti i modi di dirottare il maggior numero di persone almeno sul sito- . ebbene in questo luogo a volte la cucina viene resa disponibile per corsi di cucina. ed appena mi è pervenuta la notizia ho fatto in modo di iscrivermi al corso che si sarebbe tenuto il 13 febbraio e avrebbe visto la realizzazione di una torta/scatola di cioccolatini da servire/regalare il giorno dopo. ancora prima di sapere nei dettagli di cosa si trattava mi sono scaraventata, pienamente fiduciosa che qualsiasi cosa avrebbero organizzato alle Bioalchimie sarebbe stata divertente e mi avrebbe arricchito. e così è stato.

ho passato tutto il giorno nella cucina che di solito percepisco solo da cliente, vedendone uscire piatti che ogni volta mi fanno sorridere. ho trascorso la giornata in compagnia di persone che non avevo mai visto prima e con le quali si è subito creata un’atmosfera di dialogo e scambio. trovarsi a proprio agio nel pranzare con persone sconosciute e chiacchierare con spensieratezza.

e mi sembra quasi inutile sottolineare la centralità del cibo e della condivisione del pasto per l’essere umano.

adesso passiamo davvero a ciò che mi ha rallentato nello scrivere -ehm ehm- .alle cazzate insomma. non è che detesto il rosa. però alcune tonalità, specie le più fluorescenti o squillanti, compresi fucsia magenta e anche violacontropporosso, mi sono repellenti. dopo aver faticato a lungo per tentare di venire a patti con queste tonalità posso dire che il rosa pallido, antico, qualche volta anche pastello, tutto debitamente con il minimo numero di toni superiori al bianco possibile, mi aggrada. alla giusta distanza. nella giusta luce. soprattutto non su di me.

per cui credo fosse una scena abbastanza penosa, per chi in quel gruppo fosse dotato di una spiccata sensibilità, vedermi ossessivamente aggiungere colorante alla pasta di zucchero di tono più scuro perché il colore era, con mio sommo sgomento, sempre più FUCSIA a dispetto del mio vano tentativo di renderlo rosso. ho dovuto smettere perchè la situazione stava davvero degenerando.

per non parlare dei cuori. devo dire che col passare del tempo la cosa è andata normalizzandosi ma in linea generale la vista dei cuori non la digerisco. mi rabbrividisce il fegato. a onor del vero, giusto per equilibrare, ci sono dei casi limite in cui trovo piacevole una decorazione di quel tipo (con i cuori rossi. tassativamente rossi). come il piatto che scelgo sempre quando mangio a casa di Oku. però forse il fatto che non mi venga in mente un altro caso analogo dovrebbe farmi porre qualche domanda…

tornando al tripudio tortico cuori&roserosa. c’è da dire che io prediligo il cibo salato a priori e non cucino molti dolci (forno morto a parte), specialmente se così elaborati e con la partecipazione della pasta di zucchero (che per le decorazioni è unica ma per sapore continua a convincermi quanto la gomma americana. buona da masticare a piccoli pezzi finché sapore lo consente) per cui questa torta ha davvero dello straordinario.

è piena di quella giornata. (e anche di pan di spagna al cacao, crema di burro e farcia al mascarpone con confettura di fragole. per restare leggeri. – ride-  non bisogna avere paura. basta gestire con cautela e consapevolezza la crema di burro e stupirsi che il tutto non abbia un sapore troppo dolce. instead, instead. è davvero molto piacevole).

ovviamente non ho sfiorato neanche l’argomento sanvalentino. volutamente. non voglio rischiare di dilungarmi sul fastidio rasente l’orticaria che mi procura questa. questa festività -esitazione involontaria- .

alla luce di queste considerazioni, cerchiamo di recuperare il senso di questo post (???): perché scrivere un post, o meglio, perché decidere di investire tempo e denaro in un corso che vede come obiettivi elementi che turbano la quiete papillogustativa e visiva della sottoscritta?

a parte che è divertente. (e ci vuole un degno avverbio di supporto). è indiscutibilmente divertente.

è un semplice pretesto. dà occasione e ragione di realizzare e di imparare. come questo blog insomma.

bè. come trattenersi dal precisare che nella torta, essendo appositamente fatta a forma di scatola, dovevano essere messi dei cioccolatini. o, stagione permettendo, fragole coperte di cioccolato.

non è che ho le mosche nel portafoglio. sono parsimoniosa.

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§ 7 risposte a Alto tasso di glicemia. e divagazioni.

  • la home è dannatamente troppo rosa…. -rotea gli occhi-

  • Wish aka Max ha detto:

    Mi piace molto come scrivi. (il passaggio su indiscutibilmente è un masterpiece). E mi piace come ragioni. Ti aggiungo nei feed rss oltre che follouarti.

    • forse non sei del tutto consapevole che prima di avere un blog penso tu sia molto folloued già su gikitchen. ti tenevo d’occhio perché speravo davvero che tu scrivessi anche altrove di più. è impossibile non leggere i tuoi commenti dopo il post, non è completo.
      grazie

      • Wish aka Max ha detto:

        Mi hai fatto un complimento da superblush… no non ne sono affatto consapevole. O meglio non ne ero. Se hai letto qualcosa sul mio di blog avrai capito che il blog di Iaia è uno dei canali di comunicazione con lei. Nel novanta per cento dei casi è con lei che parlo, e anche un po’ con me. Ti ringrazio per la stima, è ricambiata. Sto leggendo pian piano, mi piace tutto molto. Vorrei tanto commentare il post della calza ma ho paura di sporcare per terra, if you know what I mean. Ci devo pensare bene perché se lo faccio deve essere un commento come dico io.

      • comprendo. per quanto riguarda i commenti sul blog di Giulia la bellezza è proprio nell’essere spettatori di un dialogo tra due persone, uno scambio forte e sincero, tanto che a volte mi sentivo fuori luogo a leggere, mi sentivo di essere come (ah qui ci sta benissimo) Peeping Tom..
        sono maniacale nello scrivere, siano post commenti o qualsiasi altra espressione poetica o prosaica, per cui capisco benissimo il prendersi tempo (nel mio caso mooooooooooooooooooooooolto tempo) prima di lasciare un qualunque commento. seguito da rilettura ossessiva. ma sto migliorando. (superblush, sto ridacchiando :))

  • La cucina di Elena ha detto:

    Ohi, ohi… Sempre più inquietante… Però brava!!! Ecccome!… Passavo di qui e ti volevo fare un salutino… Sai con la manina tipo Kate Middleton?… Ecco, anche un pochino meno, però + o – così…

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