Vuole prenderlo, quell’astro. Ma non ci riesce, e per questo ha i piedi incrociati. Disappunto e un po’ di imbarazzo. Anzi vuole prenderli tutti e due, e si illude come le foto che sembra che reggi la torre di Pisa. Forse e’ qui l’imbarazzo. Farsi ritrarre come un turista qualunque. Consentire che un gioco di prospettive renda possibile l’impossibile. Chissa’ perche’ li vuole tanto, gli astri. Non e’ la prima volta che vedo che li punta.
chissà, forse ho difficoltà anche con due. dovrei provare a lanciargliene un’altra di tanto in tanto. per movimentare la situazione. non vorrei che cadesse però
come le zampe delle lucertole! quanto mi piacciono quelle scagliette.
proverò lanciandogli una palla in più poi qualche birillo. chissà se con i coltelli. forse è pericoloso.
quelli di legno mi piacciono, si utilizzano nelle simulazioni. vabbè pure quelli di plastica. però quelli di legno mi piacciono di più. un ombromino di un coltello non saprebbe cosa farsene, potrebbe incuriosirlo un oggetto così
io vorrei vedere se è vero che lanciando un coltello si può ammazzare qualcuno. Proverei con un manichino ovviamente, della stessa consistenza di un corpo umano
bisogna essere capaci di lanciarlo eh. mi è capitato di provare. non erano coltelli erano più. bacchette con la punta (che ovviamente hanno un nome specifico. ma io non lo ricordo.) e non è affatto scontato riuscire a lanciare in modo tale che la punta si conficchi nel bersaglio (quello era un bersaglio di paglia. alla robin hood.) era più facile che l’arma colpisse il bersaglio di piatto.
ci sono delle differenze di “età”. è più corretto dire esperienza. però non ci sono delle distinzioni canoniche. cioè li potrei catalogare perché sono un essere presumibilmente umano però fra di loro non c’è questo modo di pensare. fra l’altro non è che si incontrino così spesso. sono abbastanza solitari
forse le uniche differenze sono nel portamento, nel modo di muoversi, guardare. Dovrebbero essere una belle comunità, molto democratica. Anzi, forse non ci sarebbe nemmeno bisogno di democrazia perchè così è, senza per forza dare un nome
si si. tutto si. le cose non hanno nome, non servono distinzioni perché già sanno qual è il loro posto. detto così sembra una forzatura ma fondamentalmente ognuno “cresce” per fare ciò che vuole. è tutto molto semplice e naturale perché non comunicano con le parole, propriamente. ci sono dei piccoli ribelli che vogliono fare esperienza del mondo ma rischiano di fare danni o di perdersi. tipo quello che ha incontrato Max.
l’ho pure ritagliato male.
Vuole prenderlo, quell’astro. Ma non ci riesce, e per questo ha i piedi incrociati. Disappunto e un po’ di imbarazzo. Anzi vuole prenderli tutti e due, e si illude come le foto che sembra che reggi la torre di Pisa. Forse e’ qui l’imbarazzo. Farsi ritrarre come un turista qualunque. Consentire che un gioco di prospettive renda possibile l’impossibile. Chissa’ perche’ li vuole tanto, gli astri. Non e’ la prima volta che vedo che li punta.
non gli dispiacerebbe mangiarsi pure quelli secondo me.
ai miei occhi sembrano appetitosi.
a me pare che stia facendo il giocoliere. Con due palle sono capace anche io, con tre penso che pure l’ombromino farebbe fatica
chissà, forse ho difficoltà anche con due. dovrei provare a lanciargliene un’altra di tanto in tanto. per movimentare la situazione. non vorrei che cadesse però
se poi è abituato con i birilli?
Prova a renderle più rugose, in modo che facciano presa
come le zampe delle lucertole! quanto mi piacciono quelle scagliette.
proverò lanciandogli una palla in più poi qualche birillo. chissà se con i coltelli. forse è pericoloso.
no, i coltelli no! Stai scherzando? Oddio, magari di plastica ma essa non s’addice all’ombromino. Forse di legno
quelli di legno mi piacciono, si utilizzano nelle simulazioni. vabbè pure quelli di plastica. però quelli di legno mi piacciono di più. un ombromino di un coltello non saprebbe cosa farsene, potrebbe incuriosirlo un oggetto così
sei una lanciatrice di coltelli?
ahhh non mi dispiacerebbe affatto. devo pensarci bene.
io vorrei vedere se è vero che lanciando un coltello si può ammazzare qualcuno. Proverei con un manichino ovviamente, della stessa consistenza di un corpo umano
bisogna essere capaci di lanciarlo eh. mi è capitato di provare. non erano coltelli erano più. bacchette con la punta (che ovviamente hanno un nome specifico. ma io non lo ricordo.) e non è affatto scontato riuscire a lanciare in modo tale che la punta si conficchi nel bersaglio (quello era un bersaglio di paglia. alla robin hood.) era più facile che l’arma colpisse il bersaglio di piatto.
sì sì,ma io ci credo poco che con un pugnale, scagliato anche con forza, si riesca ad ammazzare uno. Questo succede solo nei fumetti o nei film
lascia perplessa pure me. fra l’altro ci sono modi più interessanti per ammazzare qualcuno. il pugnale volante sa proprio di finzione scenica
uh! Modi più interessanti? Be’, certo, se ne potrebbero inventare a iosa. Metodi crudi o anche indolori
a seconda dei casi, certamente.
sembra danzare
vero, ha le manine fluttuanti (mò perché devo dire manine non lo so, pardon, non riesco a farne a meno)
però con la mano destra sembra anche dire: “uè…guagliò, te saluto!”
è vero! un saluto ironico
mi sa che è proprio un ombromino centromeridionale
dato il gesticolamento comincio a pensare che lo siano un po’ tutti!
questo però è più nobile, quasi un Antonio de Curtis, in arte Totò
che bel complimento
ma certo, sono pur sempre Ombromini. misurati al punto giusto
ma avranno anche loro delle caste, dei ceti sociali, o sono tutti uguali?
ci sono delle differenze di “età”. è più corretto dire esperienza. però non ci sono delle distinzioni canoniche. cioè li potrei catalogare perché sono un essere presumibilmente umano però fra di loro non c’è questo modo di pensare. fra l’altro non è che si incontrino così spesso. sono abbastanza solitari
forse le uniche differenze sono nel portamento, nel modo di muoversi, guardare. Dovrebbero essere una belle comunità, molto democratica. Anzi, forse non ci sarebbe nemmeno bisogno di democrazia perchè così è, senza per forza dare un nome
si si. tutto si. le cose non hanno nome, non servono distinzioni perché già sanno qual è il loro posto. detto così sembra una forzatura ma fondamentalmente ognuno “cresce” per fare ciò che vuole. è tutto molto semplice e naturale perché non comunicano con le parole, propriamente. ci sono dei piccoli ribelli che vogliono fare esperienza del mondo ma rischiano di fare danni o di perdersi. tipo quello che ha incontrato Max.
uh! Gli incontri sono sempre ricchi di dubbio. Vado ad incubare, va…
‘notte
incuba per bene che domani c’è da arrotondare di nuovo tutto. (senno non c’abbiamo nulla da fare.)
notte
a me piacciono gli arrotondamenti. Un tempo pensavo di soffrire di spigolofobia.
è comprensibile. sicuramente almeno i miei mignoli pedestri soffrono di spigolofobia.
forse gli spigoli soffrono di mignolofobia allora
con le infradito tutti i mignoli soffrono e temono gli spigoli
allora sono temeraria a insistere con piedi nudi o piedi incalzini. i miei mignoli cercano la lite
i più piccoli talvolta sono anche i più intemperanti
proprio. sono così curiosi, non li puoi frenare. non è neanche giusto farlo d’altronde