Accumulando ritardi e nodi alla gola.
24/02/2013 § 55 commenti
Credo sia giusto iniziare rendendovi partecipi del fatto che qua poponunveregolate.
(senza contare che grazie a questa espressione Max mi ha insignito della nomina di assistente al “Roman Lessons Advanced Level”. che procederà di pari passo con la mia retrocessione nei confronti della lingua italiana. questo lo sto ampiamente dimostrando.)
Ordunque, il ritardo.
perché un mese e due settimane or sono (stavo cercando una formula verbale che mi consentisse di usare or sono. a discapito della comprensibilità, che sarà mai.) Yliharma mi assegna questo premio. 
tra ieri e oggi, in ordine cronologico, Max, Bonkgirl, Iaia, mi assegnano questo premio qui, qui e qui.
ora, potrei restare immobile a fissare lo schermo, in preda ai nodi alla gola. giocherellando col blocchetto d’argilla al centro del petto, osservarlo creparsi sempre di più, sfaldarsi gradualmente.
potrei raccontare della velata angoscia e della trattenuta repulsione che provo nei confronti di questi premi. perché c’è un regolamento, ci sono parole da trovare per ringraziare, c’è “nonsonocapacediscriverenulladiadeguato”, c’è la pigrizia e l’ansia di mostrarescriverespiegare il mio ringraziamento che in queste occasioni sono sempre liete di appollaiarsi sulle mie spalle.
potrei raccontare di essermi accorta ora di non aver follouato ne Yliharma né Bonkgirl, cosa che davo per scontata. insieme al dare per scontato che sulla casella di posta elettronica dovrei versare una tanica di benzina e un fiammifero acceso e buonanotte ai suonatori.
potrei confessare che fonderò i due premi e racconterò direttamente 7 cose (non 14, oltretutto. vogliamo mettere un 7 con un 14? suvvia. sarà pure 7 più 7 ma a questo punto dovrei aggiungere un terzo 7. per principio.) ecco, voglio risparmiarvi. (che a pensarci bene sarebbero 7 per il premio di Yliharma, 7 per Max, 7 per Bonkgirl, 7 per Iaia. direi che basta la parentesi a far scoppiare il mal di testa.)
certo che un premio d’accordo. mi bastava, Max aveva già dato. poi sono scappata davanti a quello di Yliharma. non ho scritto per un bel po’ di tempo. pigrizia e ansia di cui sopra (più un vago senso di colpa). e non è tutta lì la situazione ma vorrei finire questo post prima delle 4.
quindi tento di tirare un respiro sufficientemente profondo (e speriamo che ossigeni quel paio di neuroni in coma. non vorrei continuare così.)
le regole del premio intanto:
- Copia e inserisci il premio in un post.
- Ringrazia la persona che te l’ha assegnato e crea un link al suo blog.
- Racconta 7 cose di te.
- Nomina 15 blog a cui vuoi assegnare il premio e avvisali postando un commento nella loro bacheca.
7 cose di me dunque.
- non mi piace fare elenchi numerati, l’ho scoperto adesso. trattini. tutt’al più pallini neri.
- non so stare seduta su una sedia se non con grande sforzo e costrizione. sto a gambe incrociate, in ginocchio, con una gamba alzata e una piegata, con i piedi poggiati sulle sedie intorno al tavolo, appollaiata, con una gamba poggiata sul tavolo che si trascina via irrimediabilmente la tovaglia.
- rifuggivo il contatto fisico. in parte lo rifuggo anche ora ma è diventato una situazione ad personam.
- ho paura di fare la doccia la mattina. ultimamente mi doccio dalle 23 in poi.
- sono paralizzata da cose come: “racconta 7 cose di te”. per quanto mi piaccia il 7, è più di un’ora che tento di concludere.
- quando bevo un buon vino rosso o un vino bianco forte starnutisco. è successo anche con i mon chéri, il caffè, il cioccolato fondente, la grappa. l’ultima volta che ho bevuto del chianti ho starnutito ad ogni sorso. (abilità ereditata dal padre del padre di mia madre.)
- spesso parlo come una deficiente. molto spesso. troppo spesso. non con tutti s’intende. non approfondirò qui, basti sapere che c’è una grammatica, una linguistica ben precisa dietro tutto ciò, dove, primo fra tutti, “no” si dice “nori”. ( mi sto vergognando molto e qualcuno, il più tediato e assediato da questo mio modo di parlare, ne sarebbe contento.)
credo di avercela fatta. sono estenuata da tutto questo. Very Inspiring Blogger. (già il premio Affidabilità faceva ridere dal momento che scrivo un post a seconda di come gira il vento.)
al di là della parola Blogger che rimane molto misteriosa per me.
Inspiring vuol dire che ispiro qualcuno? (o lo inspiro?)
(la smetto.)
questa volta è stato il concetto è stato espresso e ripetuto. non è bastata Yliharma. ha insistito Max, ha insistito Bonkgirl, ha insistito Iaia.
e questo mi inchioda le spalle al muro e mi priva di qualsiasi parola.
(ringrazio molto di questo.)
vorrei evitare di nominare a mia volta, dato l’elogio dell’incomprensibilità che ho scritto. che ho pure fuso due premi e. sono impossibile.
vorrei conservare questa confusione annodata intorno alla trachea, tutta per me. per rendermi conto davvero di cosa significhi questa serie di piccoli eventi.
(ce ne sono di persone che mi ispirano. di blog, che in realtà sono luoghi, in cui continuo a rifugiarmi, a volte più che in questo stesso spazio che dovrebbe essere mio. e proprio per questo lo evito. qui ci sono io. non ho sempre piacere di incontrarmi. questo nodo è interno e personale. ringraziare per mezzo di un premio in questo momento sarebbe solo un’adesione al regolamento. voglio concentrarmi sulle q e sulle gelatine di autostima. sulle parole e sulle poesie. sugli ombromini e sulle storie, sulle terre neutre e sugli elefanti di Annibale. sul parlare, attraverso il cibo, imparando a scrivere e a scriverne.)
basta nodi, stanotte. mi fermo qui.
grazie.
orribilmente interminabile. troppe parole nessun disegno.
angosciante.
incredibile. riuscirò comunque a fare le 4. e a non lasciare più di due commenti. incredibile.
scherzavo.
Posto scoperto per caso
Ma delizioso..
Il caso non esiste
confermo e sottoscrivo: non esiste
rovinerò questi 3 commenti nidificati. puf.
(grazie.)
Meraviglia di donna! Mi hai fatto morire a leggere la tua tortuosa nottata sul premio. È anche un poco incolpa per essere stata parte della catena che te lo ha portato.
Un abbraccio e buona giornata
niente incolpa, per quello basto io (serve tutto per superare qualche grumo mentale. per cui è utile. per cui grazie.)
Bello. Come sempre.
Imbarazzata. Come sempre.
(eggrazie. chetelodicoafà.)
ma lo vedi che è proprio il tuo premio?! è fatto per te, tu ispiri (inspiri?) e basta, ti tocca accettarlo.
spero un giorno di poterti incontrare di persona (sono anch’io molto restia negli abbracci, li riservo per le persone speciali) così magari ti guardo dritta negli occhi e te lo dico: tu sei davvero un essere speciale.
buono a sapersi, così mi porterò un buco in cui nascondermi per l’imbarazzo. (che poi divento rossa e me ne accorgo e allora divento ancora più rossa. e la gente me lo fa pure notare, così mi esplodono le tempie.)
ti ringrazio moltissimo.
(stamattina è un’iniezione di esaltazione insomma.)
ah e comunque mi sono accorta che non ti “seguivo” neanche io (però ti avevo messa nei feed preferiti)
i fiiiiiid! questisconosciuti!
allora stiamo a posto X))))
Nemmeno io so stare seduta. E la cosa degli starnuti con gli alcolici è meravigliosa.
posso immaginarti con i piedi sulla tastiera mentre sei a lavoro? (sto esagerando.)
sta diventando quasi un metro di giudizio. se il vino è in un certo modo il mio naso manda segnalazioni.
no davvero è una cosa meravigliosa. cioè potresti essere una sommelier unica al mondo!
[quando in pausa pranzo sono da sola poco ci manca. coff coff.]
(vivo di questi scabrosi dettagli)
ci penso eh, ci penso bene. tra le tante cose fare un corso di sommelier è in un buon posto in graduatoria.
starnutire sui clienti senza bisogno di scusarsi sarebbe un sogno.
altro che il critico di ratatouille.[si scriverò così? ratatui, better?]
ratatuì. ratatui cipiace.
(non sono abbastanza emaciata ma in quanto ad occhiaie potrei pure fargli concorrenza.)
blogger è una parola che suon bene, pare quasi africana. Quando incontro qualcuno di colore mi pare che la dica spesso. Di sicuro la conosceva anche Annibale
ecco, ad Annibale bisogna chiedere. non mi stupirei che una parola simile sia nata in quegli ambiti. potrebbe essere qualcosa di riferito agli elefanti. con l’avanzare dell’età Annibale non spaziava più molto in argomenti, è comprensibile.
può essere. Forse era un ordine impartito agli elefanti, come si fa con le galline quando dici sciò, sciò!
Mi viene in mente il nonno di mia moglie che quando era in auto e si fermava tirava verso di sè il volante e diceva 000hhhhh! come faceva con i cavalli.
XDDDDDDDDDDDDDDDDD
per tranquillizzare il motore e non farlo imbizzarrire. dev’essere così.
chissà se c’è qualche traccia tangibile dell’etimologia della parola blogger nel contesto storico di Annibale e i suoi Elefanti.
tieni presente che Annibale ha attraversato le Alpi con questi elefanti, ha fatto un bel giro e quindi è passato attraverso molte regioni, ha imparato dialetti, parole nuove. Dobbiamo studiare bene il percorso che ha compiuto, vedere da dove è sceso.
Sta a vedere che magari Blogger l’ha imparato in valcamonica
un bel cammino a ritroso. mi serve qualche gamberone che mi insegni la giusta tecnica.
credo che se googoliamo troviamo il vero percorso compiuto da Annibale. E non mi meraviglierei se ci fosse qualcuno che compie questo percorso a piedi, con spirito di sacrificio. Come il camino di santiago di compostela
ci dovrei seriamente pensare. mi fregerei di simboli elefanteschi per compiere questo antico percorso.
gli indiani…loro adorano gli elefanti. Deve esserci un motivo serio
ciò che lega indiani con il gelato e gli elefanti.
e il gelato è neve lavorata e insaporita perciò. è uno studio interessante.
no vabbè state fuori…. vi adoro!!!
XDDD
fuori fa freddo, piove…
ci ho pensato pure io. qui ha pure un po’ nevicato. devo almeno prendere sciarpa e cappotto
qui ci aveva provato ieri ed è stato bellissimo. Perché siamo usciti da un superstore, un supermercato che dovrebbe essere nuovo ed ero rimasto stupito perché era quasi vuoto. Del resto, mica tutti affrontano il gelo dopo pranzo per andare a fare la spesa. E quando siamo usciti c’era il cielo asfaltato , scendeva la neve e il parcheggio era quasi vuoto. E nel condomino a destra una vecchiotta che tabaccava sul balcone.
Non so perché, mi pareva di essere in un film e queste sensazioni mi piacciono. Mi piace ogni tanto pensare di essere in un film. Senza il conforto di sapere se qualcuno sta pagando il biglietto
mi è successo oggi mentre mangiavo il gelato e mi facevano male le dita per il freddo. e c’era la luna sopra le case e gli alberi.
(un commento da incorniciare, pani)
oggi ho visto una famiglia di indiani mangiare il gelato ed ho pensato: “strani questi indiani”. Non so perché ma l’ho trovato curioso. Come quella volta che in Norvegia ho alloggiato vicino ad una fabbrica di gelati e il mio cliente mi diceva che stava chiudendo perché era in crisi. L’avevo trovato curioso, molto curioso.
crisi dei gelatai in Norvegia. combinazione curiosa ma comprensibile.
gli indiani proprio non me li aspettavo.
io non sono una grande estimatrice del gelato. ma questa piccola gelateria mi ha conquistato a cominciare dai cilindri pieni di gelato con annesso coperchio e temperature differenziate.
ha un gusto davvero al di sopra della norma.
temperature differenziate? Interessante. Ora ti dico l’ultima e poi vado a dormire. Una delle mie idee ( la sto dicendo a tutti così prima o poi qualcuno la brevetterà) è quella di un microonde che scalda ma anche raffredda. Voglio dire: se giro il potenziometro a destra scaldo la pietanza, se lo giro a sinistra la raffreddo alla temperatura che voglio. E’ così difficile inventare una cosa del genere?
‘notte
non è possibile che non esista una cosa simile!!!!!!!
è di una genialità sconcertante questa idea.
sarebbe così utile, potrei avere il ghiaccio istantaneo per farmi uno smoothie o un frozen yogurt!
bisogna rimediare prima possibile. absolutely.
notte pani
un mio collega mi ha spiegato perché non è possibile o difficilmente praticabile, Ma è qualcosa di troppo tecnico,l’ho già dimenticato.
Ma io non ci credo, prima o poi questa invenzione la faranno. Mi sembra così logica e comoda che non riesco a capire perché ancora non ci sia.
secondo me è come con la apple e tutte queste innovazioni. la tecnologia ce l’hanno già ma se non la mettessero in pratica nessuno comprerebbe la versione 4.5 4.6 4.6emezzo.
guadagnano di più così.
è proprio così! Hanno già tutto ma ce lo propinano un po’ alla volta.
Quando il mondo sarà saturo di forni a microonde classici, nasceranno quelli double face
(double face. avranno anche uno sportelletto su tutte e due i lati? al posto di quella retina bucherellata vorrei dei motivi con fiammelle e cristalli di ghiaccio. per non sbagliarsi.
naaa, voi sciogliete anche la neve…
ieri sera la neve scendeva croccante, troppo croccante. E infatti non è rimasto nulla. Era una neve con troppe pretese.
qui invece era troppo timida. infatti per strada è giù tutta sparita. servirebbe farle incontrare queste tipologie di neve, magari riescono a bilanciarsi.
(non avrei resistito a farne una scorpacciata di neve croccante, a bocca aperta sotto le nuvole)
io sarò anche monotono ma…ci pensi a quei poveri elefanti che affondavano le zampe sopra metri e metri di neve? Già, sì, ne abbiamo già parlato…che poi usavano la proboscide come periscopio e da lì, poi, hanno inventato il periscopio vero. Ma dico…chissà cosa passava nella testa di quei poveri animali, abituati a calpestare terre polverose, sassose e così, di botto, sprofondare in una schiuma bianca e gelida
poverini, non sarei riuscita a portarli fino a roma senza averli dotati tutti di moonboot (gli stivali della luna. li ho sempre chiamati così.)
e secondo te avevano un copriorecchie?
che genere di meccanica mastodontica avranno dovuto applicare per costruire dei paraorecchie per elefanti!
forse le parabole sono nate in quell’occasione
non mi stupirebbe affatto un risvolto del genere. si saranno accorti che riuscivano a captare radioromacapitale già dalle alpi.
certo che è così. E dovevano pur rimanere in contatto con la madre patria e ascoltare al jazeera