Quando tuo padre riordina casa e ti nasconde lo hashioki chissà dove (ospite speciale la prima ricetta del blog!)

10 gennaio 2012 § 5 commenti

Ladies and Gentlemen!!!

(ci tengo a precisare che la frase di sopra ha un tono preciso e precisamente è quello del rospo del cartone “Jippo” di Betty Boop)

ma a parte ciò..

siamo lieti di annunciare che in questo post verrà presentata la prima ricetta vera e propria di questo blog!!!

(standing ovation e pioggia di coriandoli)

Tutto ciò grazie ad un contest (yes i like). un contest molto particolare cui penso valga la pena di partecipare perchè dà l’opportunità di contribuire ad un progetto vasto con persone che hanno in comune quantomeno il piacere di cucinare e trasformare qualcosa con le loro mani e insomma andate a vedere di cosa si tratta!!! (notare barra laterale, ormai sono una spada ad aggiungere immagini e link tramite widget)

dunque codesto contest (diamoci un tono), annuale e suddiviso in contest mensili (si capisce? no? allora cliccate sul logo!), presuppone che ogni mese si prepari un piatto che comprenda gli ingredienti (tutti , uno, due, come si preferisce) che sono elencati sul blog Cuocopersonale, i quali saranno poi aggiornati appunto ogni mese.

e procediamo con la ricetta.

(rullo di tamburi….)

Quinoa e Zucca!

semplice ma efficace (specialmente se siete in guerra fredda con la pasta, per citarne uno)..e un giorno mi scavo una casetta dentro una zucca e ci vado a vivere campando finchè c’è polpa da grattugiare via dalle pareti (ovviamente mi porto appresso anche qualche quintale di quinoa) .

(e chiedo venia ma non trovo lo hashioki che uso di solito..indipercui l’ho sostituito con il piccolopiccoloalieno ancora innominato)

orbene il procedimento è molto originale e creativo. (inventato, me lo sono inventato.)

scherzi a parte è una ricetta molto semplice.

queste sono le dosi per 1 persona:

70 gr di quinoa reale, 150 gr di zucca, latte di riso, noce moscata, cannella, gomasio con alghe e sale.

sciacquare per bene la quinoa sotto l’acqua corrente. versarla in una pentola di acqua bollente, precedentemente salata se si preferisce, (servono circa 150 ml d’acqua per 70 gr di quinoa) e lasciare sul fuoco per 15-20 minuti finchè i chicchi non si aprono. nel frattempo si può provvedere alla zucca che, sbucciata e tagliata a cubetti, nella vaporiera impiega più o meno 5 minuti a cuocere. tenere da parte alcuni cubetti che verrano lasciati interi e si aggiungeranno alla fine . mi sono regolata ad occhio comunque di può decidere di utilizzare più cubetti per la vellutata che verrà mescolata alla quinoa. per ottenerla mettere i cubetti in una pentola e farli sobbollire con il latte di riso a fuoco basso, con coperchio, finchè non saranno abbastanza morbidi da poter essere schiacciati con la forchetta.

anche per il latte sono andata a senso, versandone poco per ottenere una vellutata abbastanza densa. aggiungere noce moscata cannella e sale secondo il proprio gusto. con il mixer ad immersione  frullare il tutto ed aggiustare di spezie, aggiungere latte se è troppo denso. si può anche schiacciare la zucca con la forchetta senza frullarla, lasciandola più solida oppure aggiungere panna o yogurt se si vuole rendere il tutto più cremoso. mescolare la vellutata con la quinoa (controllare che abbia assorbito tutta l’acqua) e impiattare, quindi aggiungere i cubetti di zucca lasciati interi e terminare spolverando un pò di gomasio con alghe sulla quinoa.

tralasciando per un momento quanto questi due ingredienti mi piacciano -asciuga la bavetta colata sulla tastiera-

riflettevo che alla fine le difficoltà più grandi si hanno proprio su questi piatti semplici (se vogliamo restringere il campo solo all’ambito magnereccio, altrimenti stiamo qui fino a gennaio prossimo). mi viene in mente un film: “Rinco’s Restaurant”, una delle scene che mi ha colpito di più è quella in cui la protagonista prepara un ochazuke, un piatto molto semplice a base di riso su cui si versa del tè, e ogni volta penso che se riuscissi ad avvicinarmi almeno un pò a quella semplicità sia nella preparazione del piatto che nel prodotto finale..allora vorrebbe dire  riuscire a cucinare qualcosa di perfetto.

divagazioni a parte

è buffo che il post che sto scrivendo ora è su qualcosa che già non esiste più fisicamente..l’ho mangiato a pranzo -sogghigno-

(anche questa è una divagazione)

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